Kaleb Tarczewski, i primi passi in Giappone lasciano il segno

Alessandro Maggi 7

E’ iniziata la nuova avventura in Giappone di Kaleb Tarczewski. Il centro di Claremont si è legato per questa stagione ai Gunma Crane Thunders

E’ iniziata la nuova avventura in Giappone di Kaleb Tarczewski. Il centro di Claremont si è legato per questa stagione ai Gunma Crane Thunders di coach Kota Mizuno, squadra di B1-League, la massima competizione del Sol Levante.

L’esordio è arrivato nel successo per 92-71 contro i Shiga L-Stars: per Kaleb Tarczewski sono 19 punti in 22’ con 6/7 da 2 e 6 rimbalzi. 25 di valutazione complessiva. Oggi la seconda sfida in casa di Shinshu.

7 thoughts on “Kaleb Tarczewski, i primi passi in Giappone lasciano il segno

  1. Peccato si sia esiliato nel profondo oriente, l’avrei osservato con curiosità in un altro team di EL

  2. La sua dimensione era la LBA, l’Eurolega troppo per lui. Non è questione di team, ma di saper giocare a basket o no e lui quando si trova la palla sotto canestro non sa cosa fare. Non ha le movenze del pivot classico nè quelle dei centri moderni e coi suoi 215cm avrebbe dovuto/dovrebbe spadroneggiare sotto i tabelloni ma non ci riesce. In qualsiasi team di Eurolega fosse andato, avrebbe sempre preso i suoi due falli in cinque minuti da elefante nel negozio di cristalli.
    Bravo ragazzo e generoso, per carità, ma per fortuna dopo troppi anni per un centro non da Olimpia è stata fatta una scelta diversa che se fosse stata prima forse avrebbe portato a risultati migliori in Eurolega nelle due stagioni passate.
    Kaleb e il suo biennale più uno è l’errore più grosso che addebito alla gestione Messina di cui sono sostenitore entusiasta. Spero che Kaleb abbia strappato un ingaggio decente in Giappone e gli auguro il meglio.

  3. Come ha detto Messina qualche tempo fa, abbiamo sbagliato a prendere qualche giocatore dal punto di vista tecnico, ma si è trattato sempre di bravissimi ragazzi, che dal punto di vista umano hanno dato il meglio (o qualcosa di simile…). Contentissimo per Kaleb che è e rimane uno dei nostri, pur non avendo, forse, una caratura tecnica da Olimpia. Forza ragazzo!!!

    1. Contentissimo che si cerchi sempre bravi ragazzi,così magari apriamo anche un oratorio…Poi penso ai Bad boys di Detroit e ai loro successi in Nba e penso che il basket premia chi vince non chi è bravo…Ovviamente sono d’accordo sulla politica di Armani e Messina…

    2. Anche Moretti era un bravissimo ragazzo e il suo quinquennale è stato un altro grave errore. Mi è dispiaciuto che sia andato via Ben Bentil, pure lui un bravo ragazzone che oltre a sostituire degnamente Mitoglou si era integrato bene nella famiglia Olimpia. Ma la squadra deve migliorare, non puoi tenere Kaleb tanti anni quando pare chiaro che l’elemento mancante per far fare alla squadra uno step ulteriore è un centro decente da affiancare ad Hines. Kaleb all’Olimpia si è arricchito, ha fatto una bella esperienza, è stato lodato da Messina per aver affrontato l’isolamento covid da solo a Milano. Kaleb è il vicino di casa ideale, ma L’Olimpia deve competere per l’Eurolega, non allestire una comitiva di bravi ragazzi in gita a spasso per l’Europa. Penso che tutti i giocatori di quest’anno siano bravi ragazzi, ma sono bravi ragazzi forti a basket, perché l’idea è vincere qualcosa.

  4. A mio parere il livello tecnico di Kaleb si sposa benissimo con il campionato giapponese. Se avesse ricevuto offerte da un team di EL sarebbe rimasto in Europa, evidentemente non ne ha ricevute. In genere in Giappone, in Cina e in Australia si va a fine carriera per soldi, non certamente a 29 anni.
    Le sue qualità umane e morali sono indiscutibili ma per giocare a basket serve saper giocare e lui non ne era capace.

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