Olimpia Milano post Maccabi | Individualità? Certo, anche, è il basket

Olimpia Milano post Maccabi che racconta di una notte di giubilo attesa per più di 30 anni, e che lascia dietro di sé inevitabili riflessioni

Olimpia Milano post Maccabi che racconta di una notte di giubilo attesa per più di 30 anni, e che lascia dietro di sé inevitabili riflessioni.

Vittoria individuale o collettiva?

Il basket, più di altri giochi, è un percorso collettivo con volata individuale. Esattamente come una corsa di ciclismo. Si creano le condizioni perché il “singolo” possa “decidere” adeguatamente sostenuto dal “collettivo”.

La cronaca della gara

Le tre giocate del match? Costruzione della tripla di Kevin Punter per il pareggio nei tempi regolamentari, tanto da portare John DiBartolomeo a un ripiegamento fuori equilibrio.

La visione del Guaz

Tripla del +1 del Chacho nei supplementari a “gioco rotto”. Soluzione in isolamento di Malcolm Delaney per la vittoria. Queste sono risposte individuali, a un Maccabi che aveva accarezzato la vittoria con tre giocate in isolamento di Scottie Wilbekin.

Le parole di Messina

E’ il basket. Se si guardano le giocate decisive. Ma se si allarga lo sguardo, si assiste a 45’ di occasioni perse, e battaglia collettiva.

Occasioni perse

Appunto, perché Tel Aviv è stata la classica gara da “ciapa no”, parafrasando un variante del Tresette tutta milanese. Dopo 21’ l’Olimpia Milano costruisce un parziale di 17-0 per il +13, quindi il Maccabi prende il controllo del match ma non sfrutta 15 rimbalzi offensivi. Il 19/48 israeliano da 2 dice molto.

Le parole di Punter

Certo, la batteria lunghi, Kyle Hines a parte, in attacco non si è fatta valere, con l’eccezione dei 5 punti di Jeff Brooks in apertura di overtime. Ma ha fatto sentire muscoli e volontà in difesa, lasciando il solo Hunter in doppia cifra e spegnendo con il passare dei minuti l’avvio di Bender.

Tarczewski? Buon avvio con due stoppate, ma la rimessa che “perde” nel quarto quarto, con annesso canestro e fallo, gli costa l’esclusione nei momenti chiave.

Shavon Shields

Nel finale manca il fiato, ma parliamo dei suoi 31’, con 14 punti e 11 rimbalzi. Dato che racconta di un giocatore totale, che riesce a mascherare il 2/11 da 2 con un 3/4 da 3 e tanta volontà in difesa, da “2” o da “3”.

Le pagelle di ROM

16 thoughts on “Olimpia Milano post Maccabi | Individualità? Certo, anche, è il basket

  1. Si discute per ore e ore di tecnica e tecnica ma questo è, come in tutte le attività umane, marginale rispetto al talento ed alla testa. Aiuta ma non è determinante a meno di non annichilire le personalità ed i talenti in gabbie facendo rendere i talenti meno dei mediocri.

  2. Piero è opinabile se i miei giocatori eseguono al meglio delle loro capacità il nostro basket, che non dimentichiamolo , è gioco geometrico, risulta più incisivo e i compagni conoscono la posizione e gli spostamenti di ciacheduno. Non si tratta solo di evitare le palle perse ma se le geometrie in movimento sono precise disorientano l’avversario. Il talento e la testa servono per essere al miglior servizio della squadra e certo a giochi rotti a togliere le castagne dal fuoco, ma non deve esser la norma

  3. Di ieri mi porto queste riflessioni:
    – abbiamo un play che sa difendere e la sa mettere (l’ultima volta che è successo siamo arrivati parecchio in alto anche in Europa);
    – abbiamo preso dal mercato due pepite: Punter e Shields, giocatori completi e in potenziale crescita;
    – abbiamo un centro che sa fare tutto e bene e che è anche perfetto uomo squadra;
    Fin qui le note positive. Ora l’altro lato della medaglia:
    – Chacho, per quanto io l’adori, mi sembra in difficoltà in EL. Fatica sempre più a crearsi un vantaggio dal palleggio in attacco e in difesa è un vero Telepass. Poi certo è uno dal talento smisurato e dal cuore infinito, ma i limiti iniziano a emergere (e li conferma EM utilizzandolo con il contagocce);
    – Vlado, amo pure lui, ma mi sembra in parabola discendente. Ha una classe e una conoscenza infinita, ma deve tirare fuori la garra perché di là ci sono quasi sempre animali potenti o razzenti;
    – Tarzan, gli si vuole bene perché è un ragazzone semplice e a modo, ma la sua perdurante assenza complica tante, troppe cose (non possiamo tirare il collo a Hines)
    Sintesi:
    Io credo che le garanzie maggiori, in EL, le diano 8/10 di quelli di ieri con Gigione al posto di Vlado e Morasca al posto di Roll
    Poi, se davvero vogliamo sederci al tavolo dei grandi, va trovato un 1 e un 5 che possano spartirsi il posto con Malcom e Kyle…

  4. Mi pare che l’immagine presa dal ciclismo non abbia bisogno di aggiunte, calza proprio bene. Ieri sera mi guardavo spezzoni di CSKA-Real, ero giustappunto curioso di vedere il real senza campazzo, in casa di una contender piena di classe individuale, organizzata da un signor coach. E’ stato bello vedere come la spiega ancora Llull, che esprime proprio bene una spiccata individualità ma senza mettersi semplicemente in proprio, bensì coinvolgendo e facendosi coinvolgere dalla squadra. Come anche la gran classe di MJ, che però rispetto a Llull mi sembra ancora in fase one man show (ma che show, vedasi la tripla ignorantissima finale con simulazione da premio oscar, bisogna saper fare anche quelle, non siamo mica in un collegio d’educande, è l’ Euroleague). Valagussa fa notare cose molto interessanti sul roster (che sicuramente avrà bisogno delle sue aggiustatine nella continuità, per dire con Shields abbiamo trovato l’ erede di Micov, ma ci sarà da trovare presto l’ erede di Shields come cambio del tre), parlando di Rodriguez ho notato che nel finale ha rifiutato un paio di volte il cambio su wilbekin, ma proprio scansandosi e lasciando nelle peste il compagno di difesa, disinteressandosi dell’ azione con nonchalance…ecco, roba che se la faceva Moretti stava fuori per 4 partite di seguito. Per finire, bella anche l’immagine del “ciapanò”, il 4° quarto è stata roba da film horror se guardiamo le percentuali, una roba indegna, ma appunto anche questo è basket, una grande tensione che tiene tutti avvinti fino alla fine, e a volte anche oltre, come in questa occasione.

  5. Bellissimo articolo, ma lo stesso dicasi del Maccabi, che ha difeso forte in 5 ma ha delegato l’attacco a Wilbekin e ai rimbalzi offensivi di Hunter. Il parziale di 17-0 nasce proprio quando Wilbekin era fuori per 3 falli e l’attacco di casa si è inceppato, grazie anche alla nostra difesa. Per questo la partita mi ha lasciato una domanda aperta: prendereste un (grandissimo) giocatore come Wilbekin? Sport di squadra non e’ soffocare il singolo ma esaltarlo nel collettivo.

  6. Resto dell’opinione che la partita l’abbiamo vinta nel secondo quarto, con un parziale terrificante, figlio legittimo e assoluto di una difesa intensa e registrata a puntino. Un vero capolavoro di squadra.
    Certo poi ci sono stati gli episodi, la magata da 4 punti di Punter, e l’isolamento vincente di Delaney alla fine.
    Senza i quali nel basket non si risolve nulla.

    Ma quella difesa, del secondo quarto, ha mandato completamente fuori palla Maccabi, con sei perse quasi consecutive, perse spesso per passaggi che nemmeno hanno avuto bisogno del tocco della difesa, per finire in nostro possesso, come Casalini ha sottolineato in cronaca, difesa che ha mandato fuori palla Wilbekin, 6 punti e tre falli, di cui uno in attacco fino a quel momento.
    Su quella difesa il cinismo del nostro attacco capace di segnare un 17 a 0 pesantissimo.

    Quella difesa è un lavoro di squadra, non ci sono dubbi, con rotazioni e chiusure perfette che anticipavano di un centesimo di secondo il viaggio del pallone d’attacco del Maccabi. Finché i loro attaccanti non vedevano più, letteralmente, cosa fare di quel pallone e finivano per buttarlo via.

    Una difesa nella quale Hines è tornato a regnare, con la sua intelligenza e capacità di lettura – e un fisico eccezionale -, ma se una stella come lui viene messa in condizioni di regnare di nuovo, è perché gli esterni stanno facendo il proprio lavoro, e qui il ritorno di Delaney e Punter fa sicuramente differenza, insieme a Shields che anche lui può mostrare le sue qualità personali di difensore, se l’impalcatura generale regge.
    Menzione speciale per Delaney su Wilbekin, al quale in seguito Maccabi affiderà le chiavi della partita, sbagliando.
    L’impressione è che se Delaney può fidarsi del reparto, quindi concentrare mente e corpo sul suo avversario in modo integrale, credendoci, riesce a limitare parecchio anche i play più geniali ed esplosivi.
    E gliene rimane anche per chiudere le partite al 45!

    Insomma se per illustrare fedelmente il grande lavoro della difesa, devo citare almeno quattro giocatori, tutti fondamentali – e sullo sfondo notavo anche il lavoro di Brooks, e non solo per certe stoppate stellari! – se sono costretto a nominare tutti quei giocatori, è chiaro che è di una squadra che si sta parlando.
    Una squadra che per troppo tempo ha sofferto l’assenza contemporanea di due pedine decisive di un gioco difensivo che poi abilita anche gli altri.
    Tarczewski, per esempio, fino all’amnesia della rimessa dal fondo che ha concesso un canestro facile, difendeva bene, e stoppava: perché? Perché dagli esterni arrivava soltanto roba filtrata, e lì la natura propriamente fisica del nostro secondo centro da 13 minuti, risalta – anche adesso che sta carburando.
    E Hines per le stesse ragioni, secondo me, è tornato a fare pochi falli, pur difendendo bello aggressivo…

    Un sistema difesa che richiede protagonisti capaci, ma che se funziona, moltiplica il loro valore ben oltre le somme individuali, come speriamo di vedere ancora, e ancora, e ancora.
    Un sistema nel quale Moraschini può prendere il proprio posto, per rifiatare Punter.
    Moraschini che mi butto davvero in ipotesi che non ho elementi per fare, forse ha delle conseguenze non ancora assorbite del COVID che l’ha infestato, che non gli permettono di scendere in campo.

    Lancio infine uno stimolo, per chi potrà rispondere, se mai qualcuno.
    Ho notato negli hlights che nella festa in campo di fine partita, quando i nostri si abbracciavano carichi del sapore delle imprese, che Messina non ha mollato l’abbraccio a Shields per alcuni, lunghi secondi, parlandogli nell’orecchio.
    Cosa aveva da dirgli, a quel punto e in quel clima? Cosa aveva di così urgente da comunicare in quel momento, trattenendo il suo giocatore in un abbraccio insolitamente lungo e significativo per i suoi standards?
    Redazione?
    Io potrei pagare per sapere, perché deve trattarsi di qualcosa di veramente importante…

  7. Secondo me voleva rassicurarlo. Shields se l’era presa quando per due volte ha sbagliato, da solo, un tap-in da sotto. E’ tornato in panca dandosi delle pacche sulla testa pelata. Forse si sentiva responsabile. Il coach gli ha ricordato che era stato anche responsabile di un sacco di giocate decisive nel segno opposto: rimbalza, palle sporcate, difesa, assist, tiri. Insomma secondo me se l’è un po’ coccolato.

  8. Contento della vittoria, ma si doveva e poteva chiudere prima.
    a 4 minuti e 30 secondi dai tempi regolamentari le 2 squadre hanno smesso di segnare, con il Maccabi che faceva più fatica, non siamo stati cinici, ma grazie a Di Bartolemeu per il regalo.
    Negli ultimi 15 minuti di gara (incluso l’overtime) la rotazione dei ns. giocatori si è chiusa praticamente a 6 giocatori se non qualche minuto di Leday, da capire cos’è passato nella testa di Messina, qualche minuto in più a ROLL lo avrei dato, soprattutto in difesa.

  9. Andrea, spunti interessanti, provo a risponderti per come la vedo/capisco io.
    Chacho: è lì per fare quei 20′, possibilmente da subentrante, per spaccare la partita, per trovare le giocata geniali. E’ successo con lo Zalgiris, è successo ieri nel secondo quarto. Mette i tiri pesanti.
    Io vedo lui e Micov come i Llull e Rudy a Madrid: non le colonne portanti, ma i veterani che danno quel quid quando serve. Micov per esempio: anonimo ieri? mah…. finchè c’è stato da rimanere con loro nei primi 15′, ove in attacco facevamo fatica, eccolo lì: gancetto, tripla e via. Nei primi 15 min guardavo il punteggio e dicevo, come caspita siamo ancora in partita, che sembra stiano facendo tutto loro? Con le giocate di Micov.
    Tarci si spera arrivi, che sia in difficoltà è palese. Da qui a buttarlo giù dalla torre come anche tu non fai, ce ne passa.

    Da noi se mancasse Delaney, deve salire Moraschini, dare i suoi minuti di garra il Cincia; se manca Hines, oltre al risceglio di Tarci abbiamo Leday, abbiamo tante soluzioni in 4 da Brooks a Micov a Datome. L’assenza di un campione è emergenza, su questo non ci piove ma per es. qualcosa senza Delaney l’abbiamo già fatto vedere, per cui non sarei cosi negativo.

  10. Faccio parte di quelli che le individualità sono belle, uniche ma la squadra regna su tutto. La pallacanestro è uno sport che si svolge su un campo di 420mq, diciamo che il gioco gira prevalentemente nelle due aree delimitate dall’arco dei 3 punti, circa 150mq nei quali ruotano 10 bestioni di 2 metri circa e per chi ci è stato in quei 150 mq è un bel casino! Se sei alto 190cm non vedi una mazza, ti trovi davanti uno di 205cm e vorresti morire. L’organizzazione è fondamentale per ottenere risultati stabili. E nelle geometrie offensive e difensive stanno la differenza tra i grandi team e quelli che a volte vincono e a volte perdono a secondo dell’estro di questo o quello. Credo che la somma delle individualità senza l’organizzazione, il sacrificio e l’umiltà non bastino per vincere. Una SQUADRA è sempre maggiore della somma del talento dei singoli. Faccio un esempio: CSKA vs Real, mancano una manciata di secondi, MJ palleggia per crearsi il tiro in isolamento da 3punti, lo trova ma il tiro non entra, saltano in tanti, lo schiaffetto di Hackett fa arrivare la palla a Clayburn, lui si gira e trova MJ nell’angolo, scarico, nuovo tiro e canestro con fallo. Chi l’ha vinta? per molti MJ strepitoso tiratore. Per ma l’hanno vinta Hackett e Clayburn che da un errore hanno creato una seconda opportunità per il fuoriclasse.

  11. Egregio Sig. Orlando, lei puntualizza giusti concetti ma secondo me dovrebbero essere ridotti al minimo o proprio per lasciare più libera la testa per pensare, non per applicare. Poi siccome nel basket c’è un avversario ed è ancora più indispensabile la testa dei giocatori per interpretare, adeguarsi e “vincere il duello”. Meno intasata è la testa di concetti o problemi extra basket è e meglio è. L’eccesso di tecnica io la ritengo sempre dannosa e appiattente i talenti verso la mediocrità. Infatti generalmente i momenti d’oro di ogni squadra coincidono con la presenza di figure spesso definite “allenatori in campo”.

  12. Grazie Marcolimpia per la risposta. Non volevo essere negativo, ma solo indicare la possibile linea per un ulteriore step di crescita. Una domanda invece la rivolgo a tutti, anche a Maggi: qualcuno mi spiega perché ci hanno tolto un punto all’inizio del secondo tempo? Ho rivisto le azioni del nostro break e le 3 triple (due di Shields e una di Delaney) mi sono sembrate tutte dietro l’arco… Un punto in più, considerando come sono finiti i tempi regolamentari, avrebbe fatto la differenza…

  13. Se parliamo di individualità funzionali alla squadra che ci hanno fatto vincere facendo cose semplici e nello stesso tempo dal peso specifico immenso guardate i due minuti di Leday nell’OT.
    Entra dopo un minuto e stoppa Bryant non permettendogli un facile appoggio da due.
    Ribaltamento e recupera un pallone che si stava perdendo scaricando su Punter che subisce fallo.
    Ribaltamento contesta rimbalzo a Hunter e si prende la palla sulla linea e la perde (ma la perde veramente o la consegna a Delenay che viene spinto in maniera brusca)
    Ribaltamento rimbalzo ed assist a Delenay che segna da tre.
    Quanto pesano questi due minuti di Leday sul risultato finale
    Quanto pesa la sua capacità incredibile di stare sul pezzo.

    Mi sembra che rispetto agli anni scorsi non abbiamo più bisogno del salvatore della patria, ma la capacità di stare e sfruttare il sistema congiunta con le individualità ci permette di vincere partite come questa

  14. Per lavoro mi è toccato formarmi sul tema del pensiero organizzativo, quindi sono dalla parte del sistema di squadra, ma c’è una parte di me “old school” che apprezza sempre il tocco d’autore…

  15. Menzione d’onore al post di Hollywood, la descrizione in metri quadri del basket è eccezionale!!!
    Grazie!

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