Olimpia Milano post Reggiana | La Virtus è in crisi, ma è senza play. I biancorossi invece sono senza testa

Alessandro Maggi

Il commento del giorno dopo Olimpia Milano-Pallacanestro Reggiana

Olimpia Milano post Reggiana

Olimpia Milano post Reggiana, onestamente facciamo fatica a trovare spunti positivi in questi due punti. Ma lo faremo, perché c’è l’onestà intellettuale di chi ha finito di credere in questa squadra, ma deve analizzare cose e situazioni. 

Ciò che radica le nostre convinzioni, si ripropone nel finale del match di ieri pomeriggio. Squadra che scollina i 10 punti di vantaggio, che nel finale si ritrova sotto. Dei 21 punti prodotti nel quarto quarto, 12 sono di Brooks in isolamento, e 3 di Mannion, attaccando il ferro.

Spariscono tutti gli altri, ancora una volta, con l’avversario che imperversa. Da Olimpia Milano-Stella Rossa del 15 gennaio abbiamo perso il conto. Qualcosa si è rotto lì, e non si è più ricomposto.

Quinn Ellis e Marko Guduric? Comparse. Shavon Shields? Uno contro tutti, e palla persa, o stoppata subita. Il solito disastro di una squadra senza capo né coda. 

Se oggi la Virtus Bologna è in crisi, è per il fatto di essere una squadra senza play. Daniel Hackett gioca 25’ senza segnare, Alessandro Pajola è ai box e Luca Vildoza lo ha raggiunto di nuovo.

L’Olimpia è invece una squadra senza testa. E quella non la si recupera in infermeria. Poi c’è anche altro, e Peppe Poeta, che lotta insieme a noi senza arrendersi, dà una chiave importante: «Il cinismo, puoi costruirlo magari difendendo nei possessi importanti, non concedendo dei canestri facili».

Si prende atto di una carenza, e si cerca la soluzione altrove. Difendendo. Lo fa Marko Guduric, sul possesso decisivo per la Reggiana. E vale due punti. 

E contro una squadra in forma, sei successi in sei gare, c’è il fattore rimbalzi. Controllare il possesso quando la palla l’hanno gli altri. Se si vuole lo Scudetto, si deve anche partire da qui. Ma bisogna essere squadra, quello che sino ad oggi questi giocatori hanno dimostrato di non poter essere.

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