
Daniele Dallera, nella lunga intervista proposta con Peppe Poeta sul Corriere della Sera, commenta così le dimissioni di Ettore Messina.
«Beh, non solo ci sta provando, importante che ci stia riuscendo: 8 partite vinte e 2 perse, un inizio confortante. Innegabile che ci sia in squadra un’altra atmosfera, si è passati dalle smorfie e dai musi lunghi di Messina ai sorrisi e ai cinque alti di Poeta ai giocatori, anche se mai e poi mai si deve dimenticare la dimensione vincente e internazionale di Messina, nonostante sia così facile adesso sottolineare solo lacune ed errori, che ci sono stati, ma si tratta sempre di uno dei più grandi allenatori sul palcoscenico europeo.
Ha sbagliato i tempi di uscita, lasciare la panchina di Milano due stagioni fa dopo la vittoria della terza stella sarebbe stata un grande colpo ad effetto».


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😀😀😀
Io lo sostenevo anche da prima.
La terza stella è stata un comodo modo di nascondere le sue magagne.
Le figuracce in EL non potevano essere archiviate senza fare rumore
Messina doveva lasciare l’Olimpia dopo la prima delle tre disastrose stagioni in Eurolega. Abbandonare dopo 3 stagioni e mezzo, descrivendosi “divisivo” solo per alzare al 50% un consenso che non raggiungeva la doppia cifra e si limitava a poche pecore innamorate del pastore è stato patetico.
La verità è che senza il doppio ruolo Messina sarebbe stato silurato molto prima e in questo la proprietà si è dimostrata debole e complice.