Olimpia Milano post Derthona | Il dominio di una squadra instabile. Esiste uno stabilizzatore?

Alessandro Maggi 23

Olimpia Milano post Derthona, in campionato il motore riparte, e ribadisce le folli onde di una squadra sull’orlo di una crisi di nervi

Olimpia Milano post Derthona, in campionato il motore riparte, deciso, e a una settimana dal ko di Napoli ribadisce le folli onde di una squadra sull’orlo di una crisi di nervi.

Perchè con la squadra di Ramondino, che indica il numero sbagliato al tavolo presentando Filoni al posto di Macura, non c’è partita. Mai. 

Ci sono 10 triple, che ultimamente erano un miraggio, soprattutto perchè non sono uno sfogo finale. Ci sono i 16 punti di Nicolò Melli, parso “sulle gambe” nelle ultime uscite.

Ci sono gli 11 di Naz Mitrou-Long, con 7 rimbalzi e le giocate che chiudono definitivamente il discorso nella ripresa. Ci sono i 5 punti in 9’ di un ben ritrovato Gigi Datome.

Certo, ci sono anche i 29’ di Naz, o i 27’ di Hall, ma oggi considerare ancora EuroLeague un obiettivo diventa difficile, e pensarlo a gennaio resta una condanna senza appello per una squadra che ha fallito il primo e più importante obiettivo stagionale, costringendosi a vivere un lungo cammino di redenzione da qui a fine stagione. 

Si cerca di costruire piccole certezze, forse si fissano le prime gerarchie in attesa del rientro di Pangos e Shields. Si guarda al mercato, che a quanto pare non regalerà il “folletto” Shannon Evans, giocatore di ritmo che ieri ha salutato il Betis, ma in direzione Valencia secondo la stampa spagnola (ma sino all’ufficialità…). 

Difficile oggi individuare l’obiettivo, ma inevitabilmente l’orizzonte deve arrivare sino agli Stati Uniti. Serve un giocatore in grado di “spingere”, rendendo meno prevedibile il ritmo di una squadra che, con debordante facilità, si inchina al ritmo altrui. 

La circolazione di palla deve essere un’opportunità, non uno scarico di responsabilità. Sì, ma questo giocatore esiste?

23 thoughts on “Olimpia Milano post Derthona | Il dominio di una squadra instabile. Esiste uno stabilizzatore?

  1. Una riflessione un po’ tardiva visto che da novembre che si va dicendo questa cosa .. ripeto che si era tutti contenti dopo l’allestimento del roster in estate, ma i dubbi del vero valore di Naz in EL si sono rivelati, ahimè, fondati così come un 4,5, come a me piace definire il profilo, sarebbe stato utile, sebbene Voigtmann avrebbe dovuto in parte sopperire a questa carenza di lunghi veri. Ora quei pochi play sono ricercati anche da coloro che stanno meglio di noi e anche qui, mi chiedo come non si riesca a trovare un giocatore all’altezza in USA. Dai Olimpia dai .. speriamo che Shields e Pangos rientrino quanto prima ma non saranno certo in una forma accettabile per almeno un altro mese dal loro effettivo rientro.
    Discorso a parte TLC: ma come è molle e anche fragile caratterialmente !!! Su ragazzo su dai !! Buon basket a tutti

  2. Mi sono appassionato a questa partita che abbiamo giocato bene e vinto, grazie all’esecuzione dei protagonisti, e ai nostri tifosi che si sono presentati al Forum in 9.300 (!) nonostante il periodo della squadra, deludente in generale

    Melli “stanco e sulle gambe”, che sento ripetere da ottobre, non l’ho mai visto né creduto.
    Sono sempre stato zitto finora, perché anche Redazione l’ha spesso descritto così: di loro mi fido e francamente ho sempre pensato che avessero informazioni dallo spogliatoio, quindi non ho mai discusso l’affermazione.
    Melli stesso ha dichiarato, non ricordo bene quando, forse finale dell’anno scorso, di avere in serbatoio i due anni NBA in cui è stato praticamente fermo.
    Non mi sembra stanco, né sulle gambe, e non solo ieri pomeriggio.

    Una bella vittoria!
    Ha ragione Messina a metterla sulla difesa: “abbiamo tenuto a 63 una squadra da 80 di media”.
    Ma secondo me ha anche torto.
    Abbiamo vinto per aver segnato tanto e in scioltezza, con delle belle giocate d’attacco che hanno messo in partita i nostri ottimi attaccanti.

    Non abbiamo esagerato col tiro da 3, nonostante l’impressione di averla vinta lì: 37 a 28 la proporzione coi tiri da 2 – ancora alta, ma per noi moderata, e ne abbiamo segnati il 35,7% che per noi è un dato medio.
    I nostri protagonisti erano carichi e in forma, il gioco meno, nonostante le apparenze: i difetti sono sempre lì, il solito quarto in cifra singola, il quarto, un segnale per me devastante, a proposito di onde di rendimento.
    Certo, era il quarto sopra di 20, hanno mollato, ma 8 punti sono soli 8 punti comunque, per me.
    Vedo protagonisti in spolvero, meno la costruzione di una squadra, e soprattutto di un gioco.
    Il che spiega l’andamento altalenante, e la posizione in EL, troppo bassa perfino per una squadra con due assenze decisive.

    Protagonisti in spolvero significa i nostri esterni, e Mitrou in particolare, difendere con cura, aggressività ed efficienza: se il gioco di Tortona si ferma sugli esterni, la palla non arriva alle loro bocche da fuoco, li teniamo a 63, in questo Messina ha ragione. Ma davvero Mitrou riuscirà a difendere così sempre? Contro esterni di un altro livello, di un livello sublime?
    Diciamo che non saprei. E che nel frattempo, visti gli uomini che ho, invece di celebrare la difesa, preparerei una rivoluzione nei giochi d’attacco.
    Ma la preparerei sul serio, altro che continui consegnati!

    Una parola di difesa ancora per Cabarrot: 6 punti in 17 minuti, una persa, una recuperata.
    Di cui un canestro di gran classe. Il ragazzo c’è, ha solo bisogno di meno caos intorno.
    Vedrai.

    1. Nonostante lui cerchi di smentirti, e finora ne ha dato più di una prova, incrollabile permane la tua fede sulla bontà di TLC, come se tu non voglia smentire la tua prima impressione, vedremo…..

    2. Sono d’accordo su Cabarrot. Continuo a dire che Melli è Melli, giocatore e uomo non criticabile e che tutti ci invidiano, altro che giocatore che non fa la differenza, come qualcuno dice. Quindi l’Olimpia è imprescindibile da Melli, secondo me. Per quanto concerne gli obiettivi che ci rimangono, bisogna considerare che i lungo degenti quando rientreranno (ma quando rientreranno?) avranno bisogno di tempo per riprendersi al meglio.
      E comunque è inutile che ci giriamo attorno: ci serve un play, altrimenti se si rimane così i problemi non si risolveranno.

  3. La scelta di cercare a Novembre il sostituto di Shields e non quello di Pangos, penso sia stato l’errore maggiore di questa stagione. Adesso avrebbe senso cercare qualcuno che possa servire anche la prossima stagione, altrimenti la caccia alla terza stella la farei con questa squadra + gli infortunati.

  4. cluca, ricordi male. Cabarrot, è sbarcato a Milano, il 21 novembre e, Messina, aveva a disposizione tutti e tre i play, ( Pangos, Naz e Baldasso ) abili e arruolati. Al contrario, avevamo in infermeria Datome, Shields, ( dal 20 di ottobre ) Baron e Tonut. Sfortuna volle che tre giorni dopo, l’arrivo di Cabarrot, si fece male seriamente, Pangos.

  5. @fab su Cabarrot.

    A me pare uno forte, un ottimo cambio, che sta facendo di tutto per non “morire” sportivamente parlando, a Milano. E in una squadra così confusa, così dominata, non è facile. Ma la materia prima c’è e secondo me si vede. E si vedrà meglio quando ci saremo assestati.

    “Morire” a Milano.
    Ecco un punto veramente critico della nostra squadra: Thomas, Voigtmann, Daniels, Alviti, Brooks, io ci metterei anche White, mentre Sheldon Mack lo terrei tra gli errori, gente a cui si chiede di essere altro e che a Milano non riesce a performare e “muore”.
    Hall è sull’orlo, ma sta lottando. Cabarrot lotta.

    Bisogna vedere se tutti quei nomi siano stati acquisti sbagliati, come crede la maggioranza, o vittime di un sistema rigido, che non riesce a integrare le qualità che si è procurate…
    Alla luce di quest’ultimo anno, il sospetto che la risposta maggioritaria sia la seconda, io lo aumento di grado.

    Daniels, per esempio, non può fare quello che fa Baron oltre al tiro, è ovvio, ma a quanti altri grandi tiratori si può chiedere di fare il play e il compagno da giochi rotti?
    Eccetera. È Baron a essere l’eccezione, non gli altri in difetto.

    Adesso mi aspetto un gioco d’attacco rivoluzionato, che integri Cabarrot, gli tolga le responsabilità maggiori, gli favorisca l’1/1 quando Baron viene blindato, apra il gioco verso il nostro maggiore assist man: Brandon Davies.
    Allora potremmo girare, in attesa se non di un play, di Pangos.
    Ovviamente parlo di campionato, EL è finita, se non per una sola tifosa che si chiama aritmetica, ma poverina, meglio lasciarla stare. 😔

  6. La mia interpretazione è che Messina abbia impostato la stagione su due presupposti sensati, ma fragili.
    Primo presupposto: dopo tre anni veramente importanti basati su lui come guida tecnica in panchina e Rodriguez guida totale in campo, ha pensato che non fosse necessaria una discontinuità forte ma si potesse contare sulle conferme dei vari Datome, Hines e Melli per mantenere l’inerzia della leadership e integrare il roster con acquisti validi (sì, tuttora io ritengo che i nomi in sé siano validi, anche Thomas e Voigtmann).
    Secondo presupposto: Messina ha costruito la squadra su un’idea di complementarietà nei ruoli, che nel 2022/23 non è però sostenibile. Se guardiamo le coppie Pangos-Naz, Baron-Hall, Shields-Thomas, Melli-Voigtmann, Hines-Davies vediamo giocatori con caratteristiche che non si sostituiscono tra loro, ma si completano. Idea molto affascinante, basata sulla premessa di avere un inizio di stagione con tutti abili e arruolati per tre mesi di seguito a costruire un’alchimia di gioco non facile nel sistema di Messina. Ma tutti noi sappiamo che nell’Eurolega contemporanea non esiste una situazione base del genere, ed infatti nella tempesta perfetta d’inizio anno, si sono andate a perdere le poche certezze iniziali e si sono persi pezzi per strada a livello tattico oltre che d’infortuni. Senza contare che queste problematiche di tipo fisico-atletico a Milano pesano sempre di più, e su qualcosa va messa mano a livello di preparazione e gestione fisica, di questo rimango convinto (il mio pensiero va sempre a Kruno che da noi era stato ridotto quasi in sedia a rotelle, poi va a vincere due Euroleghe…).
    Messina per me rimane uno dei tre top dell’era Armani, ma ha avuto ed ha grosse difficoltà ad interpretare una situazione che impone una grande flessibilità, qualità che non è emergente in lui. Ha provato con l’acquisto di Cabarrot, che è il backup di Shields ed in quel ruolo potrà dare molto, non certo in quello di go-to-guy che non è il suo. Così come Naz potrà fare il suo quando arriverà un play vero, e lo stesso dicasi per Baron (sempre sia lodato, appena ha cominciato a prendere in mano il gioco, ad esempio Davies ha cominciato ad ingranare…) e Hall, ma anche i vari Thomas e Voigtmann che hanno bisogno di essere messi in ritmo all’interno di un sistema di gioco di cui per caratteristiche proprie non possono farsi carico (per non parlare di Tonut tra gli italiani). Tutti questi giocatori avevano bisogno di essere protetti all’interno di un sistema capace di dare riferimenti, cosa che non è successa anche perché una serie di pedine su cui si voleva costruire un’ossatura di squadra (vedi Pangos, Datome e Hines che si sono presentati a inizio stagione in condizioni fisiche da UISP, il discorso di Messina sui calendari non era a caso, giusto o no che lo si valuti) sono venute a mancare, per non parlare di Shields la cui centralità non devo spiegare a nessuno.
    Si doveva prendere un play? Sì, ma questo fa parte dei difetti di Messina, e io di lui continuo a tenermi il pacchetto completo, anche nelle sue rigidità. Sì perché serviva un backup di Pangos a prescindere dalle sue condizioni (e che la sua stagione fosse pressoché finita lo sapevamo tutti, suvvia), ma questo avrebbe voluto dire rimangiarsi l’impostazione d’inizio anno, come ho detto all’inizio caratterizzata da ipotesi affascinanti ma fragili.
    Partite come quella di ieri, ma anche tanti altri sprazzi indicano che i valori di squadra esistono, continuiamo ad avere fiducia in una progressione di gioco e nei tasselli che si rimettono a posto (a partire da Datome che messo in campo nei 5 minuti giusti ti cambia un’inerzia), poi se non si raggiungono le F8 pazienza, non consideriamola una catastrofe per fare la solita ri(in)voluzione di proliana memoria, ma come uno step di crescita anche negli errori e nelle battute d’arresto. Questo significa avere un progetto ed un’idea di squadra a prescindere dalle contingenze. Forza Olimpia.

      1. Anche a me, tanto.
        Finalmente un’analisi critica ma costruttiva, che si sforza di elencare i veri difetti di questa stagione, da un punto di vista di sostegno della squadra.
        Non sono d’accordo su alcune cose, ma finalmente si può parlare.
        Per esempio su quel “se” (SE non si raggiungono le F8) che mi pare azzardato.

        (vero che le vittorie di differenza sono “soltanto” (???) 4, ma sono 4 contro Efes e Maccabi, attualmente a 10 W: tutto può succedere, ma che entrambe si facciano riprendere 4W da noi mi pare molto controverso, per stare bassi. La settima squadra del pacchetto ha 5W più di noi. Aldilà dell’aritmetica dobbiamo ancora giocare contro 6 delle prime squadre, quando mancano 15 partite: onestamente, dove le recuperiamo le 4W? Magari al Maccabi, ma all’Efes che in questo momento occupa l’ultimo posto disponibile? Col bruttissimo gioco che abbiamo in questo momento? Non me la sento nemmeno di sperare).

        Sugli errori di costruzione della squadra è evidente e grossolano il primo: non avere preso un vero play di ricambio. E non solo perché Pangos è stato sfortunato, ma perché anche se non si fosse fatto male, non sarebbe stato primario dargli dei minuti di riposo su una stagione così lunga e impegnativa???
        La scommessa Mitrou come secondo play è stata doppiamente errata: non solo sul ruolo, molto dubbio e in generale immediatamente visibile già dalla preseason che non era il suo – e se me ne sono accorto io… – ma anche perché in aggiunta al dubbio sul ruolo c’era anche quello dell’esperienza su un livello da lui mai affrontato. Troppi rischi su una sola pedina, su una posizione così essenziale, per essere sensati o anche soltanto accettabili.

        Il secondo errore, secondo me, più grave, è stato di pensare che nel Chacho che è andato via c’era da sostituire un play, nel senso: solo un play.
        Errore grossolano. Il Chacho è una superstar, un fuoriclasse, ed è quello che andava cercato. Una superstar.
        Facile dirlo oggi? Mah, non so.
        Chi c’è nel roster a livello del Chacho? Che sta coi Teodosic, i Mirotic, i Larkin, gli Sloukas, insomma quella gente lì, che può finalizzare sempre gli sforzi di una squadra e portarla alla vittoria finale – e di proposito non ho messo James, perché non so se è uno capace di tenere per tutta la stagione, mentalmente dico.
        Poi mi puoi dire: non ce n’erano disponibili. Ok. Però…

        Terzo errore continuare a pensare alla squadra attuale, quella che poi ci siamo trovati in mano, come quella che vince a partire dalla difesa, come devo sentire ancora dalla dichiarazione di ieri contro Tortona.
        Perché è verità necessaria ma non sufficiente. Non dice tutto.
        Non hai in mano una squadra di difensori, e non ce l’hai perché l’hai costruita con altre scelte. Con scelte offensive. E allora dai agli elementi che hai scelto, un telaio offensivo di primo livello, che permetta loro di esprimersi.
        A me pare che quest’anno, dico quest’anno, quando giochiamo a ritmo alto giochiamo meglio. Certo, bisogna abbandonare il mantra del ritmo basso sul quale Messina ha costruito il suo stile di gioco.
        Ma è lì che devi accordare le tue scelte di roster con la tua capacità di creare gioco, secondo me, e se non lo fai, sei in errore.

        Il quarto errore, che spero non verrà fatto, perché parte da oggi, sarebbe quello di inseguire i risultati invece di preparare la squadra per l’unico obiettivo ormai disponibile: lo scudetto!
        Onorare EL, ma giocare per costruire per maggio.
        Senza ambiguità mentale sugli obiettivi e sugli sforzi.

    1. @ Marco de Mattia: ti ringrazio per aver scritto questo tuo intervento molto bello ed esemplificativo di come si possa (anzi, si debba…) sottolineare errori del coach o di qualsiasi altro compenente della squadra in maniera pacata, motivando le proprie idee, incentivando una discussione positiva.

    2. Concordo pienamente con @MDM .
      Interessante l’esempio di Cruno evidentemente il lavoro di preparazione atletica va rivisto.

  7. Bella analisi di MdM, unica cosa su cui dissento e’ che non possiamo pensare al 22-23 (dovesse andare tutto male, mentre io penso che alle F8 possiamo ancora arrivare) come uno stop nel processo di crescita perché questa squadra non è un gruppo giovane e in crescita ma un gruppo maturo a cui si chiede un acuto. Tanti ormai hanno bei km o infortuni sulle spalle, il prossimo anno bisognerà comunque pensare a 4-5 innesti importanti per competere al top di EL.

  8. Bella analisi. Io dal mio punto di vista ho ancora qualche dubbio che la scelta Pangos-Naz-Baldasso fosse sbagliata come sostiene anche Palmasco (al quale riconosco di averlo sempre sostenuto sin dall’inizio). Secondo me si è puntato forte (troppo?) su Pangos al quale è stata di fatto affidata la squadra. Lui doveva essere il punto focale della squadra, insieme a Shields, e lui doveva giocare 35 minuti tutte le partite di EL e quelle decisive in LBA. Cosa che faceva allo splendido Zenit di due anni fa e che peraltro è successa anche in Olimpia fino a che si è infortunato. Questo secondo me era l’idea di base, Pangos doveva essere il cardine di questa squadra ed invece non lo è stato per forma scarsa prima e infortunio dopo. Ricordate le parole di Messina qualche settimana fa? “datemi Shields e Pangos poi vediamo…”
    Scelta giusta o sbagliata? Non lo so, ognuno ha giustamente le sue opinioni e visti i risultati oggi probabilmente sbagliata. Ma a Luglio poteva essere giusta?

  9. Piacevole e istruttiva lettura oggi.
    Riprendendo alcuni temi:
    1) io penso che il principale problema di Messina resti l’eccessiva durezza con cui reagisce in partita agli errori dei giocatori, talvolta con mezze imprecazioni e gesti troppo plateali. Di sicuro l’avrà chiarito subito coi giocatori, ma alla lunga non può portare vantaggi. E senza Poz e soprattutto il Chacho a fare un sorriso e alleggerire il clima, va a finire che non riesce a cavare dalla squadra quel qualcosa in più che a volte fa la differenza. È talmente intelligente e autoanalitico che non capisco come possa non rendersene conto. Anche Baron contro Tortona ha avuto una mezza smorfia che mi ha allarmato. Molto pericoloso anche in prospettiva.
    2) dal punto di vista tattico non mi sembra così rigido come talvolta viene dipinto; certo, ha dei punti fermi, direi: farsi il culo in difesa e fare girare palla in attacco senza troppi individualismi forzati. E anche il tipo di difesa con tanti cambi e quasi mai zona. Ma credo sia giusto che un coach parta da due-tre principi base. Detto questo, se vediamo anche solo l’ultimo anno, il gioco ha subito dei cambiamenti: adesso c’è più velocità in transizione, piú gioco alto- basso, piú equilibrio nelle soluzioni offensive fra tiri da tre, giochi in post basso e penetrazioni. E questo perché si adatta anche ai giocatori che ha.
    3) purtroppo Pangos, il Pangos dello Zenit, era troppo importante soprattutto dopo l’addio del Chacho e quelli di Delaney e Grant che avevano determinato una svolta in termini di desiderio di maggiore velocità e produzione offensiva. E Shields non si può regalare. Un errore aver preso Cabarrot? Per me assolutamente no. Un errore non aver cercato un sostituto di Pangos? Oggi dico di sì, oggi.
    4 e ultimo) se negli ultimi mesi Pangos e Shields dimostrano di aver recuperato fisicamente, penso che l’ossatura per l’anno prossimo ci sia già, che non si debba rivoluzionare un bel niente, se non…vedi il punto 1.
    Tante caselle, come molti hanno detto, potrebbero andare a posto.

  10. Mah, io aspetterei prima di sbilanciarmi a dire cosa è stato giusto e cosa sbagliato. Abbiamo terminato il girone di andata in testa all’LBA dopo avere asfaltato (e di recente…) la seconda e la terza; partiremo in coppa Italia con la testa di serie n.1; in EL stiamo facendo, è vero, molta fatica, ma il torneo è livellato e la matematica non ci condanna ancora (e a mio parere se per puro caso arrivassimo alle F8 con la squadra al completo, o quasi, potremmo vederne delle belle…). Guardiamo come va la stagione prima di assolvere o condannare Messina e i suoi metodi. Come sempre nello sport saranno i risultati che ne definiranno l’efficacia o meno. A sparare a zero contro o a difendere lancia in resta ora, si rischiano smentite clamorose sul campo. Anche perché, comunque la si pensi, credo che tutti possiamo convenire sul fatto che non abbiamo proprio a che fare con l’ultimo allenatore dell’ultima squadra di promozione della provincia di Milano…

  11. Abbiamo incontrato la terza forza del campionato, quelli che hanno battuto la Virtus.
    Ma ti domando: quando devono giocare? Li teniamo in naftalina fino a maggio.

  12. Non penso che Andrea abbia “sparato” contro Messina, secondo me ha scritto cose condivisibili. Ho visto tempo fa un video dove lo stesso Messina si definiva insopportabile, la questione non è il suo carattere ma come questo può influire sulla squadra. Se questa gira come gli scorsi anni, può essere uno stimolo a migliorare, quest’anno probabilmente ha contribuito a diffondere insicurezza.
    Adesso è abbastanza evidente che non sostituire Pangos sia stato un errore o una sottovalutazione (io prima ho sbagliato pensando che TLC fosse arrivato dopo l’infortunio del canadese), però o si trova (non so dove, non so chi ) un sostituto valido (non una scommessa) che possa rimanere il prossimo anno, o meglio aspettare Baldasso e Pangos.
    A questo punto l’obiettivo è recuperare gli infortunati e integrare tutti (perchè nessuno di quelli arrivati quest’anno è un brocco) compresi Baldasso, Alviti e Tonut, per creare un gruppo solido per puntare a vincere la terza stella prima, e per evitare poi (Messina o non Messina) di cambiare 6 o 7 giocatori.

  13. La differenza fra LBA ed EL è la stessa che c’è fra il Tavernello (con tutto il rispetto) e una bella bottiglia di Barolo o di Amarone. Detto questo, vincere fa bene e, per dirla alla Catalano, è meglio che perdere.

  14. Ho letto con attenzione tutti i post e sono ampiamente d’accordo bene o male con tutti.

    Concordo con chi alla fine consiglia a Spagnolo e Procida di tenersi ben lontano da Milano! Ma non ci pensano nemmeno da soli. Stessa cosa avevo già scritto per Caruso di Varese. Milano per gli italiani vuol dire non giocare.

    Per Fontecchio davvero un errore grossolano che una società come Milano non può fare! Ambientrasi poi in NBA non è semplice. Era un’altra era ma ricordo che anche Petrovic, del quale di recente ho rivisto dei filmati, il primo anno fece grande fatica e cambio squadra l’anno dopo.

    Ritengo un vero azzardo avere pensato alla coppia Pangos-NML come play. Inutile spiegare i motivi già detti da molti altri.
    Delaney degli ultimi anni non mi è mai piaciuto ma se la coppia Delaney-Rodriguez è 10, Pangos-NML è 5 e non serve un allenatore di grido per capirlo!

    Concludo dicendo che a me pare che se si forza un filo in ritmo la squadra in transizione riesce a produrre più punti. Ed i vari NML, TLC, Davies, Baron, Hall ma anche Melli lo possono fare. Se devi difendere alla morte pensare poi di giocare con transizioni veloci diventa difficile. Gli stessi che ho citato prima infatti con il gioco “lento” si impastano. Succede tutte le partite.

Comments are closed.

Next Post

La Gazzetta titola: L’Olimpia passeggia, campione d’inverno. E fa piccola Tortona

La Gazzetta dello Sport titola oggi a pagina 42: «L’Olimpia passeggia: campione d’inverno. E fa piccola Tortona»
Gazzetta Olimpia campione inverno

Iscriviti