Olimpia Milano vs Scandone Avellino | Non ci sono scuse, impattare la sfida e affidarsi a Nunnally

#winorgohome! Non ci sarà domani, per nessuno. Ore 20.30, Medionalum Forum d’Assago, palla a due tra Olimpia Miano e Scandone Avellino

#winorgohome! Non ci sarà domani, per nessuno. Ore 20.30, Medionalum Forum d’Assago, palla a due tra Olimpia Milano e Scandone Avellino. In palio un posto in semifinale contro la Dinamo Sassari.

I campioni d’Italia tornano a giocarsi una gara “dentro o fuori”, in casa, a quattro anni dal rimbalzo offensivo di Rakim Sanders che chiuse l’esperienza di Luca Banchi. Non il miglior precedente, ma di acqua sotto i ponti ne è passata, e allora si trattava di una finale anticipata, non di un quarto trascinatosi troppo a lungo.

Restano molteplici le insidie di un avversario che ha posto non pochi ostacoli sul percorso milanese. In primo luogo, tuttavia, per coach Massimo Maffezzoli conteranno le presenze in roster. Caleb Green non sarà ancora a disposizione, Patric Young è partito con i compagni alla volta di Milano munito di tutore alla caviglia. 

Valutazioni su un suo utilizzo arriveranno in giornata, ma i dubbi sono tanti. Demetris Nichols non è al meglio, Matt Costello al rientro dopo sei mesi in campo venerdì sera ha prodotto 1 punto in 19’, ma la sorpresa potrebbe essere Hamady N’Diaye. Il giocatore sarà nei 12?

Situazioni che danno un grosso vantaggio anche alla Milano priva di Gudaitis e con i noti problemi di James e Nedovic. Avellino nacque in estate con Norris Cole, ha trovato un rendimento superiore da Keifer Sykes, ma resta avversario nettamente alla portata. 

Non ci sono scuse, non ci sono alternative alla vittoria, un passo falso pareggerebbe il fallimento della seconda stagione di un coach croato di Capljina, certamente la peggiore dell’era Armani. Tuttavia il momento resta delicato, con Mike James che potrebbe presenziare nei 12 solo per un forfait di Nemanja Nedovic dopo due gare in tre giorni.

Per Simone Pianigiani sarà soprattutto una questione mentale. In gara-4, sperperato nel terzo quarto un vantaggio di 17 punti, la squadra ha reagito ad una situazione molto delicata con le giocate chiave di Curtis Jerrells e James Nunnally.

Queste le incognite anche dell’ultima sfida. Impattare subito la gara, evitando all’avversario di prendere il largo e trovare fiducia, e gestire con leader offensivi riconosciuti il momento di flessione che riporterà Avellino a galla.  Alti e bassi di un “dentro-fuori” inevitabili quando l’ombra di un’eliminazione costringe a pescare anche le energie di riserva “senza se e senza ma”.

Leader quindi. Che in questa Milano deve essere James Nunnally. Ancora una volta.

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