Olimpia Milano, l’identità italiana mai così evidente

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L’Olimpia Milano nel corso di questa stagione sta dimostrando di avere una forte identità italiana: Melli, ma anche Flaccadori, Bortolani…

L’ultima off-season dell’Olimpia Milano è stata senza dubbio quella dell’arrivo di Nikola Mirotic, quella della partenza di Napier, ma anche quella dell’approdo in biancorosso di Diego Flaccadori e Giordano Bortolani.

Due giocatori arrivati per fare le terze linee nello scacchiere di Ettore Messina, ritrovati a giocare minuti veri in Eurolega e, nel caso dell’ex Trento, anche partendo nel quintetto base. Nel momento di massima difficoltà della stagione milanese, a tenere a galla l’EA7 Emporio Armani Milano nella principale competizione europea ci hanno pensato loro, senza dimenticare ovviamente la leadership di capitan Melli o la capacità ritrovata di incidere anche in attacco di Devon Hall o il ritorno di Shabazz Napier.

Per quanto riguarda Flaccadori sono quasi 17 i minuti di media a partita in Eurolega, mentre nelle ultime cinque gare europee disputate è andato in doppia cifra per punti segnati ben quattro volte. Bortolani è in crescita, per impatto e minutaggio: 17 minuti medi giocati nelle ultime tre partite, andando sempre in doppia cifra per punti segnati ed alcuni canestri pesanti mandati a bersaglio.

L’identità italiana diffusa in Olimpia Milano

Nel corso di questa stagione l’Olimpia Milano ha una forte identità italiana: giocatori che lottano, difendono e non hanno paura di tenere il campo in Eurolega come Flaccadori, Tonut, o anche il rookie Bortolani.

Senza dimenticare anche Pippo Ricci, che nelle ultime gare sta cercando di tornare il giocatore utile che abbiamo visto nelle precedenti stagioni milanesi. La testimonianza più grande dell’identità italiana è nella partita contro l’Alba Berlino: nel finale coach Messina sceglie di puntare su Flaccadori anziché su Napier, ed il playmaker italiano prima va vicinissimo ad una palla rubata, poi segna il gioco da tre punti che chiude la partita.

Bortolani porta invece freschezza, tecnica da vendere nello scoring e personalità, oltre ad una capacità di battere l’uomo dal palleggio notevole per un rookie. Il ragazzo sta dimostrando di esserci, di crescere bene e di avere enormi potenzialità.

Cosa più importante, però, è che Bortolani rappresenta un’arma concreta in Olimpia Milano. Stefano Tonut è invece l’agente speciale in difesa di questa squadra, senza far però mancare il proprio contributo offensivo. Giocatore utile in entrambe le metà campo per eccellenza in questa squadra, visti i suoi miglioramenti al tiro da tre punti (41.9% su 43 tentativi dall’arco in stagione) e la sua esplosività nel giocare uno contro uno dal palleggio.

Ed infine c’è la garanzia principale di questa squadra: capitan Melli. Stiamo parlando di un giocatore di primissimo piano in Eurolega, in grado di gettare sempre il cuore oltre l’ostacolo e, soprattutto, di andare anche oltre i propri limiti.

Difende su praticamente tutti i ruoli, protezione del ferro pazzesca e quest’anno ha anche ritrovato fiducia nel suo arsenale offensivo. 8.2 punti di media a partita, tirando con il 48.8% da dietro l’arco, percentuale irreale per un giocatore che non fa del tiro da tre punti la sua principale caratteristica. Melli è il cuore di questa squadra, una squadra con un’anima italiana evidente.

2 thoughts on “Olimpia Milano, l’identità italiana mai così evidente

  1. L’italianità è venuta fuori ( per fortuna ) solo ( purtroppo) per gli infortuni … senza i quali avremmo visto il solito film …

  2. Flaccadori e Bortolami hanno sfruttato l’occasione con personalità e non era così scontato. Speriamo che, per evitare di affaticare subito, al rientro, i delicati Lò e Shields, Fla e Borto mantengano un certo minutaggio,

    Da quando non deve più sacrificarsi a portare palla Devon Hall è rinato ed ora che ci sono tre play, per questa stagione non c’è più il rischio di vederlo sacrificato in regia.

    Chi avrebbe bisogno di rifiatare almeno in LBA è capitan Melli, per non ritrovarlo bollito a fine stagione. Per lui mai un attimo di tregua. Prima la Nazionale, poi l’Olimpia, senza pause. Sembra l’omino (anzi l’omone) dello spot Duracell.

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