Olimpia Milano post Brindisi | Tra registi, guardie e Devon Hall

Olimpia Milano post Brindisi con la felicità di avere tra le mani, finalmente, una gara da analizzare. 20 settembre, una vera gara di Olimpia

Olimpia Milano post Brindisi con la felicità di avere tra le mani, finalmente, una gara da analizzare. 20 settembre, una vera gara di Olimpia Milano, a più di tre mesi dal ko con nella finale scudetto. Tutto questo nel 2021. Singolare.

La partita

Per 20’ una dimostrazione di forza paragonabile ad un anno fa. Olimpia Milano superiore fisicamente, calata nel suo sistema di gioco, performante pur con qualche, inevitabile, sbavatura.

Con Dinos Mitoglou si applica un gioco interno mai visto nella passata stagione. Shavon Shields, da “2”, domina senza forzare. Malcolm Delaney gestisce senza spingere. Kyle Hines che con il greco può appoggiare l’attacco e difendere con qualità come ai tempi del Cska.

Tutto perfetto? Quasi, sino al terzo quarto, che è negativo nella sua totalità. Brindisi è 15-8 nei primi 7’, quindi trovata fiducia esplode con Josh Perkins, vero ago della bilancia del match. Produttivo, quindi distruttivo. L’Olimpia lo capisce, e lo incoraggia a fare tutto da solo. Alla fine, giusto, così.

Ma cosa cambia davvero? La Match Up di Vitucci rompe il ritmo, spezza le linee di passaggio, e contestualmente due o tre errori di Mitoglou sfiduciano gli esterni a “dare palla dentro”. Il tiro da 3, anche quando aperto, non entra. E si entra in una spirale da cui comunque si esce con l’esperienza.

La regìa

Si è subito parlato, e tanto, del momento dei play. Jerian Grant è spettatore, il Chacho come un anno fa è distante da una condizione accettabile, Malcom Delaney in rodaggio. 

L’americano mette in fila discreti numeri (10 punti, 4 rimbalzi, 2 assist), difende come sempre con ottima attitudine e precise letture, ma in attacco ha ancora difficoltà a spingere, costruire, creare situazioni vincenti di uno contro uno. 

Non c’è fretta, ma è chiaro che servano segnali dal suo ginocchio. Uno specialista difensivo, per quanto mirabile, non può più bastare. Soprattutto in EuroLeague.

Guardie e Devon Hall

Shavon Shields da guardia è un’opportunità per il giocatore. Devastante nel primo tempo, appesantito nella ripresa. Ettore Messina parla di prospettiva, ma anche di necessità. Troy Daniels  «che starà purtroppo fuori almeno un mese o mese e mezzo», è a quanto pare la grande assenza per il coach.

L’infortunio ha purtroppo privato il giocatore di un naturale tempo di adattamento al basket europeo, alla ricerca del ritmo partita dopo un anno di stop, alla costruzione di un valore difensivo. 

Cosa non da poco. Poi c’è Devon Hall. Di lui si salvano presenza difensiva, produttività palla in mano, coraggio in risposta ad una percentuale al tiro complicata. Tutto, con la sfera in mano. Non è il solo a pretenderla…

8 thoughts on “Olimpia Milano post Brindisi | Tra registi, guardie e Devon Hall

  1. Si può già intuire che il vero problema di questa stagione arriverà dallo spot 1 con Delaney perennemente a mezzo servizio e Rodriguez che, personalmente, non mi da più le garanzie fornite dal rango della sua ormai passata carriera (sigh)

    1. Ho paura di doverti dare ragione, Messina ha cercato di ovviare con Grant (credo sia difficile che Stavropoulos sbagli quando pesca dal mercato greco, ma insomma non è stato chiamato per avere le chiavi della squadra del futuro in mano) e con Hall, il quale non occupa lo spot 1 ma riesce ad offrire un’alternativa potabile nel trattamento della palla. Il problema rimane anche per quanto riguarda lo spot 5 in prospettiva, sia perché l’alternativa ad Hines a certi livelli sta nel tandem Melli-Mitoglou ( che però possono essere trini nel ruolo, ma sempre singoli sono e non possono fare 30 minuti a partita moltiplicato per 90 ) e non certo in Tarcisio. Ricordo inoltre che Chacho, Foe, Sir Kyle e Tarcisio sono tutti in scadenza a fine anno, non escludo inserimenti in corso d’opera già in qualche modo programmati. Riguardo Hall, lo scouting sembra fedele a quanto visto ad inizio stagione: non è specialista in difesa ma si sbatte, può trattare la palla a fianco e non in sostituzione del play, percentuali ondivaghe ma nessuna paura di attaccare il ferro, dove si è preso falli ed è riuscito a creare seconde opportunità agli altri, con assist e rimorchi. In LBA ci sta benissimo, non so se riuscirà a reggere l’urto atletico il EL, dove al momento sembriamo un pò scoperti in ala piccola con il solo Shields a fare la voce grossa (Hall leggerino, Alviti sta bene in LBA, Datome con un presente e futuro da “specialista”).

      1. Credo che sia difficile programmare inserimenti in corsa d’opera visto che già ora il mercato non offre granché figuriamoci a stagione inoltrata. Basta vedere chi è arrivato negli ultimi 2 anni a metà stagione: Sykes Crawford Evans e Kuba e ho detto tutto…

      2. Ciao Daniele, sono stato sbrigativo, cerco di chiarire: “programmare” in due sensi, intanto non bruciarsi tutto il budget subito, magari per fare due acquisti già a Settembre su situazioni prevedibili, e stare attenti a situazioni che nel corso dell’anno possiamo monitorare per anticipare la concorrenza a fine stagione. Poi certo, mettere le pezze a Febbraio/Marzo non è che serva a molto.

  2. Purtroppo non riesco a togiermi l’idea che Delaney sia una boccia persa. Certamente avrà qualche giustificazione date le condizioni del ginocchio ma continuo a vedere un giocatore troppo accentratore e troppo votato alla soluzione personale, non sempre vincente. Poi, certamente, offre brani difensivi di assoluto livello ma continua a non convincermi. Spero vivissimamente di essere smentito, magari già dalla partita con la Virtus di questa sera…

  3. L’unico ancora Unstoppable, tra Deleney, Chacho e Kyle Hines è il centro, una vera forza della natura. Gli altri due “esperti”, cui aggiungerei Datome, mi sembrano in declino e andrebbero centellinati come vini d’annata, solo in Eurolega e in finale scudetto. Servirebbe un play con ampio minutaggio LBA.

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