Peppe Poeta: Giochiamo sprazzi molto buoni, ma serve cinismo. Ellis? Calo fisiologico

Alessandro Maggi

Olimpia Milano, Peppe Poeta: “Servono più continuità e più cinismo. Quinn Ellis? Sta vivendo un calo fisiologico”

Peppe Poeta

Peppe Poeta si prende la vittoria contro Reggio Emilia, ma nella sua analisi non si ferma al risultato. Il tecnico dell’Olimpia Milano insiste su continuità, cinismo, condizione fisica e crescita difensiva in vista dei playoff.

Nel dopogara, Poeta parte dalla soddisfazione per un successo ottenuto contro una squadra in grande fiducia: “Buonasera a tutti, buona Pasqua a tutti. Siamo sicuramente contenti della vittoria perché affrontiamo una squadra che comunque nelle ultime 6 partite forse è la più in forma del campionato, quindi ci prendiamo questa vittoria contenti”. Ma, subito dopo, il coach biancorosso entra nel cuore del problema che accompagna Milano da tempo: la mancanza di continuità nell’arco dei 40 minuti.

“Come al solito dobbiamo essere più consistenti nell’arco di 40 minuti, giochiamo degli sprazzi veramente bene, dove ci passiamo la palla, dove costruiamo buoni tiri, dove difendiamo”. Poeta richiama anche il dato dell’intervallo come prova della qualità espressa a tratti dalla sua squadra: “Abbiamo tenuto Reggio Emilia a 34 punti all’intervallo, quindi giochiamo degli sprazzi veramente buoni”. Il nodo, però, resta nei cali improvvisi: “Poi delle volte riusciamo, ci fermiamo e ci specchiamo, perdiamo intensità, e questo delle volte l’abbiamo pagato caro”.

Tra gli aspetti più positivi della serata, l’allenatore sottolinea la tenuta mentale nei momenti più delicati, un tema tutt’altro che secondario per una squadra che in stagione ha già pagato diversi finali complicati. “Oggi siamo stati bravi a rimanere connessi alla partita. Non era facile perché comunque mentalmente questi finali siamo un po’ fragili. Invece oggi siamo stati bravi. Quando siamo andati sotto abbiamo continuato a giocare, abbiamo scelto di attaccare con Brooks i cambi, e ci ha pagato”. Una scelta precisa, quindi, figlia del piano partita e della lettura del momento.

Accanto agli aspetti positivi, Poeta mette però in fila anche ciò che Milano non può più concedersi. “Però in generale dobbiamo essere più cinici. Non possiamo concedere un possesso da 7 punti, non possiamo fare queste cose qui perché onestamente delle volte poi mettono in discussione le partite”. Anche in attacco, secondo il tecnico, il margine tra quanto costruito e quanto raccolto è stato evidente: “Secondo me abbiamo tirato male da 3 punti, ma costruendo dei buoni tiri, con 7 su 28. Il margine poteva essere più grande”.

Nel suo bilancio trova spazio anche un riferimento individuale importante, quello al lavoro difensivo su Troy Caupain, contenuto bene da Milano: “Abbiamo fatto un buon lavoro difensivo sicuramente su Caupain, tenendolo a 5 su 15 dal campo, che era in un buon momento di forma”. Un passaggio che conferma come, dentro una prestazione ancora intermittente, l’Olimpia abbia comunque saputo produrre alcuni segnali incoraggianti dietro.

Poi Poeta amplia il discorso, tornando sul concetto di cinismo e spiegandolo in modo ancora più dettagliato. “Sicuramente dobbiamo essere più precisi nei finali di partita, da chi vogliamo andare, contro chi vogliamo andare”. Per il coach c’è una componente che non si allena del tutto, ma anche una parte che invece può essere costruita attraverso il lavoro: “Quella parte cinica si può allenare, almeno di andare dove il piano partita, gli avversari, i target avversari, vogliamo andare. Poi può segnare o sbagliare, però quello è un altro tipo di cinismo”.

Molto rilevante è anche il passaggio dedicato a Quinn Ellis, citato da Poeta per spiegare il momento fisico di alcuni giocatori dopo una stagione lunga e pesante. “Sicuramente dobbiamo ritrovare un po’ di condizione fisica perché ci sono tanti giocatori che hanno giocato tante partite, hanno portato la carretta avanti. Su questo, e qui Quinn Ellis che avrà fatto 70 partite, penso che ha fatto in carriera 70 partite fino ad oggi, quindi sta vivendo un periodo di calo fisiologico, ma come lui anche altri”. È un’osservazione importante, perché inserisce il rendimento del giovane esterno dentro una prospettiva più ampia: non una bocciatura, ma la presa d’atto di un normale passaggio di fatica, legato al carico accumulato. Poeta, infatti, aggiunge subito: “Spero che prima di tutto recuperi una forma fisica di alto livello”.

Da qui il discorso si sposta ancora sulla difesa, considerata dal tecnico la vera chiave per costruire anche quel cinismo che a volte sembra mancare nei possessi decisivi. “Sicuramente dobbiamo essere più bravi difensivamente, più bravi difensivamente in tutto quello che facciamo”. I cambi, spiega, hanno aiutato molto Milano nel corso della stagione: “Ad oggi tante partite ci hanno aiutato i cambi numericamente, forse la cosa che abbiamo fatto meglio difensivamente. Però non si può pensare di cambiare per 40 minuti”. Serve quindi un salto di qualità anche nelle altre letture del pick and roll e nella collaborazione collettiva: “Dobbiamo essere migliori quando facciamo tutte le altre coverage del pick and roll, dobbiamo essere più intensi, dobbiamo aiutarci di più”.

La chiusura di Poeta è già proiettata verso la fase che conta davvero. “Il cinismo, quello come giustamente dicevi tu, che non hai da una parte, o delle volte, o in determinate situazioni, puoi costruirlo magari difendendo nei possessi importanti, non concedendo dei canestri facili”. Ed è proprio lì che il tecnico vede il collegamento con quanto di buono Milano aveva già mostrato in Coppa Italia: “Quello lì secondo me poi quando sono le partite che contano, come siamo stati bravi onestamente la Coppa Italia, dobbiamo riproporla ai playoff”.

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