Olimpia Milano post Brescia | Fragili, ieri e oggi. Sbagliato andare con Guduric alla fine? I fatti dicono altro

Alessandro Maggi 7

Olimpia Milano post Brescia, si pensava che in Italia la marcia fosse quella giusta, e invece è arrivato il secondo ko consecutivo

Olimpia Milano post Brescia

Olimpia Milano post Brescia, si pensava che in Italia la marcia fosse quella giusta, e invece è arrivato il secondo ko consecutivo. Sempre all’Allianz Cloud.

Meno male che dicevamo che il Lido poteva essere un fortino… Ma bando alle ciance, due temi ulteriori, o da precisare, rispetto a quanto detto nel video di ieri sera.

Per chi non lo avesse sentito, ribadito molto rapidamente, un altro ultimo quarto magro (17 punti), il passaggio dal 45-31 al 58-59 in 10’, le difficoltà contro un avversario che spende solo 15 falli, un Nebo massacrato da Bilan, il 32-41 a rimbalzo.

Ma anche leggendo i social, andiamo su una frase di Peppe Poeta: «sul +2 sbagliamo un tiro in transizione e prendiamo contropiede». Il riferimento è a quel jumper di Shavon Shields a 3.23 dalla sirena, con difesa pigra dello stesso sulla ripartenza bresciana. Per non parlare di tutta la prestazione difensiva del danese, compresi gli ultimi due tiri in combinata con Nebo…

Il tecnico, da molti tifosi e dallo stesso Max Menetti, è stato punzecchiato per la scelta di andare nel finale con Marko Guduric e non Quinn Ellis. E’ vero, il serbo era nervoso, è stato alla fine espulso, e in difesa forse il britannico avrebbe dato una mano.

Ma… vediamo gli ultimi possessi di Marko Guduric dopo il jumper scriteriato di Shavon Shields. A 3’ trova libero Zach LeDay che segna da 3. A 2.35 serve sotto Nebo libero, che appoggia. A 2.21 spende il quarto fallo su Bilan, poi prende una tripla con spazio, che sbaglia. Infine avvia la costruzione per la tripla aperta di LeDay dall’angolo che non va segno.

Insomma, tutto tranne che una conduzione problematica in attacco. I problemi sono altrove, per una squadra che era fragile con Messina, e lo è oggi. Che bruciava vantaggi prima, e lo fa oggi. Che si affidava a hero mode prima, e lo fa oggi. E che in casa è 6-3 in LBA e 7-6 in EuroLeague…

7 thoughts on “Olimpia Milano post Brescia | Fragili, ieri e oggi. Sbagliato andare con Guduric alla fine? I fatti dicono altro

  1. Ha ragione Menetti: Guduric,Shirlds e Brooks non possono giocare assieme.

    Poi non si può giocare senza play (e non mi sembra che Guduric lo sia)

    E non si può smettere di fare gioco interno e rimettersi a sparacchiare da 3 ,senza costruire niente

  2. La squadra era fragile prima e lo è ancor di più adesso (senza la protezione di chi ha le spalle grosse, di chi ha il fisico, e di chi se no? Di lui, dell’ex coach Messina)……scherzo, la fragilità sta nel fatto che la stessa squadra sa di essere fragile, è un paradosso lo so, ma questa consapevolezza toglie certezze quando si determinano alcune situazioni…..e cioè spesso, e cioè sempre (quando conta)

  3. …in realtà, le partite perse in casa, in questa stagione, sarebbero 10: 5 con Messina ( Tortona, Monaco, Valencia, Trapani e Hapoel ) e 5 con Poeta ( Fenerbache, Stella Rossa, Zalgiris, Varese e Brescia )

  4. Appare chiaro, a questo punto, che non è stato Poeta a fare Brescia, ma Brescia a fare Poeta.
    E così come l’Armani Messina dopo il Chacho non ha più mostrato di comprendere il ruolo di play maker, e la differenza tra handler e regista, anche Poeta purtroppo mostra di abbeverarsi alla stessa filosofia tossica, nonostante i risultati gli diano torto.

    Ha delle attenuanti, ma a questo punto l’imbarazzo è troppo grande per accontentarsi di scuse.

  5. No precisiamo: Brescia non spende solo 15 falli (5 nel primo tempo) sono gli arbitri che ne fischiano solo 15. Anche chi ha fatto la telecronaca su Sky non è riuscito soprattutto nel finale a non sottolineare alcuni non fischi nei confronti di Floppivalle e soci.

    1. È arrivato il fratello s c e m o di Donato Cazzaniga (sarebbe suonato meglio senza il “niga” finale, l’avrebbe rappresentato meglio).

  6. Il problema non sono Shields e Brooks che almeno qualche volta negli ultimi possessi la mettono. Il problema è lasciar dentro Guduric negli ultimi possessi. Invece di fare girare la palle si è messo in proprio con triple azzardate, sempre sbagliandole. Senza contare che, trattandosi di un caratteriale, è riuscito a farsi espellere, anche se a quel punto la partita era andata.

    Ma nei commenti non andrebbero tralasciati i complimenti a Brescia, che l’ha portata a casa con pieno merito.

    Al di là dell’esito finale per noi funesto, la partita è stata combattuta e divertente.

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