Andrea Trinchieri ospite della rubrica ospite di Luca Chiabotti sulla rubrica “Uomini e Canestri” di Repubblica-Milano. Ecco alcune sue dichiarazioni.
SUL FUTURO
«Ci sono delle squadre che sono state molto carine a cercarmi… Ma non sto aspettando qualcosa, nel senso che è dietro l’angolo, anche se so che tornerò a fare il mio lavoro. Allenare resta il mio core business, ma questo momento di pausa lo sto vivendo benissimo. Mi renderà anche un tecnico migliore».
SU MILANO
«È diventata una città di una bellezza abbacinante. Capisco sia ancora più spietata di quando ero giovane ma resta il luogo delle grandi opportunità, che apre al mondo. Sono tornato con mio figlio alla secondaria del Paialido e mi è venuto un tuffo al cuore: ho rivisto la mia vita, pensato alle sfide tra il mio San Pio X e avversarie, come l’Urania o la Social Osa, ognuna con la sua identità, che tengono accesa la fiamma in una città dove si gioca tantissimo a basket. E, al Forum, so di conoscere almeno il 40% degli spettatori… Io che ho vissuto l’Olimpia degli anni difficili, penso che Giorgio Armani sia la cosa migliore che potesse accadere, non solo per gli investimenti o l’opportunità che offre di lavorare al meglio, ma perché rappresenta lo spirito più autentico di Milano».
SULL’OLIMPIA
«L’Olimpia esce molto rinfrancata dagli ultimi dieci giorni perché ha battuto la Virtus nella sfida che avrebbe potuto infilarla in un vortice negativo assoluto. Poi ha vinto a Barcellona con una prova di alto spessore e in totale emergenza, un successo che, se non sa di rilancio, perché la classifica resta quella, dice che con un paio di altri colpi così, può ancora giocarsi tutto nel girone di ritorno».
SUL PLAY DI MILANO
«La scelta adesso è assai complicata perché, se riesci a sopravvivere all’emergenza, ne trai una grande fiducia. C’è chi, come Flaccadori, ha trasformato l’emergenza in una opportunità sfruttata al meglio. Mettere mano al roster significa, anche se arriva un giocatore forte, che l’evoluzione della squadra si ferma o fa un passo indietro per almeno 15-20 giorni».

A mio parere è in pole per il ruolo di coach per il prossimo anno, o almeno ci spera molto e sarebbe giusto a questo punto dare a lui la panchina. Poi sarebbe da capire la convivenza con Messina dirigente
non penso trinchieri possa convivere con Messina.
il “fucking flight back”, di due anni fa, poi atterro` tranquillamente a Monaco?
Per me Trinchieri può arrivare a Milano solo con Messina fuori da tutti i ruoli in Olimpia. I due a quanto pare si sopportano poco e Messina sarebbe in conflitto d’interessi nel permettere, da POBO, che Trinchieri riesca dove lui sta fallendo, magari facendo rendere al meglio giocatori con le ali tarpate da coach Ettore. Per l’ego di Messina sarebbe inaccettabile e finirebbe per boicottare Trinchieri sin dall’inizio. A rimetterci nella sfida tra i due litiganti sarebbe l’Olimpia.
Ecco, solo le dichiarazione su Milano e l’Olimpia bastano ed avanzano per capire la differenza fra chi è/era Olimpia (Lui,Peterson,Casalini) e chi non lo è più o mai sarà (Pittis,Messina)
DA PRENDERE…..IERI
Ps: Fantastico il suo video dove dice ai suoi giocatori durante un time out :”non volete difendere?? non difendete” e si allontana
I commenti di Trincheri sul passato riaccendono ricordi e sapori di un tempo andato. Personalmente ho ancora chiaro in mente quel vecchio parquet della secondaria del Lido e vecchie sfide con le stesse giovanili che lui menziona, Pio X, Urania, Socialosa e tante altre prima di incamminarsi sulle finali nazionali di Giugno (spesso ai tempi giocate all’aperto, non più’ oggigiorno). Un tempo un cui girare per Milano in metro o sulla 90-91 che faceva la circonvallazione cittadina con quella borsa Simac, Tracer o per chi sia voleva dire qualcosa in una citta’ che respirava basket quando lo sport era relativamente agli inizi in Italia (prima del boom anni 90). Anche per noi ragazzini era un onore da “grandi” poter far parte di quella organizzazione storica. Proprietà Gabetti, un GM in Cappellari (forse uno dei migliori che l’Italia abbia mai avuto), e un ancora nel duo Peterson/Casalini (affiatati con non mai, facevano un 1+1 = 7 se li guardavi in allenamento e partita). Come quello storico spogliatoio #5 al Lido, spesso chiuso perché’ riservato al team di Serie A. E potrei andare avanti per ore….Che Trincheri ricordi qui giorni vuol dire molto per parte del pubblico di Milano, sarebbe un possibile revamp di un’epoca andata e di valori sommersi a fronte di un mondo moderno che corre sempre più’ veloce. Non che si debba tornare indietro, ma alcuni valori Olimpia che ho vissuto di persona non li vedo più’ riflessi nelle squadre che scendono in campo oggigiorno, e nemmeno in alcune partite delle giovanili che ho visto in streaming. Detto ciò’ penso l’Olimpia Armani di oggi sia ormai un discorso Messina in termini di autorità e programma futuro. E’ un connubio quello fra Armani e Ettore forte che penso non verra’ cambiato facilmente dal punto di vista gestionale. E in un certo senso forse va bene cosi’ per il pubblico milanese moderno che non ha vissuto quegli anni andati, la sfida con l’Aris (non ricordo avere sentito fisicamente un’aria cosi elettrica in città’ andando alla partita quella sera, era come se si respirasse magia nell’aria). Forse e’ meglio lasciare quegli anni nella storia per chi li ha vissuti, lasciando il presente essere quel che e’: meno coinvolto, più’ “business”, meno umano e quindi meno emozionale. Gestito in modo corporate, con social media channels che sparano slogan ritriti, una proprietà’ poco coinvolta salvo in termini di marketing, un bel Forum ospitevole e moderno, e uno squad di mercenari stranieri che vengono a vanno di anno in anno senza direr un granché’ per la città’, se non nell’illusorio brevissimo termine. E’ il basket e il mondo moderno che Armani e Messina gestiranno, sperando in qualche successo in più in Europa per le nuove generazioni. Io faccio fatica a riscontrami in questa realtà’, ma forse e’ giusto cosi’. Motivo per cui non penso Trincheri abbia un futuro a Milano, non vedo le condizioni attuali salvo una virata a 180 che faccio fatica a immaginare.
Trinchieri che bei ricordi che mi hai portato alla testa. San Pio X, social osa, urania, vianney, Leone XIII, Sant’ Ambrogio, quante partite, quante emozioni. Quando si giocava alla forza e coraggio che aveva il parquet coi buchi con la palla che non rimbalzava… O nella palestra del sant Ambrogio in Barona dove per fare le rimesse dovevi stare attaccato al muro perché c’erano 50cm tra il muro e la riga laterale