Olimpia Milano-Maccabi | Ritornano i big, ma c’è il dubbio Mirotic

Fabio Cavagnera 7

Le ultime notizie dalla secondaria del Forum, verso la gara di domani sera con gli israeliani

Nella notte delle streghe, l’Olimpia Milano cercherà di cancellare i fantasmi della passata stagione. L’ultima settimana è stata terribile, con una doppia pesante sconfitta tra Eurolega ed LBA, e la squadra di Messina deve assolutamente riscattarsi nel recupero di domani sera contro il Maccabi Tel Aviv (ore 20.30), la gara non giocata ad inizio ottobre per la guerra in Israele. La vittoria è l’unico risultato possibile, per non finire nel vortice della crisi.

Dopo l’ampio turnover di ieri, il coach biancorosso riporterà tutti i suoi big tra i 12, in primis Shields e capitan Melli, ma anche Voigtmann e Hines. C’è però un dubbio legato alla presenza di Nikola Mirotic, che ha accusato un risentimento al tendine d’Achille sinistro dopo la gara con Pesaro e verrà valutato poco prima della palla a due. Sicuro assente è il ‘solito’ Billy Baron, poi ci saranno i tre giocatori (o due se Mirotic non recupera) lasciati fuori per turnover. Praticamente sicuri Caruso e Bortolani, per il terzo quasi certo il ballottaggio Flaccadori-Ricci. Con il primo più probabilmente a referto.

7 thoughts on “Olimpia Milano-Maccabi | Ritornano i big, ma c’è il dubbio Mirotic

  1. Risentimento al tendine di Achille? Ottimo! il “trattamento Messina” (ovvero solo i big per 40 minuti in campo e gli altri “incapaci” panchinati) comincia a dare i suoi effetti…. ….e speriamo solo che non succeda anche a Shavon….

    ALLUCINANTE!

    #Messinahaibisognodiunlungoriposo

    1. abbiamo un problema: Messina. Ettore, non il ponte. Pensioniamolo per carità, a godersi le partite insieme a Sandro Gamba, su

  2. ha capito che non si vince nulla…..mi pare comunque che nel 2022 abbia avuto un problema simile, ma la società probabilmente non lo sapeva, eppure esiste internet.

  3. Ma come un ricaduta del problema al tendine?
    Possibile?

    Eppure a soli 32 anni riposa una media di ben 12 minuti a partita, sui 40 che si giocano, stando in campo solo 28 minuti due o tre volte alla settimana!

    Se riposa così tanto, cosa mai altro potrebbe essere?
    Sarà che la sfiga ci perseguita? Il clima umido di Milano? I lastroni delle strade del centro? I balli sudamericani al Forum? Le zanzare? Il caldo anomalo di quest’autunno?
    La pasta?

    Perché certo il GM non ha espresso alcuna sfiducia sull’allenatore che lo lascia riposare anche troppo.
    E quindi?

  4. Per chi l’ha provato, e ne ha sofferto giocando a livello competitivo, l’Achille e’….un problema (non da poco)….Fai fatica a mettere il piede per terra, e a ogni passo e’ come se ti affondassero un coltello nel polpaccio/calcagno. Lascia stare ogni tentativo di fare movimenti esplosivi, perché’ hai la sensazione che si possa rompere da un momento all’altro. Ci sarebbe da capire in questa notizia cosa intenda lo staff medico con il termine “risentimento”, che vuol dire poco o nulla (sono sicuro quello che volevano, cioè’ dire poco o nulla). Ma se di fatto il tendine e’ indebolito, allora va contemplata una prassi di riposo e sgravio dei carichi da lavoro sostanziale. Non so quanto il minutaggio controllato in partita possa aiutare poiché’ l’Achille e’ fondamentale reattivo e sottoposto a massima sollecitazione in ogni movimento nel basket, e il suo “snap” e’ istantaneo. Ulteriore grattacapo per il buon Ettore….Dubito pero’ che lo tengano fuori finche’ non vedono un danno strutturale (principio di tear o simile)

  5. spendere cifre importanti che potevano essere dirottate altrove un vero play o un vero pivot, invece che essere spese su un giocatore con problemi fisici, dimostra l’approssimazione societaria, spero continuino a perdere e oggi forza Maccabi.

  6. Tenerlo fuori contro Pesaro no? Già, la partita con Pesaro era vitale e non si poteva risparmiare il miglior giocatore di EL in vista del doppio impegno settimanale di Eurolega.

    Io sono da sempre un sostenitore del Coach, ma tra la scorsa stagione e l’inizio di questa è evidente che sta perdendo colpi, nelle scelte di mercato, nelle scelte di campo e nella gestione della squadra.

    Perché quando una sola persona ha in mano tutto, dal budget agli acquisti, allo staff, agli allenamenti, alla gestione delle partita, senza nessuno che possa criticarne l’operato, se non la munifica e appassionata proprietà, alla lunga abbiamo un problema.

    Una su tutte di ciò che non funziona. Peppe Poeta in tribuna a chiacchierare con Datome durante la partita con Pesaro.

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