Olimpia Milano post Bayern#3 che impone un «stay calm» rimandando ogni verdetto alla gara di venerdì, chiave di questa serie. Solo allora potremo definire il match di ieri sera come un normale episodio in una serie segnata dalle prime due sfide, o al contrario riequilibrio di un confronto dove nessuno ha mai davvero alzato la voce, se non a tratti.
Il match
Un successo in gara-3 che certifichi un trionfo senza sconfitte può passare, come dicevamo, da un’aggressione dalla palla a due o dalla capacità di restare in scia all’avversario, passando alla cassa nel finale quando la tensione appesantisce chi non può perdere.
L’Olimpia è stata invece aggredita dal Bayern Monaco, che ha riversato in campo le frustrazioni per i primi due ko e per il pesante passivo del fine settimana con l’Alba Berlino. Parliamo di una squadra con valori, che ha saputo sovvertire ogni pronostico di inizio stagione. Parliamo di un gruppo.
Tutte qualità che hanno concesso a Milano solo 9 punti nel primo quarto, segnati in due minuti di gioco, dal 7-2 di Kevin Punter a 6.28 al 9-9 di LeDay a 4.23. Vissuto il momento migliore nei primi 8’ del secondo, parziale di 24-9 per il sorpasso sul 32-33 a 1.50, ecco 12’ di poco o nulla, per un 32-17 che comporta anche il +18 tedesco a 5.18 del terzo quarto.
Un’altalena, che in questa serie hanno singolarmente vissuto entrambe le squadre, ma che raccontano di un’Olimpia non sempre in partita, incapace di avere continuità difensiva e rispondere non tanto ai centimetri, quanto alla durezza degli avversari.
Eppure, anche per la forzata interpretazione del fallo di Lucic su Delaney (una pena cumulativa, comunque errata, per l’ala serba partita con una gomitata in faccia a Micov), l’Olimpia si è ritrovata in scia all’avversario, ma Lucic e Johnson hanno risposto immediatamente, indirizzando il match.
Questione di difesa
La scelta del Bayern è, come noto, ritardare l’ingresso di Olimpia nei giochi, e Messina non ha trovato la soluzione neanche con Delaney e il Chacho unitamente in campo.
Se i rimbalzi non sono stati un fattore determinante, +8 Bayern ma ben 10 offensivi per Olimpia, la missione della squadra di Trinchieri è riuscita anche grazie alla contemporanea produzione offensiva, ottima con 85 punti segnati, un solo quarto sotto i 20.
Milano non è quindi mai riuscita a prendere ritmo, scoprendo anzi il fianco alle transizioni degli avversari. E senza difesa, questa squadra non può vivere a lungo, in Europa come in Italia.
Verso gara-4
Molti meriti al Bayern, che ha prodotto il massimo sforzo su entrambi i lati del campo (ripetere la missione in 48 ore non sarà semplice), ma se elementi come Lucic e Zipser hanno viaggiato sopra la media, giusto ricordare come certezze del calibro di Baldwin, Seeley, Reynolds e Gist abbiano viaggiato sotto ritmo, tenendosi qualche cartuccia per la prossima sfida.
E’ vero, il play USA è stato spesso confuso in questi primi tre atti e resta asso nella manica difficile da estrarre (ma pur sempre tale), e allora al tavolo anche Messina deve contare le carte potenziali da giocare.
La sensazione è che una grande attenzione difensiva, costruita intorno a certezze come LeDay, Hines e soprattutto Shields, sia ancora una strada percorsa senza continuità in questa serie, e al tempo stesso di difficile soluzione per Trinchieri.
Dipende ancora tutto da Milano, e dalle sue qualità già espresse.


Loro hanno dato il 110 per cento. Non potevano fare altro. Abbiamo subito la loro difesa allungata e, come sempre, il gioco un po’ fisico. Noi siamo probabilmente più dotati e per loro diventa fondamentale metterci più fisico, se vogliono vincere. Anche perché hanno assenze importanti.
Gara quattro sarà dunque un’altra battaglia. Vedremo se loro ne hanno ancora, di energia, per aggredirci così e, soprattutto, vediamo se noi si riesce ad avere un rendimento più continuo, un approccio più duro.
I nostri 12 da EL sono questi. Datome è un po’ indietro di condizione. Roll sembra nelle stesse condizioni. Ma sono questi i nostri 12 eroi che ci devono portare a Colonia.
Non arrivarci sarebbe una delusione cocentissima, visto il 2-0 ma non scordiamoci che il nostro obbiettivo era la post season. Tifiamo forte e incrociamo le dita: nessuno è risalito da zero due. E noi abbiamo qualità tecniche e mentali per andare avanti. E ieri, in fondo, regalando due quarti agli avversari non abbiamo subito scoppole.
Forza Olimpia, dunque.
Nella tua ultima riga sta anche il mio pensiero. Ieri serata negativa di qualche giocatore ed in generale al tiro di tutti (tranne Delaney). Eppure abbiamo chiuso a soli 6 punti. Inoltre ieri si è evidenzaita la difficoltà di Baldwin e Reinolds contro la nostra difesa e questi insieme al solo Lucic sono i giocatori che possono fare la differenza. Ieri l’ha fatta Lucic e doveva capitare che prima o poi entrasse in gara però bisogna vedere se domani riuscirà a ripetersi. Insomma, grande fiducia, è dura come è giusto che sia ma abbiamo le nostre carte da giocare