Ex Palasharp, le suore vincono la causa: cosa cambia per un impianto legato anche alla storia di Olimpia Milano

Alessandro Maggi

L’ex Palasharp torna d’attualità a Milano dopo la sentenza del Tribunale civile nel contenzioso tra il Comune e l’Istituto delle Suore della Riparazione

Palasharp Olimpia Milano

L’ex Palasharp torna d’attualità a Milano dopo la sentenza del Tribunale civile nel contenzioso tra il Comune e l’Istituto delle Suore della Riparazione. Per i tifosi di Olimpia Milano è un impianto che richiama anche il passato biancorosso, visto che per anni la squadra ha giocato nel fu PalaTrussardi.

Il Tribunale civile di Milano ha riconosciuto l’irregolarità di quattro piloni dell’ex Palasharp, costruiti a una distanza di circa 1,5 metri dal confine con l’Istituto delle Suore della Riparazione, contro i 3 metri previsti dalle norme. Il Comune è stato così condannato a un risarcimento complessivo di circa 71mila euro tra danni e spese legali, in una vicenda che si trascina dagli anni Ottanta, quando la struttura venne realizzata in tempi rapidi per sostituire il Palasport di San Siro dopo il crollo della copertura del 1985.

La sentenza, però, non cambia il destino immediato dell’impianto. Il giudice ha chiarito che non è possibile disporre né la demolizione dei piloni né interventi strutturali sull’edificio, anche perché il complesso è entrato nel patrimonio comunale con una delibera del 2019 mai impugnata. In sostanza, il Palasharp resta intoccabile sul piano fisico, nonostante le irregolarità accertate, mentre Palazzo Marino ha già annunciato ricorso in appello.

Il vero tema riguarda allora il futuro dell’area di Lampugnano. Dopo i progetti mai decollati, dalla moschea alla possibile arena olimpica per il ghiaccio, oggi l’orizzonte indicato dal Comune è un nuovo comparto di edilizia residenziale sociale. L’area, circa 18mila metri quadrati, dovrebbe rientrare in un futuro concorso internazionale per sviluppare un complesso con funzioni miste, servizi e circa 300 alloggi. Per Olimpia Milano, che lì ha incrociato una parte della propria storia cestistica, resta così il valore simbolico di un luogo destinato però a cambiare volto.

Fonte: Milano Città Stato

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