Pierluigi Pardo: Da Messina una lettera piena di stile. In EuroLeague si poteva fare di più

Alessandro Maggi 10

Pierluigi Pardo, voce di DAZN ed ex volto LBA, ha commentato le dimissioni di Ettore Messina a Tutti Convocati su Radio 24

Pierluigi Pardo

Pierluigi Pardo, voce di DAZN ed ex volto LBA, ha commentato le dimissioni di Ettore Messina a Tutti Convocati su Radio 24.

SULLA LETTERA DI ETTORE MESSINA

«Una lettera piena di stile, e mi sembra che anche i commenti vadano tutti in questa direzione, riconoscendolo e apprezzandolo. Quando si fa un passo indietro è sempre, in qualsiasi ambiente e in qualsiasi ruolo, qualcosa di doloroso, e quindi va sempre rispettato.

C’è molto stile anche nel modo in cui espone i fatti e, in qualche modo, è vero che negli ultimi anni ho letto molte critiche, molti mugugni sulla gestione di Messina, che però ha portato anche risultati importanti in Italia, a fronte di un budget che è di gran lunga il più alto del campionato: questo va detto e ricordato. Sicuramente è mancato qualcosa in EuroLeague in questi anni, e questo ha fatto arrabbiare un po’ i tifosi. C’è stata la sensazione che si potesse fare di più».

SU GIORGIO ARMANI

«Il punto di partenza è il signor Giorgio Armani: quello che ha fatto, la generosità e la visione che ha avuto in questi anni. Metto la generosità al primo posto, perché sappiamo che ha fatto degli sforzi, dei sacrifici con una passione autentica. Lo ricordiamo anche per la sua presenza fisica, non come uno che “investe dei soldi” solo per fare marketing, ma come qualcuno che ama davvero la squadra, ama lo sport, ama Milano e ama il basket. Veramente strepitoso.

Messina ha fatto parte di questo processo di crescita, e questo credo che nessuno potrà mai toglierglielo».

SUL VALORE DEL COACH NEL BASKET

«Una cosa che ho pensato molto in questi giorni, soprattutto da ieri sera, è quanto – rispetto al calcio – l’allenatore di basket incida. Non che nel calcio il tecnico non conti, anzi conta tantissimo, ma nel basket, dal punto di vista pratico, con i cambi continui, i time-out, la possibilità di rivedere situazioni contestate, l’impatto è enorme.

Nel calcio l’allenatore ha un ruolo fondamentale nella costruzione della squadra e può incidere con i cambi e con quello che dice durante la partita o all’intervallo, ma nel basket il coach ha un peso diverso: sceglie i giochi, gestisce ogni possesso, decide a 8 secondi dalla fine se fare fallo o rischiare di concedere una tripla. Sono scelte continue. E per questo sono molto curioso di vedere che tipo di impatto avrà Peppe».

10 thoughts on “Pierluigi Pardo: Da Messina una lettera piena di stile. In EuroLeague si poteva fare di più

    1. Armani ha fatto degli sforzi, dei sacrifici…
      e sì, si è tolto il pane di bocca per l’olimpia!

  1. Milano è ed è sempre stata molto esigente se non vinci sempre sei criticato. 3 scudetti, 2 Supercoppa e 2 coppa Italia in 6 anni e mezzo ai vari marchesi del grillo non bastano così come non basta il rifiorire della next gen, l’approccio NBA nella logistica e nelle strutture e la considerazione degli addetti ai lavori… buona fortuna Peppe ne avrai bisogno.

    1. Perché un qualsiasi altro allenatore con quei budget avrebbe vinto meno??? O forse di più ?

    2. Col budget nettamente più cospicuo in Italia, il campionato dovresti vincerlo tutti gli anni.
      Col budget sempre all’altezza dei play off Eurolega grazie al compianto patron Armani, dovresti centrare i play off EL tutti gli anni e Messina stesso l’aveva promesso al suo arrivo in Olimpia. “Non prometto di vincere l’Eurolega ma di arrivare ai play off tutti gli anni” Risultato? Ce l’ha fatta due volte sue sei e ha toppato gli ultimi tre playoff consecutivi, e persino il paracadute dei play In, fallendo quindi anche da Pobo (il target aziendale relativo al risultato sportivo).
      Sul rifiorire della next gen grazie a Messina sono in disaccordo. Il settore giovanile l’Olimpia l’ha sempre avuto, con la differenza che sotto Messina, e a differenza di quanto accade altrove, vedi Real e Barcellona, non c’è mai stato spazio per i giovani in prima squadra, tanto che i nostri giovani sono costretti ad andare all’estero per crescere.
      Per fortuna ora c’è Poeta, e sono sicuro che con lui i giovani e gli italiani troveranno il loro spazio.

      Ps: nel rispetto di tutte le opinioni, non c’è niente di più ostinato di chi crede ancora nel pastore quando le pecore sono precipitate dal burrone.

      1. Non si tratta di essere ostinati ma piuttosto di negare la realtà dei fatti.

  2. 3 scudetti in 6 anni = 50%
    2 coppa italia in 6 anni = 33,33%
    3 supercoppa italiana in 6 anni = 50%

    Il tutto con il budget più alto di tutti per distacco e con una sola vera competitor.

    Ovviamente sull’EL si tacere perché neanche inizia la discussione.

    Questi non sono opinioni ma bensì i risultati, che sono l’unico metro di giudizio per valutare un coach.
    Il resto sono solo chiacchiere e distintivo.

    Mi sembra un pó pochino per uno che ha preteso pieni poteri per venire a Milano, senza i quali non sarebbe mai venuto a Milano. Altro che essere tifoso, è attaccato alla poltrona con annesso stipendio altrimenti avrebbe lasciato già da tempo tutti i ruoli che ricopre in Olimpia. Anche ora le sue dimissioni paiono forzate e non spontanee, altrimenti avrebbe lasciato anche il ruolo di POBO.

    1. @LBJ C’è chi ama l’Olimpia Milano e chi ama EM. Le due cose, alla luce di degli scarsissimi risultati raggiunti con il generoso budget a disposizione e tantissimo altro non possono coincidere.

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