Olimpia Milano post Bayern, che non racconta solo di una sonora “sculacciata” alla squadra tedesca e di una classifica che genera sorrisi guardando in alto, ma anche consapevolezza di precarietà volgendo lo sguardo verso il basso. I momenti di “down”, in questa stagione, possono essere ancor più spietati.
La partita
L’Olimpia Milano ha raddoppiato i portatori di palla, e complice anche la condizione approssimativa di Wade Baldwin, ha spento la luce dalla palla a due al Bayern.
I tedeschi hanno segnato i primi due punti dopo 4’, in questo segmento la difesa dell’Olimpia ha conseguito un fallo in attacco, una stoppata e due palle perse, concedendo solo 5 tiri.
A fine primo quarto le palle perse ospiti erano 7, a fine primo tempo 13. Non a caso, dopo 18’, il Chacho mandava nella retina il pallone del 36-16.
Come detto da Trinchieri nel pre-partita (ma dall’inizio dello scorso decennio l’ex alza di molto le aspettative su Olimpia): «Milano è ingiocabile». Lo è stata, per il suo Bayern.
Le parole di Ettore Messina
Delle stilettate del dopogara parleremo nel punto successivo. Stiamo su due punti evidenziati dal coach di Olimpia Milano.
«Non incensiamoci troppo. Come dice Pop, “restare umili”, perché basta poco per farsi fare uno shampoo alla gara successiva».
Tutto vero. Milano è oggi quarta, e come detto, vengono le vertigini a stare così in alto, soprattutto pensando ai precedenti nella maledetta “new era” per i colori biancorossi. Ma le vertigini possono anche far precipitare, soprattutto in virtù di una classifica molto corta.
Questa Olimpia ha i valori tecnici per stare dove risiede ora. Nessuna sorpresa, Ma non è nostra intenzione ridimensionare il cammino, anzi. Per la prima volta dal 2015-2016 (ma allora la prima Milano di Repesa venne rifondata nel mercato invernale) la sensazione è che il gruppo sia cresciuto e non poco rispetto ad inizio stagione.
E questo è merito di Messina. Tuttavia sono interrogazioni, attendibili ma sempre interrogazioni, prima del compito in classe numero uno. La Coppa Italia del Mediolanum Forum. E’ Italia, non Europa, e con una Final Eight nazionale non si conseguono le Final Eight europee, lo sappiamo, ma un trofeo in palio è certificazione di qualità.
Secondo punto. «Dopo Monaco mi devo leggere sui giornali che avevamo vinto di culo». Concetto poco contestuale alla conferenza in sé, però indice di un tasto dolente. E a ragione.
Perché di EuroLeague si deve avere rispetto: quel che il Bayern ha costruito dopo quel primo round denota il valore di quel successo, e la superficialità di certi giudizi fondati solo su budget e dati approssimativi.
Le tensioni del dopogara
Vediamo di fare ordine. Solo con i fatti. Sirena, non si comprende se ci sia stretta di mano tra Ettore Messina e Andrea Trinchieri, cosa invece avvenuta prima della palla a due.
Non abbiamo elementi per definire l’accadimento, reale, “voluto” o meno. Restano le immagini, che non chiariscono: il coach di Olimpia Milano di fronte alla panchina del Bayern, il collega che dopo lo stacco dell’inquadratura è già più avanti, a salutare gli assistenti biancorossi.
Conferenza stampa. Che come tale, nasce per i media. E come sapete, ci sono siti, che non hanno tempi di chiusura, e giornali, che invece devono andare in tipografia, finire su carta, essere caricati su furgoni, quindi distribuiti entro l’alba nelle edicole.
Ci vuole un certo tempismo, le redazioni la sera tardi diventano febbrili, i ritardi costano denaro. Questo per mettere alcuni puntini sulle “i”. Ieri sera l’attesa è stata più lunga del solito, e improvvisamente in sala stampa si è presentato Ettore Messina.
Il coach-presidente si è scusato con il responsabile della comunicazione Claudio Limardi, che probabilmente attendeva Andrea Trinchieri fuori dagli spogliatoi, visto che il protocollo dà sempre la precedenza al tecnico ospite. In EuroLeague, in Italia.
Quindi fa il suo ingresso l’addetto stampa del club di Monaco di Baviera a ribadire i propri diritti, animatamente. E a lui Messina risponde. Tutto questo, senza Andrea Trinchieri al seguito. Gara iniziata alle 20.45, alle 22.57 il coach del Bayern esce dal tunnel. Questi sono i fatti.
Opinioni? Il coach del Bayern poteva arrivare prima. Ma non è il primo, nè sarà l’ultimo, a confrontarsi a lungo con la squadra dopo un ko pesante. Citando Messina: «Incidente chiuso. Che poi è una cagata».


Ha detto “cagata”?
Devo farmi sistemare le casse, perché dalle mie il suono era diverso, c’erano più zeta, mi sembra 😉
Vero…dice cazzate
Sentite l’audio. Diciamo che il personaggio è questo: ingombrante, deciso, diretto sia con la stampa e penso anche con i giocatori.
Insomma una persona rispettata e forse anche un po’ temuta…
https://www.youtube.com/results?search_query=ettore+messina+conferenza+stampa+
Iellini, GRAZIE di cuore per il link postato, è spettacolare!