Olimpia Milano post Zalgiris che lascia interdetti. E rende difficile andare in fondo ad una pur rapida analisi. A che punto sono i biancorossi?
Il primo dato sono le vittorie: quattro in fila, sei nelle ultime sette, quattordici su venti in stagione. Non c’è niente di transitorio in un terzo posto solitario in classifica poco oltre metà stagione.
Al tempo stesso, non c’è nulla di definitivo, sia chiaro. Ieri sera la squadra di Ettore Messina ha tutto sommato fatto il suo dovere. Ha vinto, senza soffrire, prendendo il comando delle operazioni dopo pochi minuti, e senza più lasciarlo.
Hines ha fatto sentire il fisico, Hall ha regalato sprazzi di qualità, Daniels ha bussato con tre bombe praticamente in sequenza. C’è di che sorridere, soprattutto guardandosi dietro.
Lo spauracchio UNICS ha abbassato il ritmo, Barcellona e Cska, che parevano con Milano in difficoltà, hanno mostrato di essere in difficoltà solo con Milano guardando i risultati successivi (Jasikevicius ha vinto anche il Clasico). E l’Efes inizia ad avere problematiche un po’ più a lungo termine rispetto ad un anno fa.
Non si può negare il dato dei punti. Ieri ci si aspettava di più e meglio. Il quarto quarto è stato, soprattutto nel finale, raccapricciante. Ettore Messina lo ha ammesso, con lucidità, senza nervosismi.
Così non va. La circolazione di palla così non va. L’incapacità di vincere un uno contro uno arrivando al ferro non va. La costante ricerca del tiro da 3 non va. L’assenza di gioco in post non va. Non va, soprattutto, la totale assenza di continuità sui 40’.
Il talento, occhio, c’è. Soprattutto se Daniels dimostra di poter entrare così nelle partite. Soprattutto non dimenticando l’assenza di Shavon Shields e, perchè no, di Dinos Mitoglou. Ma una grande squadra deve sempre sapere cosa fare. Milano, quando la palla scotterà, saprà cosa fare?
Detto questo, occhio. In settimana, su otto gare, solo quattro squadre sono andate oltre gli 80 punti. E la difesa di Milano ha dimostrato di essere dominante contro ogni avversario. Lei, non tremerà mai. E lei, oggi, è la migliore d’Europa.

Ci sta perché il problema di fondo è in regia. Tolto l’immenso Rodriguez che ha i suoi annetti, il resto dei cosiddetti play é una tragedia. Per assurdo il migliore è hall che non è un play. Delenay è una calamità in regia. Il limite dell Armani è nella scelta del roster. Manca una dirigenza come ad esempio ha la virtus.
Benvenuto, ora che hai detto le tue sciocchezze, te ne puoi anche andare, addio
Ah fab, hai replicato a una vecchia conoscenza, il plurinominato onanista mentale.
Si, ma lo anche subito congedato 😂😂
Non facciamoci delle pippe mentali ad ogni partita
L’Eurolega è un altro livello rispetto al na campionato. Ma anche in EL si vedono gare un po’ sottotono, specie tra squadre sono stabilmente negli ultimi posti. Ma non solo: a volte fare una trasferta lunga e faticosa ti scarica le pile in partenza e quando scendi in campo non rendi.
Giusto l’accenno ai punteggi bassi generalizzati, complice anche il covid, che fiacca gli atleti, che interrompono gli allenamenti. In questo quadra, la nostra Milano trova la continuità difensiva, ormai un marchio di fabbrica, e vince anche quando segna poco.
Sinceramente credo che i pichi canestri siano anche figli fello scarso stimolo offerto da un avversario stanco, senza motivazioni, zeppo di assenti. La prova di questo è la gara di Delaney: assente, distratto, scarico, come in molte gare di lba.
I nuovi innesti stanno dando discreti apporti e forse anche Grant e Daniels si stanno finalmente inserendo. Un dubbio mi resta: come sarà la squadra al rientro di Shields e Mitoglou? Forse il Ricci da tre che si vede ogni tanto adesso potrebbe diventare un’arma in più. In EL avere Shields e Daniels e Grant come guardie, Datome e Hall e Kell e Ricci da tre, Melli e Bentil e Mitoglou (e Ricci) da quattro significa avere un roster davvero lungo, com giocatori in grado di performare anche fuori ruolo. Una ricchezza che servirà sicuramente.
In lba, invece, sarà un’altra storia, visto il 6 più 6 imposto. Ma godiamoci l’abbondanza.
Questa squadra ha già dimostrato di sapere cosa fare quando la palla scotta. Dall’articolo pare che questa gara sia l’inizio della fine, da leggere rigorosamente con sottofondo di campane a morto modello “Hell’s Bells” ( se poi parte la chitarra di Angus Young, tanto di guadagnato…). La soluzione alle feroci contraddizioni che ci lascia il post gara l’ho già suggerita: molto probabilmente si è trattato di una gara di LBA travestita da Eurolega. Il doppio turno di settimana prossima me lo aspetto diverso, la partita con la Fortitudo no.
Zalgiris arrivato al massimo a -7, Milano mai in difficoltà. Sembra di leggere di una squadra che non vince da un mese e che ha perso di 20. Certo che le prossime vanno giocate meglio, così come è certo che a Barcellona una squadra come quella descritta qui ne avrebbe presi 30.