Un divorzio fuori tempo, il no del Barcellona, e l’Olimpia Milano del dopo Alessandro Gentile

E’ finita, nella maniera peggiore. Perché l’addio tra Alessandro Gentile e l’Olimpia Milano arriva fuori tempo, fuori logica, fuori senso, e in questo le parole del presidente Livio Proli sono emblematiche: «C’era una sorta di stanchezza: come due fidanzati, non eravamo capaci di chiudere il rapporto per non far soffrire troppo l’altro». L’ex capitano, il giocatore più rappresentativo, il dipendente più pagato (1.2 milioni di euro a stagione sino al 2018, secondo La Gazzetta dello Sport) lasciato libero di trovarsi squadra sino a fine stagione nel mese di dicembre. Nel basket moderno non era mai accaduto.

Panni sporchi lavati in casa, ma l’acqua sporca è filtrata lungo il fiume sotto le mura. Inutile comunque batterci troppo la testa. Alessandro Gentile aveva salutato i colori biancorossi nella notte dello scudetto, lasciandosi andare al cospetto di un microfono capitato lì per caso, e con la domanda sbagliata (ma giornalisticamente giusta, sia chiaro) nel momento sbagliato. Il Gruppo Armani non poteva accettare una simile esternazione «individualistica» in un momento di celebrazione collettiva del proprio essere, e il resto sono state schermaglie. Il buyout estivo è stato muro insormontabile in Europa, i tentennamenti di Houston la pietra tombale sull’addio immediato, e per dirla alla Sandro Gamba: «L’impressione è che vivacchiasse aspettando solo la fine della stagione». Aggiungiamo noi: «L’impressione è che SI vivacchiasse aspettando solo la fine della stagione». La fascia di capitano perduta è stata la mazzata, e il centro del tutto a Milano è diventato un elemento ai margini, silenzioso e «musone» più del solito. Il rapporto con Repesa? Finito. Totalmente, nonostante frequenti pacche sulle spalle. E qui nasce, in fin dei conti, la fine del tutto.

Addio quindi, e adesso? Tante voci, ma al momento l’agente del giocatore Riccardo Sbezzi è nel pieno della sua arte. Tante le pretendenti possibili, ma non il Barcellona, almeno secondo le fonti di realolimpiamilano.com. E in questo un articolo odierno del «Mundo Deportivo» ci viene incontro…

Il giornalista del Mundo Deportivo Jesus Perez Ramos afferma con certezza l’impossibile accordo tra il Barcellona e Alessandro Gentile. Il club catalano avrebbe seri dubbi sul carattere del giocatore, sulla sua attuale condizione fisica, e sul collocamento nel roster, vista la presenza di “3” e “4 atipici” come Claver, Vezenkov, Doellman, Perperoglou e Holmes.

 

E l’Olimpia? Jasmin Repesa aveva sottolineato, in estate, come il roster perfetto sarebbe stato con un esterno in meno, e un lungo in più. Volere del coach, volere presidenziale («Punteremo ancora di più su Awudu Abass»), logica LBA, visto che cinque italiani dovranno comunque andare in campo (Bruno Cerella torna a pieno titolo “dodicesimo”), e sul mercato non ne esistono all’altezza. Nei prossimi giorni sarà dunque valutato definitivamente Miroslav Raduljica, deludente ma non ancora bocciato. Poi, con i 600.000 euro di risparmio garantiti da un prestito gratuito di Gentile all’estero (ecco perchè, veto Olimpia a parte, la via Reggio Emilia pare impossibile, a meno di un copertura totale dell’ingaggio da parte della società di Assago), caccia ad un lungo a tutto tondo, difensore e rimbalzista. Ma questa, per ora, è un’altra storia…

Alessandro Luigi Maggi

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