
Enrico Silvestrin, sul suo canale YouTube (in cui da tempo, oltre alla musica, parla di Milan), ha fatto riferimento anche alle voci su un futuro rossonero in NBA. Ecco alcuni passaggi.
«Così come in tutta questa faccenda un ruolo cruciale — ed è ancora di più il suo progetto — lo gioca l’NBA: ovvero la partecipazione, la creazione, forse, di una franchigia. Non è detto, perché per adesso i contatti sono con l’Olimpia di Milano. Però c’è questa idea di creare la franchigia in un campionato NBA europeo, che attirerà una valanga di soldi da parte della casa madre dell’NBA, ovviamente statunitense, che cofinanzia, che partecipa, che retribuisce in maniera molto ricca chi decide di partecipare, anche se si prende quasi il 50% di quello che poi viene fatto e viene prodotto dalle squadre dell’NBA o della futura NBA europea. Questo è importante da sottolineare: nel senso che hai un ottimo partner che ammortizza costi, ma hai un partner che si prende anche il 50% di quello che tu fai. E anche ieri c’è stata un’importante riunione per quanto riguarda lo sviluppo della situazione dell’NBA. E il Milan è straprotagonista. Attenzione: solo il Milan. L’Inter non è dentro questa storia; l’Inter, al momento, è completamente fuori da questa storia. Le uniche due squadre, diciamo, milanesi in gioco sono l’Olimpia di Milano e l’eventualità del Milan come franchigia. Ovviamente Gerry Cardinale dovrebbe creare la franchigia».
«Il primo fattore è quanto andrà a valere, dentro l’asset Milan, la questione NBA. Ecco: questo è un qualcosa che farà decollare l’asset, perché il valore aumenterà di molto. Quindi lui, portandosi l’NBA dentro, avendo l’NBA — e probabilmente, ecco perché dico che San Donato non dovrebbe vedere lo stadio — ma molto probabilmente a San Donato Gerry Cardinale deve accollarsi anche i soldi per costruire il palazzetto. Perché Santa Giulia non va bene e a ferro di cavallo non funziona, non va bene per questo: hanno bisogno di costruire un palazzetto per l’NBA. Ecco San Donato. Ma lo devi costruire. È vero che l’NBA ti aiuta: non sappiamo se aiuta nella costruzione delle infrastrutture, ma può essere che poi ti possa aiutare; comunque, sempre il 50% di quello che produce vuole. Finisce dentro l’asset del Milan, l’asset si gonfia, perché è un’operazione che vale un sacco di soldi. Guardate gli sponsor dietro: c’è Nike, c’è Amazon, ci sono dei big player che nell’NBA entrano in gioco, nel calcio molto meno. Quindi lui ha capito — lui che tra l’altro vive in questo mondo molto più vicino dell’NBA rispetto al calcio — ha capito che può fare un boost di valore mettendo l’NBA dentro. È chiaro? Quindi: stadio più NBA, bene. Qual è il problema? La sua percentuale e il debito. Perché al momento lui ha il 100%, ma prima o poi dovrà saldare; prima o poi dovrà tirar fuori di tasca sua tanti soldi: 600 per fare lo stadio, 600-700 per chiudere il debito, più 200 almeno per fare un palazzetto che dovrebbe costare — credo — intorno ai 300-400 milioni, con l’aiuto o meno dell’NBA».


Per l’amor del Cielo, lasciamo perdere i circhi !!