Dinos Mitoglou per la prima volta sulla squalifica: Non ho mai potuto parlare con l’Olimpia

Alessandro Maggi 3

Dinos Mitoglou ha discusso della sua lunga squalifica e della rottura con l’Olimpia Milano, sottolineando la difficoltà del momento e l’importanza di avere fiducia nel supporto di familiari e amici

Dinos Mitoglou

Dinos Mitoglou è stato ospite di Euro Insiders. Il giocatore greco ha parlato per la prima volta dei fatti che gli costarono mesi di squalifica, e di fatto la fine del rapporto con Olimpia Milano. Era la stagione 2020-2021.

«Chiaramente è stata la sfida più grande della mia carriera. Ho ricevuto un’email dalla FIBA in cui mi comunicavano che non potevo più giocare, né avere contatti con i miei compagni e i miei allenatori fino a quando la questione non si fosse chiarita. Ho dovuto assumere un avvocato, e la cosa più dolorosa è stata che non ho nemmeno avuto il tempo di dire addio a nessuno. Non sono quel tipo di persona. Il club ovviamente mi ha tagliato fuori.

Ho dovuto assumere un avvocato per risolvere la questione. La squadra mi ha tagliato fuori, non abbiamo mai parlato né con il club, né con lo staff, né con i miei compagni.

È stata di gran lunga la sfida più difficile della mia carriera. È diventata una questione dal ritorno mediatico enorme, specialmente in Grecia, ma anche in Italia. Sono stati momenti molto difficili e bui per me, per fortuna avevo la mia famiglia, i miei amici e il mio allenatore, perché dovevo continuare ad allenarmi da solo e non mi era permesso di aggregarmi a nessuna squadra.

Ho perso molto. Allo stesso tempo, però, ho anche guadagnato qualcosa: è stato positivo per me perché ho capito di chi posso fidarmi. Mi sono ritrovato al punto zero nella mia vita personale, ma ora ho i piedi ben piantati a terra e so chi è al mio fianco al 100%.

Non ho avuto la possibilità di dire nulla in quel momento. Mi sentivo come se avessi deluso tutti, e questa non è una cosa che mi rappresenta. Non sono fatto così, volevo parlare ai miei compagni per spiegare cosa fosse successo e per comunicare con loro. Volevo parlare con il mio allenatore, con i miei compagni e spiegare tutto, ma non era possibile, le regole erano rigidissime e non potevo contattare nessuno del team.

Non importa quanto in alto o quanto in basso ti trovi. Tutto può cambiare in un attimo. Non bisogna mollare, bisogna restare concentrati sul proprio obiettivo. Bisogna essere grati di potersi alzare al mattino e restare concentrati sul presente».

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3 thoughts on “Dinos Mitoglou per la prima volta sulla squalifica: Non ho mai potuto parlare con l’Olimpia

  1. Il caso di Dinos non è stata una contaminazione accidentale come quella di Moraschini, e in tempi più recenti, di Sinner. Per cui il povero greco che non ha potuto salutare nessuno in Olimpia non mi smuove alcuna pietà. Puoi fare la vittima se sei innocente, ma lui non lo era.

    L’Olimpia da parte sua non poteva fare altro che tagliarlo il prima possibile, accusando un danno di immagine oltre a perdere un giocatore valido.

    1. Ciao Lupo.
      A me pare che abbia peccato di fiducia nei confronti di qualcuno esterno alla società .. ed è questo il suo peggior errore o peccato, perchè se sei in una società come l’Olimpia dovresti avere tutto quel che serve .. e se non ti fidi devi chiedere il permesso o richiedere un consulto esterno … io non so cosa sia realmente successo, ma da parte sua credo ci sia stata tanta ingenuità, ma essendo un professionista profumatamente pagato .. come si suol dire .. l’ignoranza non è ammessa e devi attenerti alle regole che lui ha o sottovalutato o non rispettato.

      Che passi per vittima proprio no sicuramente.
      Peccato perchè non era male .. non è male … ahimè.

      Un saluto e forza Olimpia

      1. Ciao Olimpia Milano 1936. Fidarti e affidarti a qualcuno all’esterno di una società professionale è un peccato rilevante, specie se ti fidi di guru/medici che ti promettono in tempi troppo veloci la riabilitazioni da infortuni complicati. Per me Dinos sapeva che la dotteressa gli somministrava sostanze dubbie, se fossero state legali e trasparenti potevano somministragliele anche in Olimpia. Poi Dinos l’ha denunciata per pararsi il posteriore.

        A me Mitoglou piaceva un casino e all’epoca avevo detto “cavoli Messina ci capisce, ha fatto un bel colpo”, che a posteriori sembra ironico.

        Invece mi dispiace per Moraschini, innocente per una contaminazione che a detta della Wada sarà depenalizzata a partire dal 2027. Per farsi ascoltare serve essere Sinner nr.1 del tennis, nel senso che nel basket dovresti distrubare gente tipo Michael Jordan, LeBron James, il povero Kobe Briant o Steph Curry. Se sei un Moraschini qualsiasi, anche se sei innocente non ti si filano e ci rimetti un anno. Da ciò si capisce che la Wada fa schifo, basti pensare alla vicenda Schwazer e a tutti i retropensieri correlati, anche se ovviamente va specificato che a Londra 2012 Schwazer era dopato reo confesso ed oltre ad aver fatto fare all’Italia un’epica figura di M, ha rovinato pure la carriera immacolata della sua allora fidanzata Carolina Kostner.

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