
Pippo Ricci, ospite del convegno “Lo sport per la crescita personale e sociale” all’Università Cattolica di Milano. Ecco le sue parole.
Quanto è importante il ruolo del capitano in una squadra?
“E’ abbastanza fondamentale, io non sono il capitano che spacca lo spogliatoio, che urla, che deve farsi vedere per forza. Io provo a essere con le piccole cose, provando ad essere me stesso, provando ad essere presente ogni giorno dando il massimo ogni giorno, provando ad essere anche un modello: magari arrivare cinque minuti prima, andar via 10 minuti dopo. Provare a lavorare, provare a essere sempre una una presenza bella positiva in squadra. E poi quando c’è da dire qualcosa, quando c’è bisogno di qualcuno che ci tiene, io penso che il capitano è una persona che tiene ancora di più a tutto al gruppo, che prova a togliersi un pezzo di se stesso e darlo alla squadra”.
In un gioco di squadra si vive meglio, si cresce meglio da ragazzi…
“Assolutamente sì, io sono innamorato del basket come sport di squadra, perché vivi lo spogliatoio. Nel basket si difende, si attacca tutti insieme, quindi devi per forza spenderti, devi per forza dare qualcosa agli altri, capirti con uno sguardo, poi c’è il fatto di fare un assist e quindi rendere felice il tuo compagno. Poi magari aiutarlo in difesa, quindi veramente c’è una condivisione elevata all’ennesima potenza e questa cosa ti fa crescere, ti fa guadagnare la fiducia degli altri, ti fa insomma migliorare. Insomma consiglio a tutti di fare sport di fare sport di squadra perché secondo me hanno un passo in più”.
Ecco domenica è arrivata questa sconfitta con la Virtus, venerdì c’è già però l’occasione di riscattarsi con questa trasferta a Istanbul con il Fenerbahce che già diventa un crocevia importante per la qualificazione play…
“Dello sport un po’ come metafora di vita e ti dà subito un’altra possibilità. Quindi abbiamo purtroppo perso con Bologna, abbiamo perso un po” di terreno in campionato. Però adesso c’è un’altra partita dobbiamo continuare a coltivare il sogno play-off di Eurolega: sarà una partita tosta perché andiamo a casa dei campioni in carica, però penso sia la partita che tutti vogliamo giocare. Non vediamo l’ora di metterci in discussione e provare a vincere questa partita, perché noi ci crediamo ancora: mancano sette partite, per noi sono sette finali che vivremo una alla volta, ma provando a vincerle una alla volta e provando a continuare a sognare un posto nella post season”.
Prima della gara incontrerai anche di nuovo Melli e Devon Hall che sono sono stati i grandi giocatori dell’Olimpia. Ti piacerebbe rivederli a Milano?
“Sono due grandi amici che purtroppo non giocheranno perché sono entrambi infortunati, poverini. Sicuramente ci sarà modo di chiacchierare prima e dopo la partita: sono due persone con cui ho condiviso tanto anche a livello di di titoli, quindi sarà sarà bello rivederli. Ma sul mercato non rispondo”.
Due giorni fa la nazionale femminile si è qualificata per i mondiali che messaggio è per il basket italiano e anche magari per voi maschi in chiave nazionale?
“Sicuramente stanno facendo benissimo, sono una grandissima fonte di ispirazione e io li ho seguite, le abbiamo seguite tutti, ci hanno emozionato tanto dopo la medaglia dell’anno scorso. Quindi fanno bene al movimento, si deve più parlare di basket, di basket femminile e quindi loro ci aiutano tanto noi vogliamo provare a emularle perché insomma anche noi dobbiamo qualificarci al mondiale 2027. Noi sogniamo la tanto agnognata medaglia, vedere la loro della scorsa estate ci ha veramente ispirato”.

Speriamo a fine stagione un bel “grazie e via”. Basta con i pensionati, è giunta l’ora di ringiovanire il roster.