Marco Crespi: Quinn Ellis può crescere in NCAA. Milano ha meno chance di sviluppare il singolo giocatore

Marco Crespi, uno dei formatori di Quinn Ellis ad Aquila Trento, ne ha analizzato il salto in NCAA su Il T Quotidiano

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Marco Crespi, uno dei formatori di Quinn Ellis ad Aquila Trento, ne ha analizzato il salto in NCAA su Il T Quotidiano.

«Fermarsi all’idea superficiale che ora le varie università ci saccheggiano gli atleti perché hanno possibilità economiche di primissimo livello sarebbe fuorviante. È invece necessaria un’analisi più profonda che prenda in considerazione diversi aspetti. Innanzitutto: Quinn è un prospetto che in futuro è possibile immaginare in Nba? Io penso di sì».

Dunque NCAA utile alla misione: «La sua capacità di “mangiare ” il campo, soprattutto in un contesto dove gli spazi sono maggiori, ci sono i tre secondi difensivi e magari l’attenzione alla parte difensiva non è sempre al massimo, potrebbe uscirne esaltata. In secondo luogo: siamo sicuri che un altro anno in Eurolega sarebbe poi così più formativo e arricchente dal punto di vista tecnico – tattico rispetto ad un’esperienza in un college di primo livello? Io non ne sono affatto certo».

E su Milano: «Andiamo poi ad analizzare il progetto Milano. Stiamo ovviamente parlando di un club che ha come obiettivo primario raggiungere i risultati prefissati ad inizio stagione nel contesto nazionale ed europeo e quindi, gioco forza, ha meno possibilità di lavorare sullo sviluppo del singolo. Questa non è assolutamente una critica ma lo stato dell’arte. Dobbiamo poi considerare anche il fatto che Ellis ha già fatto vedere di cosa è capace sui palcoscenici continentali più importanti e quindi un’esperienza al di là dell’Oceano non andrà certo ad intaccare il suo status. Anzi, lo potrebbe ulteriormente rinforzare in vista di un eventuale ritorno».

12 thoughts on “Marco Crespi: Quinn Ellis può crescere in NCAA. Milano ha meno chance di sviluppare il singolo giocatore

  1. L’idea che le università americane possano saccheggiare il mercato europeo a suon di milioni non è fuorviante, è la realtà che si sta andando a delineare.
    Poi per l’Ellis della situazione un anno in NCAA può essere un’esperienza di vita e un’opportunità di crescita migliore rispetto ad un anno in EL a Milano o in altro club, non saprei, fatto sta che essere il play titolare o comunque un giocatore importante in un contesto di club di EL, ossia la lega seconda al mondo solo alla NBA, non mi sembra poi così male come situazione. Quanto possa essere utile tecnicamente per Ellis confrontarsi con i ragazzi delle università, quindi sotto età rispetto a lui, invece che con i migliori giocatori europei, boh, non saprei e non mi interessa nemmeno troppo affrontare l’argomento, ognuno avrà la propria idea a riguardo.
    Milano, proprio per lo sviluppo individuale dei giocatori, ha aggiunto allo staff tecnico la figura di Giuseppe Mangone che è un top a livello nazionale a riguardo, poi che il lavoro in palestra sia limitato perchè giocare una marea di partite in EL e in LBA comporta l’avere poco tempo a disposizione da dedicare all’allenamento anche individuale in palestra è un altro discorso, ma questa è una situazione che coinvolge tutti i club di EL.
    In conclusione, se la NCAA inizia a saccheggiare il mercato europeo a suon di milioni, quello che conta è che l’EL si impoverisce ulteriormente, questà è la realtà.

    1. Giuseppe Mangone sarà anche un top a livello nazionale (da dimostrare) ma intanto mai nessun giocatore giovane ha fatto il salto dalle giovanili in prima squadra (a parte Bortolani). Infatti i migliori prospetti (Suigo, Garavaglia) sono emigrati all’estero per continuare la loro crescita professionale. Quindi le parole di Crespi sul progetto Milano sono ampiamente condivisibili perché rispecchiano la realtà attuale dell’Olimpia.

      1. Non c’è nessun interesse da parte di una società di far crescere un giovane quando sai che questo giovane lo godi un anno e poi se ne va altrove, NCAA o NBA che sia.
        Milano poteva tenersi Suigo, sapendo già di perderlo l’anno prossimo.
        Questa è la questione.
        Se pure la NCAA si mette ora a prelevare prospetti dal basket europeo, le società avran ancora meno interesse a coltivare giovani che poi tanto andranno a giocare altrove appena possibile.
        Perchè con un giovane una società dovrebbe poter fare un progetto a lungo termine, non “ti tengo un anno e poi addio” come con il Suigo della situazione. Vale per Milano come per tutti gli altri club, che se sono costretti a guardare solo al presente allora è 100 volte meglio affidarsi ad un usato sicuro piuttosto che ad un giovane per ottenere dei risultati nel breve.
        Quindi per Suigo è meglio andare a giocare un anno altrove, in una squadra senza obiettivi sportivi che gli da spazio a volontà, per poi andare in NCAA o NBA, e per Milano è meglio lasciar andare Suigo e puntare su altra tipologia di giocatori.
        E sì, Mangone è un top nel ruolo, confermo, il che significa che Milano ha interesse allo sviluppo ed alla crescita dei propri giocatori e cerca di operare al meglio in tal senso.

    2. Anche se trasversalmente confermi quanto detto da Crespi sul progetto Milano. Che Mangone sia un top è una tua opinione.

      1. Sì ok, bravo, colpa mia che ti ho risposto, sei il solito troll tornato per la millesima volta, “RINGHIO”, ok prendo nota così posso ignorare i tuoi commenti.

  2. Nn solo Cap, ma dal punto di vista prettamente tecnico mi permetto di dire la NCAA sta preparando dei clown a giocare partite dove il risultato finale spesso è oltre i 140 punti con difese inesistenti, terzi tempi da 7/8 passi e una marea di infrazioni (doppie, palming etc )tollerate ke mi fanno capire quanta poca cura ai dettagli stiano prestando ai fondamentali facendo diventare la NBA una lega x grilli saltanti con scelte senza senso e dove la maggior parte dei falli violenti e antisportivi e’ tollerata. Eurolega oggi molto più su in quasi tutto , mente la noia mi assale nel guardare ormai nn più il circo delle fiere NBA.

    1. La NCAA in realtà non è come la NBA, almeno fino ad oggi, poi che possa avere uno sviluppo in tal senso mi auguro di no.
      Poi se per Ellis è meglio farsi un anno da 23enne a giocare in mezzo ai 20enni piuttosto che giocare in un club di Eurolega confrontandosi con i pari ruolo top in Europa, lo saprà lui evidentemente, tenendo presente che 3 mln in tasca evidentemente aiutano a decidere meglio.

    2. @Mau65 scusa se te lo dico ma mi sembra un’idea un po’ stereotipata la tua. Con tutto il rispetto, come fai a definire clown dei giocatori professionisti?
      Il basket americano può piacere o no, però se il livello dell’attuale Euroleague è questo è merito anche e soprattutto dei Larkin, Nunn, James e co. gente di formazione USA che evidentemente negli states un pochino ha imparato a giocare…

      Saluti

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