
Era una giornata chiave per il futuro della EuroLeague, e in serata è arrivata anche la conferma ufficiale: il Board riunito a Barcellona ha deciso di mantenere invariato il format anche per la stagione 2026-27. Si andrà dunque avanti con 20 squadre e con una regular season da 38 giornate, nel solco della struttura già adottata nell’annata in corso.
EuroLeague, tutto confermato: ma non solo
Una scelta tutt’altro che scontata, soprattutto alla luce delle riflessioni emerse nei mesi scorsi. La scorsa estate, nella conferenza stampa di presentazione della stagione poi segnata dalle dimissioni di novembre, Ettore Messina aveva lasciato intendere come il 2025-26 potesse rappresentare un passaggio quasi unico, preludio a una possibile ulteriore espansione della competizione e magari all’introduzione di un sistema a due conference.
Invece il Board ha scelto la linea della continuità. Alcuni club, come era emerso nelle scorse settimane, avevano valutato l’ipotesi di due gironi da 10 squadre, ma una simile soluzione avrebbe comportato una riduzione molto netta delle partite di stagione regolare, da 38 a 28, senza raccogliere un consenso sufficiente tra i club azionisti. La decisione finale, ora nero su bianco, conferma quindi l’attuale assetto, pur lasciando aperta la porta a future opportunità di espansione.
Il comunicato ufficiale aggiunge però elementi tecnici rilevanti. Il Board, infatti, non si è limitato a ratificare il formato: ha anche ribadito la volontà di lavorare su miglioramenti legati a viaggi e condizioni di salute dei giocatori, sulla base delle raccomandazioni presentate dalla EuroLeague Players Association. Si tratta di un passaggio importante, perché segnala l’intenzione di intervenire sia a livello di lega sia di singoli club per alleggerire l’impatto di una stagione che resta lunghissima e particolarmente complessa nella gestione fisica degli atleti.
Non solo. I club hanno anche approvato una prima fase di esplorazione per una nuova competizione di preseason ad alto profilo, che potrebbe mettere di fronte i campioni di EuroLeague ed EuroCup, ulteriore tassello nella costruzione di un ecosistema sempre più articolato. Parallelamente sono state deliberate modifiche anche per l’EuroCup, con un rafforzamento del principio di qualificazione meritocratica: almeno dieci squadre dovranno accedere attraverso i risultati ottenuti nei rispettivi campionati nazionali, accanto a un sistema di licenze pluriennali per alcuni club selezionati.
Sul piano economico, il Board ha poi approvato una svolta definita storica nella distribuzione delle risorse, il primo cambiamento di rilievo in oltre vent’anni. Il nuovo modello prevede due grandi bacini. Da una parte il broadcast-related pool, con i club licenziatari che tratterranno il 65% dei ricavi netti televisivi generati nei rispettivi mercati, mentre il restante 35% verrà redistribuito in parti uguali. Dall’altra il league commercial pool, che sarà distribuito per il 75% in base a criteri combinati tra risultati sportivi, coinvolgimento dei tifosi e dati storici, mentre il restante 25% sarà ripartito equamente tra i club con licenza. La lega parla di ulteriore crescita a doppia cifra nel 2026-27, dopo l’incremento del 18% già registrato nel 2025-26.
Resta invece ancora in evoluzione il quadro delle partecipanti. La conferma del format non coincide automaticamente con la definizione completa delle venti squadre. La base resta quella già nota: dodici club con licenza pluriennale, Dubai Basketball con licenza quinquennale, Stella Rossa, Partizan, Virtus Bologna e Valencia con licenza triennale, oltre alla qualificata da EuroCup. Ma alcuni casi restano aperti, a partire dalla situazione di ASVEL, mentre il tema delle wild card e quello delle eventuali esclusioni o nuove ammissioni dovranno essere chiariti nei prossimi mesi.
Anche sul fronte strategico il comunicato offre un’indicazione molto netta. Il Board ha ricevuto un aggiornamento sul passaggio dall’attuale sistema di licenze decennali a un modello permanente di franchise, obiettivo indicato per il 2026-27. Una trasformazione pensata per aumentare la stabilità del sistema, il valore degli asset e la capacità di attrarre investimenti. In questo quadro, la lega ha sottolineato di aver già ricevuto più di dieci lettere di interesse da club e mercati interessati a entrare nella futura fase di espansione, che prenderà ufficialmente avvio nel luglio 2026.
Infine, il capitolo NBA Europe. Anche qui il Board ha scelto una linea chiara: dialogo aperto, ma dentro una logica di partnership. La dirigenza ha aggiornato i club sui colloqui in corso con la NBA e il Consiglio ha ribadito la volontà di mantenere un confronto costruttivo per esplorare opportunità strategiche comuni. Un passaggio che conferma come il tema resti vivo, ma senza mettere in discussione nell’immediato la centralità della struttura EuroLeague.
In sintesi, la giornata di Barcellona consegna una EuroLeague che sceglie di non cambiare format, ma che allo stesso tempo lavora su sostenibilità, redistribuzione economica, salute dei giocatori, valorizzazione del prodotto e futura espansione. Tutto come prima, almeno nella forma. Ma sotto la superficie, qualcosa si sta comunque muovendo.


“un’annata poi funestata dalle dimissioni a novembre di Ettore Messina” 🤔
Ma se è stata l’unica cosa buona di questa stagione
È chiara l’ironia di Maggi nel passaggio da te citato…….(almeno lo spero)
Per me potrebbero estendere l’Eurolega a 24 squadre con due gironi da 12 con una diminuzione di partite meno brutale, oppure un girone unico sul tipo della Champions di calcio, dove le squadre ne incontrano solo certe altre per poi arrivare ai play off.
La cavolata sono i campionati nazionali, che servono a poco. Anche NBA Europe sbaglia nel volere che i partecipanti facciano i campionati nazionali. Se vuoi una competizione dura in Europa con un calendario pesante devesserci solo quella, non si possono giocare 4 partite in 8 giorni con continui doppi turni in Europa, mentre se i club iscritti saltano i campionati nazionali si può giocare l’Eurolega (o l’NBA Europe) durante il weekend, migliorando gli ascolti e l’affluenza di pubblico a tutto vantaggio dell’economia del torneo.
Concordo sulla formula ma non si possono abbandonare i campionati per vari motivi.
Infatti nel calcio chi fa le coppe (Champions League o Europa League) non ha abbandonato il campionato.
Mi riferisco solo alle squadre di Eurolega o NBA Europe, non alla cancellazione dei campionati.
Faccio l’esempio dell’Hockey ghiaccio. La squadra più titolata di sempre, il Bolzano, oltre una decina di anni fa ha abbandonato il campionato italiano (dove era prima per distacco per titoli vinti come l’Olimpia Milano nel basket)
per spostarsi nella Ice Hokey League, torneo europeo centrato in Austria con nove paesi partecipanti, tra balcani ed est europa. Bolzano ha già vinto quel torneo due volte, Quasi tutte le gare casalinghe a Bolzano fanno il sold out di 7200 posti al Palaonda di Bolzano e tutto funziona perfettamente.
Se l’Olimpia lasciasse la serie A di basket cosa succederebbe? Nulla. Perchè dopo la terza stella vincere altri trentordici scudetti non cambierebbe nulla. L’unica cosa a cambiare sarebbe la mancanza di alibi per il Messina di turno a fronte dell’ennesima stagione fallimentare nell’unico campionato che conta, che non è quello nazionale.
Se almeno LBA servisse per formare e far giocare i giovani italiani, ma non è il nostro caso, dato che i nostri di belle speranze languono in panchina nel ruolo tipo gli NPC dei videogiochi, stanno lì solo per i soldi per poi andare a rifiorire altrove.
Un conto è la società che decide autonomamente di abbandonare il campionato locale, un altro è che siano EL o NBA a imporlo e quest’ultimo caso non sarebbe ne giusto ne equo.
Il numero di partite si possono diminuire con un nuovo format, non cancellando i campionati nazionali. Che poi a quanto pare sono i gruppi azionisti (tra cui proprio Milano) che non vogliono abbandonare l’attuale format. Quindi di cosa vogliamo parlare?
Lupo sei di Bolzano che conosci la storia dei nostri Foxes così approfonditamente? Nel caso ti contatto.
Un futuro uguale al passato…
Credo purtroppo che la dimensione attuale dell’olimpia sia piu nazionale che europea, spero non si abbandoni la LBA per vari motivi , uno fra tutti non puoi avere come unico obiettivo entrare nei play off di euro lega , per me deve essere si l’obiettivo primario ma deve rimanere il campionato come obiettivo secondario quanto meno ,poi sinceramente credo questa sia stata per distacco l’anno più deludente degli ultimi 4 , per la prima volta dopo piu di 20 anni sono dubbioso sul rinnovo, un pò per il senso di frustrazione un pò per la politica poco trasparente e al limite del truffaldino sulla campagna dell’anno scorso sui prezzi degli abbonamenti
Per quel riguarda il post l’eurolega come spettacolo proposto è di gran lunga piu divertente della LBA per ovvi motivi, il livello tecnico ma soprattutto fisico ha avuto negli ultimi anni una crescita esponenziale avvicinando non di poco i top team di eurolega a buona parte delle squadre NBA che navigano a metà delle due conference
C’era bisogno che ce lo dicessi tu che la dimensione attuale dell’Olimpia sia più nazionale che europea quando sono i risultati degli ultimi 4 anni a stabilirlo 🤣🤣🤣
Chissà forse hai capito di essere un c o g l I o n e a farti 400 km per vedere la kiss cam. Staremo a vedere 🤣🤣🤣
Grazie del commento colto e profondo ,adesso son tranquillo, grazie Jimmy ci tenevo ad avere un tuo parere
Viste le tue difficoltà sono qui per questo 🤣🤣🤣
E io ti ringrazio
Figurati per cosi poco 🤣🤣🤣