Olimpia Milano, ecco perchè fare mercato è sempre più difficile. Tre club hanno cambiato le regole del gioco

Gli equilibri economici in EuroLeague si sono totalmente ribaltati negli ultimi quattro anni. Anche per Milano, ma non abbastanza

Dell'Orco Messina

Gli equilibri economici in EuroLeague si sono totalmente ribaltati negli ultimi quattro anni. Il budget del Panathinaikos è cresciuto del 380%, quello della Stella Rossa del 200%, quello dell’Olympiacos del 160%. E nessuna ha cambiato proprietà nel frattempo, cosa ancora più insolita. Ecco perchè anche per Olimpia Milano ora, fare mercato, è diventato ancora più difficile.

L’articolo di BasketNews

La EuroLeague cambia pelle e il dato riguarda da vicino anche Olimpia Milano. Secondo una ricerca pubblicata da Donatas Urbonas su BasketNews, i salari dei club sono cresciuti di oltre il 50% negli ultimi cinque anni, con una media passata da circa 9.5 milioni nella stagione 2021-22 a 14.5 milioni nel 2025-26. Ma il punto più interessante non è in cima alla piramide: è nel mezzo, dove sempre più squadre hanno aumentato in modo deciso la propria capacità di spesa, rendendo la lega più profonda e molto più competitiva.

In questo quadro, Olimpia Milano è cresciuta, ma meno di altre rivali dirette. Sempre secondo BasketNews, il budget contratti del club biancorosso è salito da circa 11 milioni del 2021-22 a 13.5-14 milioni nel 2025-26, con un incremento di circa 2.5 milioni, pari al 23%. Una crescita reale, ma lontana dall’accelerazione di altre realtà come Panathinaikos, Olympiacos, Stella Rossa o Monaco, che hanno cambiato fascia economica e quindi anche ambizioni e profondità di roster.

Il dato che pesa davvero, per Olimpia Milano, è un altro: oggi il numero di squadre con almeno 12 milioni di budget è raddoppiato, passando da 6 a 12. In sostanza, quella che un tempo era una soglia da alta fascia è diventata quasi la nuova normalità della parte competitiva di EuroLeague. Questo significa che per Milano non basta più stare nel gruppo delle squadre solide economicamente: bisogna fare meglio di un blocco centrale sempre più attrezzato, più profondo e più capace di trattenere talenti.

Il paradosso è tutto qui. Olimpia Milano spende di più rispetto a cinque anni fa, ma oggi quei soldi pesano relativamente meno nel quadro generale della competizione. La lega non è più dominata soltanto da poche superpotenze: si è allargata la fascia delle squadre che possono ambire ai playoff e creare problemi a chiunque. Ecco perché il tema, per Milano, non è soltanto il budget, ma come trasformarlo in valore tecnico, continuità e identità. Perché in una EuroLeague più ricca e più profonda, spendere non basta più: bisogna spendere meglio.

6 thoughts on “Olimpia Milano, ecco perchè fare mercato è sempre più difficile. Tre club hanno cambiato le regole del gioco

  1. E lo zalgiris quanto spende ? E il valencia? Non diciamo un monte di fesserie , ci vuole l’idea per fare bene , ci vuole una unicità , con un po’ di genio si ottengono risultati con qualsiasi budget.

  2. Più o meno spendono come noi, solo meglio.
    A noi è andata male con Cancar e Lorenzo Brown

    1. Ci sono squadre con un budget minore al nostro che stanno facendo meglio di noi. Ogni anno ci sono squadre con un budget minore che puntualmente fanno meglio di noi. La differenza è che loro sanno spendere bene mentre noi no!!! Fosse solo Cancar e Brown..

  3. Tutto ciò per dire che Milano (finalmente!) non può più buttare via i soldi come ha fatto Messina in tutti questi anni?
    Allora meno male!

  4. Se la conclusione è che bisogna sapere spendere i danari che si hanno a disposizione è una semplice ricetta, anche un po banale, per spiegare il tutto, e per fare ciò ci vuole competenza e fortuna, guarda caso entrambe le cose sono mancate negli ultimi 4 anni
    Secondo voi dove si può migliorare…….? La fortuna è cieca, ma la “competenza” dovrebbe vederci benissimo….

  5. Il budget messo a disposizione da Armani è sempre stato da play off di Eurolega, purtroppo il Pobo e l’head coach non erano all’altezza, o dovrei dire, non era all’altezza dato che era sempre la stessa persona.

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