Olimpia Milano post Trento | Quale sarà il posto di Shields al rientro di Micov?

L’Olimpia Milano post Trento parte ovviamente dal sei più sei ma va oltre: il ruolo di Andrea Cinciarini, il peso di Michael Roll

L’Olimpia Milano post Trento parte ovviamente dal sei più sei che la mantiene in vetta solitaria alla classifica, ma passa anche per tre considerazioni tre da cui ripartire.

La soluzione Cinciarini

Come con la Fortitudo Bologna, la regìa di Sergio Rodriguez non innalza, ma anzi affossa l’Olimpia Milano per lunghi minuti. Domenica scorsa il parziale era arrivato con Moraschini, ma senza l’ex di giornata e Delaney l’unica soluzione si chiamava Andrea Cinciarini.

La cronaca della partita

Il capitano gioca solo qualche attimo in regìa (senza successo), il parziale lo firma al fianco del Chacho, non in sostituzione, al posto di Roll. Più difesa e pressione sulla palla, anche qualche consiglio prima di entrare nel possesso. E non a caso è dello spagnolo la tripla che avvia il parziale di 13-0 che decide la gara.

Ovviamente, il segreto si chiama transizione. La difesa di Milano si chiude, i recuperi aumentano, e “in corsa” il Chacho cambia totalmente stile rispetto ai palleggi ripetuti del gioco a metà campo.

Michael Roll

16 punti con l’Olympiacos, 4 con il Real, quindi 13 con la Fortitudo e 19 con Trento, senza dimenticare gli 8 nel parziale decisivo. Questo è il mese di ottobre, con invasione a novembre, di Michael Roll.

Che dire? Il valore di un roster lungo e dinamico sta anche qui, in quello che può dare il 12esimo straniero, quel che era considerato l’ex Maccabi quest’estate, come fosse un tesseramento sprecato.

Le parole di Ettore Messina

Invece il classe 1987 è giocatore intelligente, non un difensore ma un elemento in grado di dare il suo contributo, tiratore mortifero e elemento ascoltato e rispettato nello spogliatoio.

Non è un portatore di palla, non è una guardia tiratrice pura, ma è un giocatore di contributo pericolosissimo dall’arco. E che attende il suo momento in silenzio.

Shavon Shields

Il valore dell’ala danese sale giornata dopo giornata. In una squadra senza prime opzioni offensive designate, Shields ha prodotto sei gare su sei in doppia cifra in LBA e due su quattro in EuroLeague (dove una è quella conclusa con la tripla vincente in casa del Bayern).

Lo ripetiamo, per l’ennesima volta: parliamo di un giocatore che è entrato in punta di piedi in squadra, e che si è ritrovato improvvisamente al centro di tutto dopo gli stop di Punter e Micov: questa la sua risposta.

Le pagelle di ROM

Ora la grande sfida di Ettore Messina è accordare questo conseguito “status” nel roster effettivo. Shields ha tirato tanto, con Punter e Delaney le occasioni diminuiranno, così come i minuti nel ruolo con il rientro di Vlado Micov.

Quale sarà la sua dimensione? 

5 thoughts on “Olimpia Milano post Trento | Quale sarà il posto di Shields al rientro di Micov?

  1. Interessantissimo il tema Shields – secondo me centrale nel seguito della stagione.
    Parliamo prima di Cinciarini e Roll, poi di Shields, ma anticipo che è un tema di abbondanza, di quelli che è meglio averli che non averli.

    Il ruolo di Cinciarini è limitato necessariamente dalle sue caratteristiche, essendo un play d’ordine più che un creatore di vantaggi – per forma mentale, più che per mezzi tecnici – e come guardia non avendo punti nelle mani né il tiro da 3.
    Entra quindi per aumentare la pressione difensiva, come sottolinei, quello lo fa egregiamente, e davanti almeno non perde palloni.
    Tutta roba buona, ma utilizzabile per periodi brevi.
    Proprio l’attitudine di Cinciarini mostra paradossalmente quanto sia grave per noi l’assenza di Delaney.
    Il Chacho c’incanta e vince i momenti decisivi, ma è Delaney che ci fa giocare, segna, e ci permette di arrivare ai minuti che contano di più.

    Di Roll dico solo questo: che in questa che è la prima vera squadra di Messina a Milano, il suo rendimento è salito notevolmente. Ultimamente, addirittura, riesce perfino a creare le sue conclusioni dal palleggio.
    Quasi ricorda Punter, se non per volume, per intensità. Allora io suggerisco: non è che nelle squadre di Messina si creano spazi per quel ruolo di guardia, che esaltano le doti individuali?
    Perché ricordo che anche il Punter che abbiamo visto fino adesso, è stato una sorpresa per la maggior parte di noi che lo conoscevano a Bologna…

    Il tema Shields è un problema d’abbondanza, meglio averlo che non averlo, come rompicapo.
    L’alternativa con Micov non penso sia una difficoltà, sia che dividano i minuti in parti uguali, sia che Micov ne giochi qualcuno di meno – anche se entrambi hanno già dimostrato di potere stare in campo quanto serve.
    Con Micov ci sono più soluzioni d’attacco per tutti, perché il professore sa aprire il campo, con Shields siamo molto più forti dietro.
    Fin qui tutto regolare.
    Il punto interessante secondo me è che Shields ha dimostrato di partire freddo, di avere cioè bisogno di un certo tempo in campo per ingranare e giocare come sa.
    In altre parole è uno che in questa fase della sua carriera ha bisogno di minuti in campo, possibilmente tanti – e ha dimostrato di meritarli, eccome!, e di reggerli (e anche di volerli, secondo me).
    È giovane, non ha ancora iniziato la fase che permette ai campioni superiori, com’è lui, di attingere alla propria essenzialità, di scelte e movimenti.
    Secondo me in un’ipotetica squadra veramente grossa, può giocare perfino da guardia, insieme a Micov da 3, ed essere letale per la quantità e varietà delle proprie soluzioni personali.
    Gli servissero minuti in più.
    Ieri per esempio difendeva su Browne, il play di Trento, piccolo agile e potente, quindi anche in difesa Shields sarebbe una guardia torreggiante.
    Insomma, è giocatore intelligente, di quelli che dove li metti stanno: sono sicuro che in panchina c’è qualcuno che saprà dove metterlo.

    Pippone, vero, ma tutto sommato gratuito. Accettare e sorridere, o saltare. No?

  2. ben vengano questi problemi per Messina, la coppia MIcov Shields in ala piccola è assolutamente il meglio disponibile, giusto mix di esperienza e gioventù, forza fisica e QI cestistico. Certo il ritorno di Punter e Delaney costringerà a rivedere la gestione dei palloni in attacco ma il bello di questa Olimpia è che ognuno può portare il suo mattoncino alla causa comune senza invidie apparenti. Inoltre se il Chacho potrà tornare a fare il sesto uomo tutto il gruppo ne gioverà ulteriormente. Anche il gioco di Datome sarà più semplice a ranghi completi, senza esporlo a forzature e sfruttando in pieno la sua intelligenza nel selezionare attacchi.

  3. Intanto potrà un attimo tirare il fiato, essendosi trovato nella condizione di giocarne trenta di media da quando si è fermato il serbo ehehe
    Questo lo aiuterà ad avere quella lucidità tale da rimanere decisivo, anche su un minutaggio inferiore. Un lusso per Milano, per qualunque squadra di livello. Perchè Shavon è quantità e qualità in un solo giocatore e questo viene fuori indipendentemente dal suo posto in squadra. Perchè ci sono intelligenza e maturità.

  4. Scrivo un eresia:
    Qualche piccolo infortunio dico piccolo fa bene alla squadra. Qualcuno si riposa , altri si prendono la scena e dimostrano a se stessi ma soprattutto agli altri perchè sono lì.
    Tutti si rendono conto che la squadra vince anche se manca “la stella” e si responsabilizzano e nessuno si crede di avere la mission di risolvere la partita (noi negli anni scorsi ne abbiamo avuti due: James e Gentile per non fare nomi.).
    Negli anni scorsi abbiamo pagato a caro prezzo alcuni infortuni (es. Nedovic)
    Come mai succede questo ? Come mai si esaltano le doti di alcuni giocatori? Ci sarà quest’anno qualche piccolo merito del coach che ha scelto le persone giuste e ha lavorato sui meccanismi/automatismi della squadra ?
    Ieri la partita l’ha vinta la squadra ma c’è molto di Cinciarini (incredibile quest’uomo che mi sorprende ogni anno) e di Roll considerato il 12 giocatore e naturalmente degli altri

  5. Shields mi dà l’idea di un giocatore che non ha bisogno di giocare tanto per produrre, quindi ben venga la concorrenza degli americani. Se, e sottolineo SE, Punter si conferma giocatore spot in grado di rompere i giochi quando le cose non funzionano, il roster sembra essere straordinariamente equilibrato. Questo fino a quando LeDay e Hines stanno bene, se si ammala uno dei due è tempo di mercato mi sa.Ottima osservzione di Hollywood Party: quando il Chacho è entrato come sesto uomo è stato devastante.

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