Marco Belinelli, la Virtus Bologna e quell’ultima chiamata a Ettore Messina

Il retroscena sull’accordo tra Marco Belinelli e la Virtus Bologna: mercoledì la chiamata dell’ormai ex Nba a Ettore Messina

Ettore Messina, nei giorno di una gara, non guarda molto il cellulare. Secondo alcuni, addirittura, in quelle ore il telefonino resta precauzionalmente spento. Marco Belinelli questo lo sa. E la cornetta la alza di mercoledì: «Pronto Ettore? Sono Marco».

Marco Belinelli, un raggio di sole

L’arrivo di Marco Belinelli alla Virtus Bologna è stato un raggio di sole per il basket italiano, con qualche inevitabile (non per questo accettabile) zona d’ombra tra San Giovanni in Persiceto e Ozzano.

La bruttezza dei tempi che viviamo ha reso ripetitivi gli umori delle colonne di giornali e siti internet, infestate di negatività, richieste d’aiuto, ipotesi di sospensione, insostenibilità dell’essere.

Forse, non è un caso che tutto questo sia avvenuto nella settimana in cui, sbagliando, certa stampa ha addossato alle Vu Nere la responsabilità di una richiesta di rinvio della stagione. Dall’ipotesi di chiusura, alla certezza di una lucente apertura.

Marco Belinelli, appunto. 

Inevitabile la corsa alla ricostruzione di una trattativa che tra Gazzetta dello Sport (madre dello scoop) e Corriere di Bologna, di certo avrà ovviamente solo l’epilogo: 5 milioni di euro, per 3 stagioni. Ma ROM prova a raccontare un altro aspetto.

Marco Belinelli e la fine del sogno NBA

«Pronto Ettore? Sono Marco». Il cellulare di Ettore Messina, come detto, squilla di mercoledì. Autore della telefonata, ovviamente, Marco Belinelli, che al 25 novembre ha compreso di essere ormai al dunque per scrivere il suo futuro.

Analisti NBA nostrani, spesso ben informati, raccontano di una free-agency abbastanza tiepida. Si mormora che il sogno del già campione Nba sia tentare una nuova via per la conquista dell’anello, con un bersaglio ben chiaro: i Golden State Warriors.

Non è noto lo stato di avanzamento della trattativa. Ma un aspetto certo c’è: 19 novembre 2020. Ovvero il giorno in cui la franchigia della “terra dell’oro” comunica che sì, l’infortunio di Klay Thompson è gravissimo. Rottura del tendine d’Achille.

La stagione del tiratore è finita, come quella precedente, e i Warriors non devono modulare, ma stravolgere, tutti i piani tracciati in un’annata povera di vittorie e ricca di progetti di ripartenza. Non serve più un’alternativa, non si deve più lavorare solo sul cast di supporto.

Il cellulare di Marco Belinelli tace, meglio allora metterlo in funzione, in direzione Italia. E il 25 novembre, come detto, parte la chiamata al numero di Ettore Messina (che non forniremo a voi lettori).

I tanti rumors su Olimpia Milano

«Pronto Ettore? Sono Marco». Non sappiamo di preciso cosa si siano detti il campione di San Giovanni in Persiceto e il coach catanese, ma veneziano di adozione. Sappiamo che il nome del primo è stato abbinato a quello del secondo sin dal primo giorno della nuova era Olimpia Milano.

Una logica figlia dei rapporti, dell’esperienza comune in Nazionale, e a San Antonio agli ordini di Gregg Popovich. Un esempio che ha forgiato il Belinelli-campione e il Messina-dirigente. Eppure, di reale e concreto, non nasce nulla.

Il 9 febbraio 2020, stimolato in sala stampa al Mediolanum Forum d’Assago su Ethan Happ in odore di passaporto italiano, l’ex ct della Nazionale risponde a tono: «Se il Corriere della Sera scrive di Marco Belinelli figuriamoci se qua non mi possono chiedere di Happ. Non abbiamo mai pensato a lui, e Belinelli è contento in NBA».

Risposta “di facciata”? C’è anche tanta verità, in fin dei conti. L’Olimpia Milano, nel nome dei rapporti, non preclude nulla, il giocatore pensa al suo presente, con gli Spurs, e al futuro, un’ultima stagione (o due) negli Stati Uniti con una squadra da titolo, o quasi, come fu ad esempio Philadelphia.

La volontà della Virtus Bologna

Intenti, già rivelati nel giugno 2019 a Radio24_ «Seguire Messina a Milano? Magari più avanti. La prossima estate sarò free agent, e vorrei firmare un altro contratto».

Chi invece si muove con convinzione, senza silenzi ricchi di allusioni, ma con urla ricche di significato, è la Virtus Bologna. Il Corriere di Bologna ci racconta di un primo contatto alle Final Eight di Pesaro del 2020. Baraldi e Ronci da una parte, Enrico e Umberto Belinelli (fratelli, procuratori) dall’altra.

Sei mesi dopo, a Radio108, Luca Baraldi rivela: «E’ un grande professionista, ha voglia di rimanere negli USA altri due anni. Poi se ci fosse la disponibilità di tornare noi ci metteremmo in competizione per averlo. Ma credo che non saremmo gli unici».

Marco Belinelli-Ettore Messina, la telefonata

E’ dichiarazione d’intenti. E allora si torna a quella telefonata. E’ come se tra Belinelli e Messina ci fosse un “tacito accordo”, un vincolo sportivo (perchè quello umano resta, oltre le piazze e i blasoni) da rinsaldare, o sciogliere.

Non sappiamo se Belinelli sottolinei l’offerta in mano della Virtus, o un’eventuale voglia di EuroLeague. Sappiamo che la telefonata non sarà (solo) una frettolosa promessa di leale rivalità sul campo.

Sappiamo che quella telefonata non sarà singolare, ma plurale. Sappiamo che Ettore Messina si prenderà qualche ora per prendere una decisione. Dunque, sappiamo dell’esistenza di una “Decisione”.

Sappiamo, infine, che giovedì, in sede alla Virtus Bologna, Enrico e Umberto Belinelli siglano un milionario triennale che vale un rilancio nella corsa allo Scudetto 2021.

5 thoughts on “Marco Belinelli, la Virtus Bologna e quell’ultima chiamata a Ettore Messina

  1. Mi piace il racconto e vieppiù le professionalità coinvolte allievo e maestro che si stimano e si rispettano parlano di un mondo non comune fatto di rispetto, etica e professionalità. Grazie Maggi per avercelo raccontato

  2. Non capisco tutta questa enfasi per un giocatore che non è mai stato legato alla nostra storia mentre, magari qualcuno tra un paio d’anni, storcerá il naso per un eventuale ritorno del “Gallo”. Secondo me ha provato a “offrirsi” a Milano per strappare un ingaggio più alto rispetto a quanto percepirá alla Virtus Bologna, e se così fosse, stavolta bisogna dare atto di buon senso a coach Messina che, nonostante il rapporto umano che lo lega al giocatore, ha lasciato perdere sul nascere ogni eventuale discorso..

  3. Sportivamente mi piace l’idea di Beli alla Virtus perché renderà la potenziale finale o semifinale scudetto davvero di alto livello.
    D’altra parte Beli in squadra poteva essere la ciliegina per fare un altro stato in avanti. Ma anche turbare gli equilibri.
    Valutati i pro e i contro, sono contento così.
    Certo non credo ci siano stati motivi economici, entrambe le società hanno le spalle larghe per sostenere l’ingaggio e Belinelli stesso pensa abbia valutato altro che una contrattazione finale sull’ingaggio. Che poi si pensi diversamente non mi meraviglia, sono gli stessi ragionamenti letti su Datole durante l’estate. Ognuno valuta i comportamenti secondo i propri valori ed è libero di farlo.

  4. In.qualsiasi trattativa uno dei fattori principali si basa sull’aspetto economico, come giusto che sia, ancor di più per un giocatore che potrebbe essere giunto all’ultimo contratto da professionista e per cui deve monetizzare quanto più possibile. Chi nega ciò si nasconde dietro ad un finto buonismo o vive su un altro pianeta, perché nessun giocatore ammetterá mai di aver scelto una squadra per soldi…

  5. Povero di valori e ricco di pregiudizio proclama il suo credo condiviso da una società che ha dimenticati il civismo l’etica ed il senso di appartenenza per il più vile degli Dei il denaro. Sappi che non tutti sono suoi adepti anche se nessuno può farne a meno e in una scelta ci sono altre e altre considerazioni che un meschinello come te non può capire . Ma basta gettare le perle ai porci. Mi piace pensare che Belinelli come Datome e altri facciano parte del mio e non del tuo mondo.

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