Jerian Grant, contro la Virtus la svolta o un fuoco di paglia?

kevinmartorano 7

Jerian Grant ha sfornato una partita di altissimo livello contro la Virtus, facendo vedere di aver talento e punti. Fuoco di paglia o svolta?

Quello di Jerian Grant è sicuramente uno dei nomi più discussi di questa prima metà di stagione in casa Olimpia Milano: il giocatore ex Promitheas infatti sembra non essersi ambientato al meglio in un basket fisico e tattico come quello di LBA ed Eurolega, sfornando sin qui prestazioni piuttosto anonime.

Le sue medie in Lega Basket Serie A sono di 6.9 punti e 2.8 assist in 21.8 minuti di utilizzo, mentre in Eurolega le sue cifre sono addirittura di soli 1.8 punti con 0.5 assist in 8.51 minuti di impiego; queste sono senza dubbio cifre molto modeste per trattarsi di un giocatore ex NBA e, soprattutto, per il quale l’Olimpia ha speso un tesseramento USA, i quali diventano sempre più importanti col passare degli anni.

Nonostante questo, nella gara contro la Virtus Bologna, la più attesa di tutta la regular season italiana, il giocatore americano ha sfornato una prestazione di altissimo livello, in un momento di piena emergenza per la squadra milanese, risultando decisivo al termine del match (per sua fortuna, i due errori in lunetta non hanno compromesso il risultato finale). Si è trattato di un fuoco di paglia, oppure dell’inizio della svolta?

Jerian Grant: la partita contro la Virtus e le sensazioni sul suo conto

Nel derby d’Italia Grant ha fatto registrare una partita da 20 punti conditi da 6 assist, 3 recuperi e 3 rimbalzi, risultando essere il più classico dei “protagonisti che non ti aspetti”. Il giocatore ha chiuso la sua partita con anche un buon 3/5 da dietro l’arco, facendo vedere di avere mano anche dalla lunga distanza, cosa che ha fatto molto raramente prima dell’ultimo match (in LBA tira da tre punti con il 30%, in Eurolega con il 13.3%).

Gli appassionati di basket non hanno esitato nell’etichettare il giocatore come “scarso” o facendo ironia dicendo “avete preso il Grant sbagliato”, con riferimento ad uno dei suoi fratelli, rispettivamente ai Detroit Pistons ed al Promitheas. La questione però è più ampia di queste banali frasi: il giocatore ha fatto vedere di aver talento e punti nelle mani, però lo ha dimostrato in una partita in cui era a conoscenza del fatto che avrebbe giocato per forza di cose tanti minuti e che avrebbe avuto la possibilità di sbagliare e di giocare quindi a mente libera.

Una possibile conclusione a questo discorso è quella che Jerian Grant abbia bisogno di spazio e di avere la palla in mano per esprimersi al meglio, cosa che magari non riesce a fare se inserito in un contesto più competitivo e dove si ritrova a coprire un ruolo da comprimario come quello che ricopre con l’Olimpia al completo. Infatti nella passata stagione, in 27 presenze al Promitheas ha fatto registrare medie di 14.8 punti, 6.9 assist e 4.2 rimbalzi di media a partita, trascinando da attore principale la sua squadra alla semifinale scudetto nel campionato greco.

L’Olimpia avrebbe veramente bisogno di un Jerian Grant sempre (o quasi) sui livelli visti contro la Virtus, visto che significherebbe allungare la rotazione e poter contare su un giocatore in grado di segnare e di mettere in ritmo i compagni, oltre ad un difensore di buon livello. Come si dice in questi casi però “una rondine non fa primavera”, quindi ora l’ex Patrasso dovrà dimostrare che non si è trattato di un semplice fuoco di paglia dando continuità alle sue prestazioni positive con la maglia biancorossa.

7 thoughts on “Jerian Grant, contro la Virtus la svolta o un fuoco di paglia?

  1. Risolverei il problema togliendo dalle rotazioni LBA Delaney visto la propensione agli infortuni … abbiamo Grant Baldasso Rodriguez e alla bisogna Hall .. diamogli minuti e fiducia…

      1. Potrebbero alternarsi lui e Delaney … poi a giochi fatti rischiar di perdere 2/3 partite per far giocare di più le seconde e terze linee e mettete minuti nelle gambe ai rientranti dagli infortuni non sarebbe un’eresia …

  2. Fino alla rubata con schiacciata (bellissima) Grant aveva confezionato una signora prestazione (da mvp), poi, suppongo, gli saranno tornati davanti quei fantasmi che, tremebondo, lo hanno accompagnato fino al termine della gara ( e non parlo solo del drammatico 0/2 ai liberi) : le potenzialità ci sono, ma deve ancora togliersi la scimmia dalla spalla……posto che ci riesca

    1. Grant doveva, mi sembra, essere proprio l’alternativa a Chacho e Delaney nel ruolo di playmaker, vista la partenza del play italiano (Cinciarini). Dunque in lba deve giocare. Ma questo è un discorso vecchio, da materassai. Certo che avere un tesserato usa, per altro ex nba (anche se era solo un comprimario, fra i pro), e non farlo mai giocare sembra quasi uno spreco. Ma è Messina l’esperto. A lui l’onere delle decisioni

    2. Scusa ma i due tiri liberi centrati in over time non mi sembrano frutto della scimmia.

  3. Ci sta che caretterialmente abbia bisogno di sentore fiducia e di non pagare dazio ad ogni errore. A mio parere puo’ dare molto molto di piu’ ed essere da qui in poi un valore aggiunto. Devo dire peraltro che la sequenza di infortuni e covid sta obbligando il coach al maggior utilizzo delle cosiddette seconde linee e mi pare che i risultati siano interessanti anche ritengo grazie al contributo degli assistenti, Pozzecco in primis. Ci si sta arrivando per necessitò a far ruotare tutti di piu’, anziche’ per iniziale convinzione, pero’ siccome il coach è persona clamorosamente intelligente sono sicuro che avrà aggiunto questo aspetto ai suoi concetti base.

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