
Il terzo Campionato del Mondo senza Italia ci racconta della drammatica crisi dello sport con più tesserati del nostro stivale. Mancanza di fuoriclasse, mancanza di personalità, e di prese di responsabilità.
E’ incredibile come il crollo del calcio, come quella della pallacanestro, sia arrivato dopo il punto più alto. Un titolo iridato, un argento olimpico. Questo anche per la tendenza della politica di “mangiare”, senza sviluppare. Ma, chi segue davvero può dirlo, oggi la pallacanestro è paradossalmente più avanti.
Non tanto a livello dirigenziale, quanto tecnico. C’è un ct preparato, un settore giovanile che garantisce risultati, una nidiata di giovani pronti a fare il grande salto, e anche qualche figura che vuole “ridare” al gioco da cui tanto ha ricevuto, primo Gigi Datome, poi Andrea Bargnani.
Ma, anche qui, le componenti non vanno tutte nella stessa direzione. Tanto che ragazzi di talento sono andati a svilupparsi all’estero. Non in NCAA sia chiaro, ma in ABA Liga o BBL. Il calcio e la pallacanestro sono due movimenti che non si prendono cura di loro stessi. Fino a che non ci sarà partecipazione, e solo dialettica, resteremo sulla strada.
La FIP parla di movimento in salute, ma ha perso due club per strada tra LBA e A2, e i fatti della Virtus Roma non sono così lontani. La soluzione, per loro? Ritrovare la Capitale. Sempre, e solo, propaganda.

Le squadre nazionali ne calcio e basket interessano solo quando ci sono eventi straordinari come Olimpiadi o Campionati del Mondo , quindi ogni 4 anni. Le squadre di club hanno preso il sopravvento. Di conseguenza la mancata partecipazione a questi eventi è solo,purtroppo, una logica conseguenza.