Messina: Ho imparato tanto dai miei giocatori. Armani? Vede sempre lontano

Una lunga intervista al coach biancorosso, da parte di Luz.it, con tanti temi trattati: dalla pandemia allo sport, dalla carriera all’Olimpia

Una lunga intervista a Luz.it, in cui Ettore Messina parla un po’ dell’Olimpia Milano attuale e del suo percorso, ma soprattutto di tanti altri aspetti della sua carriera, anche fuori dal campo, come il difficile momento che sta vivendo il mondo per la pandemia. Parole a 360 gradi, da uomo di sport e di cultura, come è l’attuale allenatore dei biancorossi. Ne riportiamo alcuni stralci.

Ettore Messina | Lo sport e la pandemia

Il virus sta creando numerosi problemi, anche nel mondo dello sport. A partire da un calendario non certo e dagli impianti malinconicamente vuoti: “C’è l’impossibilità di programmare, anche a breve termine. Serve una flessibilità enorme e bisogna fare fronte comune – le parole del tecnico – I palazzetti vuoti? È come subire una piccola anestesia“. Ma lo sport può essere anche un aiuto: “Può essere fonte d’ispirazione e può essere anche una compagnia. Probabilmente dovremmo pensare anche a qualche nuova modalità per far partecipare il pubblico“.

Tuttavia, oltre al dramma sanitario, c’è una grande crisi economica, con un grande impatto a livello sportivo: “Viviamo in una società in cui l’educazione fisica è ancora considerata come qualcosa di secondario a qualsiasi altra materia. Coltivare una cultura sportiva fin dalla scuola elementare, significa formare dei cittadini migliori“. E sulla lotta al virus: “Dobbiamo rimontare uno svantaggio, ma sembriamo una squadra disunita, che pensa più ad accusare il compagno di un errore che trovare modo di metterci una pezza“.

Ettore Messina | La carriera e gli insegnamenti

Una carriera lunghissima, vissuta in Italia, Europa e Stati Uniti, con al fianco grandissimi giocatori. “Da loro ho imparato tantissimo. Non sono arrivato ad alto livello da giocatore ed il dispiacere mi è rimasto. Mi è mancata la condivisione per lunghi tempi di uno spogliatoio, mi manca la capacità di capire cosa vive e pensa un grande giocatore che siete accanto a te, prima di una finale. Ho guardato, studiato e cercato di capire il più possibile da quelli che ho avuto, indipendentemente dal loro talento“.

C’è stata anche la parentesi americana, al fianco di un mito con Gregg Popovich: “Quanto ho appena detto rispetto al vissuto con i giocatori, vale per i cinque anni in cui sono stato assistente. Ho avuto la possibilità di guardarlo lavorare, relazionarsi con i giocatori, gli arbitri, tutto l’ambiente. Di osservare da vicino la sua leadership nei confronti non solo della sua squadra, ma di tutta la società, della comunità in cui vive, dell’Nba“.

Ettore Messina | Giorgio Armani e l’Olimpia

Messina ora sta lavorando con Giorgio Armani come patron: “La cosa che colpisce del signor Armani è proprio la capacità di vedere lontano, di capire quali aggiustamenti devono essere fatti a breve termine per mantenere sane e integre nel lungo periodo tutte le sue attività. Una straordinaria capacità di proiettarsi al futuro“.

Non manca un accenno all’Olimpia di quest’anno: “Sono molto soddisfatto per il gruppo di lavoro che si è creato. Tutti assieme, assistenti, società con Christos Stavropoulos e Alberto Rossin siamo riusciti, riflettendo molto nei mesi del lockdown, a capire che tipo di persona volevamo provare a portare da noi. E sono orgoglioso di giocatori come Hines, Delaney, Datome che, dopo Rodriguez, hanno scelto di venire a Milano. Non per me, ma per il club, il signor Armani, per la città“.

3 thoughts on “Messina: Ho imparato tanto dai miei giocatori. Armani? Vede sempre lontano

  1. Il paragone della squadra disunita contro la pandemia è così vero da far male.
    Grande coach, dentro e fuori dal campo.

  2. la squadra deve fare affidamento su tutti i giocatori e se alcuni, siano di governo o di opposizione scelgono di giocare in hero mode costringono gli altri a difendere anche per loro e il gruppo potrebbe non farcela e perdere. Solo che la posta in palio è la vita, per questo fa cosi male vederli disuniti e con interessi di bottega anziché essere votati, parola non a caso, al bene comune.

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