Olimpia Milano-Unics e il futuro di EuroLeague: oggi l’addio alle squadre russe?

Olimpia Milano vs Unics è fissata per domani, ma tutto passa per la nuova riunione odierna ai massimi livelli di EuroLeague

Sono queste ore di attesa per il basket europeo. Olimpia Milano vs Unics è fissata per domani, ma tutto passa per la nuova riunione di oggi ai massimi livelli di EuroLeague. 

Come detto ieri, all’ordine del giorno c’è la pianificazione definitiva delle prossime Final Four, ma le ultime conseguenze pandemiche hanno lasciato spazio agli eventi bellici in Ucraina. Cosa fare con i club russi?

E’ questa la vera problematica, la più pressante nell’ottica di conservazione dell’attuale calendario. Mentre Cska e Zenit registrano l’addio di giocatori chiave, la chiusura degli spazi aerei complica il trasferimento delle tre squadre russe fuori dai confini nazionali.

Oggi come oggi, solo una rotta passando per la Turchia garantirebbe all’Unics Kazan di arrivare a Milano domani. Un viaggio impegnativo, ma che deve inquadrarsi in un contesto più ampio: il medesimo itinerario sarà garantito anche al ritorno? E, soprattutto, come reagiscono oggi i tesserati non russi di fronte alla prospettiva di non avere libertà di movimento a tempo indeterminato?

Insomma, siamo nel pieno delle ultime ore delle squadre russe in EuroLeague? Attendiamo risposte, sapendo che la gara di domani è l’ultimo dei problemi. Ma comunque un problema.

12 thoughts on “Olimpia Milano-Unics e il futuro di EuroLeague: oggi l’addio alle squadre russe?

  1. Ovviamente la decisione corretta, ossia l’esclusione delle squadre russe, sarebbe dovuta esser presa già venerdì scorso, senza tentennamenti.
    In realtà, interessi economici e rapporti tra i club, essendo l’Eurolega fondata, gestita e normata dai club stessi tra cui il CSKA, portano a prender tempo ed a trovare soluzioni alternative. Lo Zalgiris, però, che se non erro è anch’esso uno dei club fondatori, ha manifestato apertamente la volontà di non scendere in campo contro le squadre russe, di fatto quindi andando contro a quella che era la decisione iniziale della Eurolega: questo significa che si è venuta a creare una spaccatura tra i club, e sinceramente vedo difficile che la manifestazione possa continuare in questa stagione e in quelle successive; probabilmente la stagione attuale verrà in qualche modo portata a termine, ovviamente il risultato sportivo viene falsato dall’eventuale esclusione in corsa di CSKA, Zenit e Kazan ma alla fine è il problema minore, dal prossimo anno presumo che l’Eurolega cambi…

    1. Il conflitto è iniziato giovedì, sinceramente non mi sento di criticare un’organizzazione sportiva che si prende qualche giorno anche per fare due diligence legale. Direi che da oggi iniziamo a chiedere misure serie che iniziano con l’esclusione delle squadre russe dai tornei fino a quando il conflitto o l’occupazione continuano e che potrebbe estendersi ai tesserati. Se l’EL farà scelte giuste nell’arco di una settimana dall’inizio della guerra sarà da lodare.

      1. Il punto saliente è uno: l’EL vuole davvero prendere decisioni di una certa rilevanza o, come sempre, cerca piuttosto una mediazione, che è un modo semplice di lavarsi le mani?

  2. Nessun aereo russo di nessun tipo potrà passare sui cieli UE. Di fatto, se viaggiano con vettori russi, sono ufficiosamente fuori da qualsiasi competizione le russe e nulla possono fare. Qualsiasi aereo russo che invada il nostro spazio aereo, come da prassi, verrà invitato ad allontanarsi e se necessario scortato da aerei militari fuori dal nostro territorio. Ci saranno anche blocchi navali quasi sicuramente. La Russia sarà totalmente isolata. Complimenti a tutti i giocatori che se ne vanno o se ne andranno dalle squadre russe. Lo sport non può e non deve ignorare questa situazione; il pazzo del Cremlino e la sua cerchia vanno isolati a tutti i livelli, ed anche il suo popolo va portato alla condizione di capire che in un modo o in un’altro deve liberarsi di lui per riprendere un percorso di crescita e democrazia. Mi domando: perché i “nostri” Hackett e Spissu non hanno seguito l’esempio degli altri atleti che hanno lasciato i rispettivi club russi per far ritorno nel loro paese nativo?

    1. Beh, ci sono gli scali eh. Non ho la mappa di tutte le nazioni che hanno negato spazio aereo ma uno scalo lo trovano ancora sicuramente. Il dubbio è se conviene economicamente rimbalzare in giro per il mondo.

      1. Ma come ho già scritto precedentemente, se si vogliono escludere le squadre russe, una soluzione si trova sempre.

      2. Credo anche io, bisogna capire che meccanismi legali ha l’EL ma voglio immaginare che abbia strumenti a disposizione per farlo.

  3. Spero che nella riunione di oggi si chiuda alle squadre russe. Nel biathlon l’IBU, federazione internazionale, ha deciso che russi e bielorussi possono gareggiare in coppa del mondo solo con tute di colori neutri e senza inni nazionali, a quel punto Russia e Bielorussia hanno ritirato le squadre dalla coppa del mondo preannunciando cause legali. Pure in Eurolega l’esclusione delle squadre russe potrebbe portare a cause legali, essendoci di messo contratti con gli sponsor. Per me le squadre russe dovrebbero essere escluse dall’Eurolega per questa stagione, e spero che Olimpia Kazan non si disputi.

    1. Come scrivevo sopra, il problema è che uno dei soci fondatori dell’Eurolega dovrebbe essere escluso dall’Eurolega stessa, e ovviamente non è così semplice, dato che poi i soci fondatori sono anche coloro che normano l’Eurolega stessa e prendono le decisioni…ma appunto lo Zalgiris ha di fatto già creato una spaccatura tra i club, indi per cui non è così scontato che l’attuale Eurolega ci sia il prossimo anno…

      1. L’argomento del contendere è solo una squadra, Zenit e Unics sono irrilevanti nel grande schema delle cose. Detto questo, se non era prevista una clausola di salvaguardia per questi casi (e non parlo di guerra, parlo di estromissione di un club su votazione di una maggioranza qualificata), sarebbe il caso di inserirla…

  4. Siamo tutti scioccati per quanto avviene in Ucraina ma non dobbiamo aggravare ulteriormente la situazione con dichiarazioni fuori controllo che aizzano gli animi. Non diamo scuse alla Russia per alzare la tensione, altrimenti non si finisce davvero più e stiamo già rischiando tanto, molto più che un EL, che potremmo anche sospendere per una settimana in attesa di sviluppi senza scannarsi. In queste giornate, non credo che il primo pensiero sia il basket.

    1. Il miglior modo per eliminare la minaccia di Putin è quello di levargli supporto. Una guerra aperta sarebbe folle mentre escludere dalla vita internazionale chi si arricchisce è perfetto perché li porta a togliere supporto a chi sta devastando l’immagine della Russia. Putin pubblicamente non ha praticamente alcun supporto e non è servito sparare un proiettile. Il messaggio deve essere pacifico, chiaro e semplice: i cittadini russi sono benvenuti in ogni singolo contesto sportivo come tutti gli altri cittadini europei e del mondo. Questo vale fino a quando il loro governo non lancia un attacco unilaterale e non provocato contro un Paese europeo. Quando quello succede, come è successo, quel benvenuto viene a mancare per elementari norme di civiltà e diritto internazionale. Saranno nuovamente tutti benvenuti quando avranno cambiato regime o quando avranno fatto cambiare idea al regime.

      Ricordiamoci sempre che il muro di Berlino non è stato abbattuto con le armi ma con la cultura popolare.

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