Gigi Datome: Fare solo i playoff? Non sarebbe una stagione così esaltante

Gigi Datome è stato ospite ieri di Sky Sport per celebrare la qualificazione di Olimpia Milano ai playoff di EuroLeague

Gigi Datome è stato ospite ieri di Sky Sport per celebrare la qualificazione di Olimpia Milano ai playoff di EuroLeague: «Abbiamo fatto un’Eurolega di alto livello. Siamo stati sempre in zona playoff, anche ai piani alti della classifica. In una stagione così lunga con così tante partite, tra Eurolega e campionato, non è stato facile».

SUL FATTORE CAMPO

«Sarebbe meglio, quest’anno forse è meno importante che mai perché non c’è pubblico. Sarebbe però bello stare a casa nelle prime due partite, avere i tuoi punti di riferimento».

SULLA STAGIONE

«C’è stata prima la Supercoppa, poi la Coppa Italia, i playoff. Per adesso sono felice perché i tifosi sono felici di questa squadra. Io ne faccio parte quindi va bene così. Tanti giocatori sono già stati in questa situazione. Sappiamo che a Milano mancava da tanto».

SUI PLAYOFF

«Fare solo i playoff? Non sarebbe una stagione così esaltante come può esserlo andare fino in fondo. Lì diventerebbe qualcosa di bello, storico. Per cui, abbiamo lavorato tanto fino a questo momento, non ha senso buttare tutto il lavoro che abbiamo fatto rilassandoci adesso. Affronteremo tutto a testa alta, non è detto che arriveremo fino in fondo ma sicuramente abbiamo voglia, ambizione e umiltà di confrontarci con i migliori e far vedere che meritiamo questo palcoscenico».

7 thoughts on “Gigi Datome: Fare solo i playoff? Non sarebbe una stagione così esaltante

  1. Noi qui: “Ragazzi, è già un grande risultato, non montiamoci la testa”
    Datome: “Se non facciamo le F4 è uno schifo”
    GRANDE GIGI!!!

  2. Sapersi accontentare (da tifosi) non è così sbagliato. Significa comprendere che a questa manca ancora qualcosina per eccellere, ma è comunque vicino al top. Ovvio che se sei un giocatore, la prospettiva cambia.
    Quindi: noi tifosi continuiamo a sognare ma con la consapevolezza che ciò per cui si è lavorato ha già dato buonissimi frutti.

  3. Ecco le ultime parole famose: secondo me erano ancora negli spogliatoi con lo champagne!

  4. Carissimo Luigi Datome,
    ho ascoltato la Sua intervista a Sky Sport, così come avevo visto ed apprezzato il Suo Tour, per noi spettatori, ad Istanbul quando giocava nel Fenerbache, e letto la Sua recente intervista “innovazione”nell’inserto del Corriere; non pratico i social, ma approfitto dell’ottimo sito Real Olimpia Milano, per scrivere e collegare il ricordo dei 55 anni dalla prima coppa campioni targata Simmenthal dell’Olimpia Milano, al suo ultimo tiro stampato sul ferro, di ieri sera, ad Oaka, per un mancato secondo overtime, in una preziosa vittoria dannatamente gettata al vento.
    Avevo undici anni, quando mio padre operaio metalmeccanico alla Piaggio, appassionato di calcio, tornò dal lavoro con un ritaglio di giornale e mi disse “leggi, a Milano, dopo quelle del calcio, è arrivata un’altra coppa dei campioni, e c’era la foto di Skip Thoren con la retina tagliata nelle mani”. Da quel momento ad oggi, la mia passione cestistica, ovviamente targata Olimpia, ha preso il sopravvento su qualsiasi altro sport.
    Abito lontano da Milano, ma ogni volta che ha giocato a Livorno, Firenze, Siena, Lucca, e che ho potuto, non sono mancato sugli spalti. Non sono mai stato al Forum, ma mi sono concesso diverse “visite” ai precedenti templi milanesi: il Palalido, il Palazzone di San Siro prima del crollo, il tendone da circo a Lampugano per lo scudetto targato J.B. Carroll, il Palatrussardi.
    Adesso è tutto accessibile, visibile, ma ricordo ancora quando, prima dell’avvento alla radio di Tuttobasket, telefonavo al Palalido per sapere il risultato dell’Olimpia.
    Sembrano secoli, ma quando l’Olimpia vinse lo scudetto numero 20, era un mercoledì di maggio, e la Rai mandò in onda la cronaca parziale registrata della partita Billy-Scavolini nel corso di quella che era la rubrica “mercoledì sport”; pur essendo nel pieno degli anni ottanta, un giovane esperto di elettrotecnica, aveva messo a punto un decoder rudimentale collegato ad una parabola, che captava in diretta –in bianco e nero- le frequenze delle riprese Rai, che dal Nord venivano inviate a Roma: principalmente veniva usato per la visione in diretta della partita clou pomeridiana domenicale di calcio –all’epoca solo un tempo di quella partita veniva trasmessa registrata nella tarda serata-, ma in quella notte “storica” vedemmo, ospiti in casa altrui, la mia futura moglie ed io, quella diretta, soffrendo ed esultando alla stoppata finale di J. Gianelli sull’ex Mike Sylvester.
    Auguro a Lei, arrivato in questa stagione, ed a tutto il popolo biancorosso, l’auspicio manifestato nelle Sue parole, di poter rivivere, a breve, qualcosa di storico.
    Cordialmente

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