
Samardo Samuels, dopo i fatti di cronaca che lo hanno visto coinvolto l’anno scorso, prova a tornare alla normalità. Rientrato in Italia, l’ex scudettato con Olimpia Milano si allena con il Basket Groane di Lentate sul Seveso, squadra di DR2 lombarda. E ha parlato sul Corriere della Sera.
Sul momento
«La mia vita stia cambiando ogni giorno. E sto facendo di tutto per essere un uomo diverso. Il meglio deve ancora venire»
Sul suo finale di carriera
«Il mio ultimo vero anno da professionista è stato in Medio Oriente. A causa del conflitto ancora in corso ho deciso di fermarmi e di tornare in Italia da mia moglie a Lazzate. Negli ultimi mesi ho dovuto sottopormi a un intervento chirurgo. E per recuperare pienamente la forma fisica ho deciso di venire a Lentate sul Seveso ad allenarmi. L’Italia occupa un posto speciale nel mio cuore. E poi sai, qua c’è il cibo migliore al mondo (ride ndr.)».
Sulla crisi
«Penso di sì. La pandemia nel 2020 ha un po’ frenato la mia carriera: non ho più avuto la possibilità di giocare come avrei voluto. Vorrei provarci ancora per qualche anno, se il mio fisico me lo permette. Anche dopo il ritiro, però, vorrei continuare nel mondo del basket».
Sul futuro
«Sì certo. Sto lavorando per diventare un coach. È naturale per me: quando smetterò definitivamente voglio allenare».
Sulla salute mentale
«È fondamentale, lo sto imparando soprattutto ora. Non ci ho mai davvero prestato tanta attenzione: tutti ne parlano, ma tu non lo sai finché non la vivi sulla tua pelle. L’Nba, in questo senso, ti aiuta davvero tanto perché ti offre un sistema di supporto adeguato. E ti permette di avere al tuo fianco persone giuste. Io adesso sto davvero capendo cosa significa: ho commesso diversi errori, ma ora ho dato una svolta alla mia vita. Ho premuto il tasto reset per costruire la versione migliore di me stesso. Ho capito che aggrapparmi al passato non serve a nulla».
