Olimpia Milano post Dubai | Devin Booker è un ex giocatore? Non chiamatela occasione persa, ma non si è combattuto

Olimpia Milano post Dubai. Lo ribadiamo, contro certe squadre senza Bolmaro e Nebo diventa dura, se non impossibile

Olimpia Milano post Dubai

Olimpia Milano post Dubai. Lo ribadiamo, contro certe squadre senza Bolmaro e Nebo diventa dura, se non impossibile.

Si parla di taglia, non di qualità. Almeno non di qualità assoluta. Perché ora si dirà che Dubai è una super squadra, come mesi fa l’Hapoel Tel Aviv. Non una squadra semplicemente in grande forma.

Bacon è arrivato agli Emiri dopo stagioni tra Cina e Russia. Avramovic è stato fatto fuori dal Partizan. Caboclo tornava da uno stop. Certamente hanno grande qualità Anderson, Musa e Kabengele, e Petrusev è giocatore che sa come rendersi utile. Poi Wright IV può essere un nome per il mercato, per quanto ieri non particolarmente decisivo. 

Il tema è che Dubai aveva taglia, che aveva già fatto valere nella gara di andata, dove ancora non c’era Bolmaro. Mentre Nebo venne relegato nella “second unit”, lasciando Kabengele libero di massacrare Booker. Cosa accaduta anche ieri sera.

E qui riflessioni sulla gestione della situazione da parte di peppe Poeta vengono. 23’ Booker, 15’ Dunston. Capiamo che il numero 42 viaggi per gli “anta”, ma in fondo non gli vengono richiesti sforzi costanti da mesi. E ieri lui ha chiuso con un +4 di plus/minus, Booker con un -19.

Anche il numero 6 dovrebbe darsi una svegliata. Già spesso “non si cambia” prima di una gara di LBA, se poi prende schiaffi da destra e da sinistra in EuroLeague, diventa irricevibile anche solo pensare di ritrovarselo in casa la prossima stagione.

E’ arrivato il momento di dimostrare di non essere un “ex giocatore”. Il problema pareva la coesistenza con Josh Nebo. Senza Josh Nebo, ha giocato una partita una degna. E non ieri sera.

Per il resto, eviteremo di parlare di occasione persa. Lo avevamo detto alla vigilia, era una gara molto complessa vista la situazione attuale. Le due squadre si abbinavano malissimo e sarebbe servito un miracolo. Ma competere era necessario. Ieri ha combattuto solo Marko Guduric.

15 thoughts on “Olimpia Milano post Dubai | Devin Booker è un ex giocatore? Non chiamatela occasione persa, ma non si è combattuto

  1. Anche il numero 16 dovrebbe darsi una svegliata. In difesa e’ imbarazzante

  2. Sono abbastanza d’accordo con Maggi, questa brutta sconfitta possiamo metterla così come scrive lui, ammorbidendola, rendendola oggettiva, dopo quello che s’è visto in campo.

    Il punto di fondo però resta: come mai Booker altrove fa una stagione talmente buona da renderlo desiderabile per noi, poi come tanti altri prima di lui, da noi non si capisce il motivo della sua scelta e; come mai Avramovic scartato da molti, ieri sera sembrava quel play maker solido e consistente, di cui siamo disperatamente in cerca?

    Noi non l’abbiamo visto, nonostante la tempesta di cervelli che fanno le scelte per il nostro roster, o anche lui da noi sarebbe affondato come tanti altri, mentre sotto la guida della sua nuova squadra, ha ricevuto le condizioni per mostrare il suo valore?

    Sembra davvero che noi non li vediamo – loro non li vedono per noi – inoltre quando li portiamo dentro, gli facciamo fare quello che non sono, snaturandoli, abbassando il livello delle loro performance. Guduric caso eclatante.

    Poi certo che Ricci, un giocatore mediocre, a volte sembra un campione. Ma è giusto così, o è soltanto un difetto di prospettiva?
    Oppure forse, purtroppo, dobbiamo abituarci all’idea che la mediocrità del giocatore Ricci, capitano della nostra squadra, ne è anche lo specchio… 😔

  3. Mah forse un po di fiducia a Tote’ non avrebbe fatto male, forse.. complimenti ancora alla società!

  4. Con Ivanovic o Dimitrjievic l’EA7 sarebbe ancora lì a lottare per i play-in. Non penso ci volessero budget così stratosferici per prendere il primo o tenere il secondo…..

  5. Purtroppo ancora una volta ci dimostriamo fragili ed alle prime difficoltà ci sciogliamo.
    Non penso che il problema sia unicamente l’assenza di fisicità, ok Kabengele e Caboclo sono grossi e cattivi, perché allora non provare a mettere insieme Booker e Dunston per qualche spezzone, in fondo in panchina c’era anche l’alternativa Diop come emergenza per farli rifiatare…

    Il fatto è che continuiamo a difendere male (difendere?!?) ed è un dato di fatto che Olimpia, soprattutto nelle sconfitte, è una delle squadre che concede di più, il che significa che quando il tuo attacco non gira sono dolori!
    Bisognerebbe allora stringere le viti dietro e provare a stare punto a punto con i tuoi avversari su punteggi bassi (cosa che anche Dubai stessa non è solita fare), cercando poi di portarla a casa nel finale…

    Purtroppo non è nel DNA di questa squadra, dobbiamo abituarci ad alternanze tra grandi prestazioni e debacle pesanti

    1. Proprio come negli ultimi 3 anni dove le debacle sono sempre di più rispetto alle grandi prestazioni.

  6. Premetto che la nostra EL è terminata con le due sconfitte con Stella Rossa e Zalgiris, la sconfitta di ieri certifica qualcosa che i più già sapevano. Detto questo mi sono chiesto più volte nel corso della gestione Messina perchè l’Olimpia non avverta mai la necessità di vincere le partite che serve vincere. E alla fine devo ammettere che la proprietà Armani, che ha portato solidità economica e continuità ad un livello medio alto, ha svuotato l’anima di questi colori. Mi spiego: la proprietà in primis non avverte la vittoria come urgenza per certificare la grandiosità di un progetto, non ne ha bisogno in quanto già grandissima di suo. Se si vince bene, se si perde amen, pensiamo alla collezione primavera estate e a gestire i miliardi investiti in chissà quante attività. Questo atteggiamento ha lentamente corroso l’anima dell’Olimpia, contagiando chiunque a qualsiasi livello. Quando è stato affidato a Messina il totale controllo della squadra ero particolarmente contento; Messina può stare simpatico o antipatico, ma di sicuro è un uomo di sport, uno che ama competere ad altissimo livello, eppure dopo un paio d’anni con Giorgio e Leo ha mollato su tutta la linea, adeguandosi ai sorrisi e agli abbracci di fine partita, indipendentemente dal risultato. Da qui le sue mancate dimissioni che ogni anno mi aspettavo da lui, uomo orgoglioso e caparbio, a fronte di risultati scarsi . Lo stesso dicasi per i giocatori, finita la breve parentesi della coppia Delaney/Rodriguez; tutti dopo poco si adagiano in un dolce limbo che vede la sconfitta come inevitabile laddove l’impegno e la classe dei singoli non porti una facile vittoria. E lo specchio di tutto è la sistematica assenza di sacrificio difensivo che contagia tutti i giocatori.

    La faccio breve, la squadra non ha mai orgoglio ne determinazione perchè l’apice societario non lo richiede, vede il basket come piacevole passatempo e nulla più.

    Mi piacerebbe sapere l’opinione dei molti che qui si confrontano. Forza Olimpia sempre

    1. Analisi e riflessioni pacate che quoto.
      Mi ci ritrovo anch’io nel tuo escursus degli ultimi anni.
      Quello che a me ha sorpreso in questi anni, è stata l’incapacità di allestire un roster, non più forte di tutti perché le condizioni a contorno sono molteplici a fare fortuna o meno di quelle scelte, ma competitivo e soprattutto equilibrato .
      Ogni anno mancava sempre il famoso 30 per far 31. Il play, la PG con punti nelle mani, l’ala piccola o grande il centro ecc. ogni anno abbiamo visto queste situazioni.
      Poi giocatori presi e giubilati anzitempo Thomas, Poythress, Davies, Pangos ecc. ecc. o giocatori come Cancar Daniels che forse non andavano neppure presi.
      Per questo è qualche altro motivo ho sempre valutato Messina ottimo coach, e non serve che lo ricordi, ma insufficiente dirigente in quella posizione di pressoché plenipotenziario societario.
      E qui mi collego al tuo post dove si evince che la società ha in qualche modo ha fatto sedere l’ambiente interno all’Olimpia, nonostante budget importanti, aspettative disattese di dominio pressoché totale in Italia, abbagliati anche dalle frasi dello stesso Messina sull’entrata stabile di Milano in una élite cestistica continentale che sono state disattese.
      Indubbiamente sfortune ne abbiamo avute parecchie ma alcune non le abbiamo sapute mitigare come quella della fragilità di Shields che dopo gli anni di shields datome e TLC ci siamo trovati con il solo Shavon, e’ solo un esempio.
      Anche la scelta di Messina di lasciare ha lasciato perplesso non solo me, sia per le motivazioni (alquanto discutibili se mi è concesso anche dopo aver ascoltato la sua intervista su Sky), ma anche per aver lasciato società e ambiente con poeta palesemente inadatto e acerbo per un livello così e, aggiungo, che altri 6 mesi non avrebbero sortito alcun risultato diverso. Solo poeta coach e Messina vice avrebbe potuto aiutarlo a credere così come spesso accade nelle società con attività di shadowing management.
      L’annata attuale credo che sia sfumata e sarebbe meglio impostare una rifondazione societaria radicale partendo da Baiesi ma con idee chiare e riferimenti certi a partire dalla proprietà che avrà sempre amore e gratitudine da tutti noi

      Questo il mio pensiero HP Ciao

    2. Analisi molto condivisibile. Se ricordo bene, proprio con Olimpia Milano 1936, avevo scambiato qualche opinione con lui su questo aspetto. Il Gruppo Armani ha un concetto “sociale” dello sport, dove la vittoria non è la cosa principale. Questo condiziona anche secondo me i giocatori, ma anche l’ambiente: ieri c’era l’atmosfera da partita dentro o fuori? Direi proprio di no. Come tante altre volte nel passato più o meno recente. E quindi ci si appiattisce, senza sussulti perché tanto qui va tutto bene, anche se si perde. Bourasis, 2014, andandosene disse che a Milano perdere o vincere è la stessa cosa. Poi l’analisi tecnica che fa Olimpia Milano 1936 ovviamente completa il quadro. Si sperava che con Messina le cose cambiassero, per il suo passato, il suo carattere eccetera. Riconosciamogli almeno che, anche grazie a lui, sono arrivati il Chacho e Hynes, Datome, sebbene nella parte finale della carriera, e con questi giocatori due playoff. A proposito: l’eurolega nelle sue varie forme esiste da 25 anni, Milano è andata alla post season tre volte. Poi il nulla perché Milano non viene percepita come una squadra per puntare a vincere, anche per quello che hai scritto

      1. Non è assolutamente vero che al Gruppo Armani la vittoria non è la cosa principale perché prima dell’era Messina sono stati cacciati fior di allenatori del calibro di Banchi Repesa e Pianigiani nonostante questi avessero tutti vinto lo scudetto al primo anno. La cultura che la vittoria non è importante è stata introdotta da Messina nascondendosi dietro la società.

    3. Che la società non sia interessata ai risultati sportivi esiste solo dell’avvento di Messina perché prima sono stati mandati via coach come i vari Banchi Repesa e Pianigiani proprio per i risultati scadenti in EL nonostante avessero vinto tutti lo scudetto al primo colpo e Banchi addirittura i play-off di EL.
      Se ora la nostra società è apatica ai risultati è solo merito del lascito di Messina.

    4. Che la società non sia interessata ai risultati sportivi è una leggenda metropolitana perché prima sono stati mandati via coach come i vari Banchi Repesa e Pianigiani proprio per i risultati scadenti in EL nonostante avessero vinto tutti lo scudetto al primo colpo e Banchi addirittura i play-off di EL.
      Se ora la nostra società è apatica ai risultati è solo merito del lascito di Messina.

    5. Che la società non sia interessata ai risultati sportivi è una leggenda metropolitana perché prima sono stati mandati via coach come i vari Banchi Repesa e Pianigiani proprio per i risultati scadenti in EL nonostante avessero vinto tutti lo scudetto al primo colpo e Banchi addirittura i play-off di EL.
      Se ora la nostra società è apatica ai risultati è solo merito dell’eredità lasciata da Messina.

      1. È evidente che ci sia stato un problema di connessione a internet, ma non pretendo che uno limitato come te lo possa capire. A proposito come preferisci essere chiamato: pecora o vedova di Messina? 🤣🤣🤣

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