
Vladimir Micov, nel corso del suo lungo intervento al Kosarkaski podcast sa Lukom i Kuzmom, ha parlato del rapporto con Ettore Messina e dell’evoluzione tra le due esperienze comuni, ovvero CSKA e Olimpia Milano.
«All’inizio Messina era una persona terribilmente fredda. Io arrivavo da Cantù, dall’Italia, e lui quasi non si rivolgeva nemmeno ai giocatori, non chiedeva nulla. Dopo l’esperienza in NBA, però, tornò a Milano e mi chiamò personalmente: “Vlado, vedrai, sono cambiato”. Solo il fatto che un uomo di oltre cinquant’anni ti dica “mi sono cambiato” è una cosa enorme.
Mi disse: “Sono diventato una persona migliore, ho capito cosa significa avere un giorno libero, ho capito certe cose”. E davvero era cambiato tanto: più aperto, scherzava, faceva battute, usciva con i giocatori, offriva da bere, ordinava vino o birra al ristorante. In Russia non era così, lì era gelido, non ti chiedeva nemmeno come stavi se ti rompevi il naso.
Con l’esperienza da Gregg Popovich aveva portato novità: riorganizzazione totale del club, a partire dallo spogliatoio. Introdusse metodi nuovi e immediatamente alzò il livello dell’Olimpia. Naturalmente con l’appoggio della famiglia Armani, anche sul piano finanziario».


Quello che si è si rimane. Le esperienze possono cambiarti un po, ma se sei una persona dura (o st…) lo rimani. E Infatti….
Stupisce sentir parlare così, non dico di un allenatore, ma di un essere umano (EM prima dell’ NBA), cose che descrivono una persona arrogante, presuntuosa e insensibile, che aveva meticolosa cura solo per la sua carriera, senza guardare in faccia nessuno, tipicamente americano ancor prima di approdarvi
Bene che, sceso dall’empireo, sia cambiato, dispensando la scienza acquisita nella lunga parentesi NBA, con più umiltà, grazie Ettore