
Così Peppe Poeta ha commentato la vittoria con l’Efes: “Super contento e orgoglioso di questa squadra. Dopo una partenza lenta, siamo tornati con la difesa e con la voglia di vincere, rifiutandoci di perdere. Sono contento di aver fatto un piccolo regalo di compleanno all’Olimpia, per la proprietà e per i tifosi, che oggi sono stati un fattore. Sono contento dell’attitudine da capitano di Shields, anche se non segnando, ma ha difesa ed ha aiutato i compagni”.
Scelta di Bolmaro e Guduric da play: “Avevamo bisogno di aggressività ed i loro esterni ci avevano fatto tanto male nel primo quarto. Ha pagato, ma sono stati bravi i ragazzi, non tanto la mia scelta”.
L’importanza di Bolmaro: “È il nostro miglior difensore, è contagioso. Un giocatore molto importante, anche Guduric ha fatto una grande partita”
La clamorosa partita di Brooks: “Partita incredibile, merito anche della squadra. Lui sta giocando da Dio, non lo tolgo mai infatti, ma la squadra gioca per lui e lo aiuta, si sta mettendo a disposizione di questo suo momento magico. Rimbalzi? È sottovalutato rimbalzista, ha un grande timing”.
Subito i cambi nel primo tempo, poi mani addosso: “Abbiamo sofferto tutto nel primo tempo, in tutte le situazioni, poi abbiamo alzato l’aggressività è stata la chiave della partita”.
Nebo parte sempre dalla panchina: “L’idea è quello di non fargli giocare più di 21/22 minuti e vogliamo non stressarlo troppo, perché è molto importante. Per questo partiamo con Booker, che ha fatto partite importanti, anche se ora è un po’ in calo”.
Tenere Brooks in estate: “Lo vogliamo tutti, la proprietà si sta muovendo. Ce lo auguriamo tutti”.
Un gruppo molto compatto: “È la cosa di cui sono più orgoglioso. SI supportano a vicenda, la panchina è sempre in piedi. Mi piace lo spirito che si sta creando e dobbiamo continuare così”.
Guduric migliorato con gerarchie più chiare: “Sta giocando da glue guy, facendo anche canestri importanti. Si sta mettendo a disposizione della squadra, in base a quello che serve, in attacco o in difesa. Non vedo l’ora torni anche Tonut, così posso dargli rotazioni a lui e Shavon, perché potrebbero andare in difficoltà”.


La difesa!
Francamente questa volta potrei sbagliarmi, penso di sapere quello che ho visto, ma non ne sono sicuro – anche perché la tv non permette di seguire l’azione come vorresti, ovviamente.
A me è sembrato che tutti i nostri giocatori, per quanto loro possibile, e spesso con successo, ci tenessero a tenere il proprio uomo, ed evitassero di fare il cambio sistematico da programma, tutte le volte che per sistema si trovavano vicini al lungo che avrebbe dovuto sostituirli.
Come dire: non c’è bisogno di fare quel cambio, e non è utile…
La loro applicazione lo ha dimostrato. Almeno stasera.
È successo di sicuro almeno tre o quattro volte, che ricordi io, che i nostri esterni sono restati col proprio accoppiamento, anche se erano stati portati vicini all’uomo del cambio.
Su un meccanismo vecchio e forse non più adeguato, quello del cambio sistematico, s’è quindi innestata un’energia, un’applicazione, una volontà nuova e determinante, almeno nel secondo tempo di questa partita.
Sono le due facce di Poeta allenatore?
L’attaccamento ai canoni dell’allenatore che ammira e al quale deve tutto da un lato, l’infusione di un fluido che ha liberato tutti da una gabbia opprimente, restituendo ai giocatori la preziosa energia di cui dispongono in quanto atleti competitivi.
In questo momento le due tendenze mi sembrano in equilibrio tra loro, ma non c’è dubbio che come tutti gli adolescenti che ambiscono a farcela, Poeta dovrà liberarsi della fascinazione del padre, e credere nella linea che in questo momento indubitabilmente sembra capace di dare, sul piano dell’energia più che su quello tecnico.
I terzi quarti decisivi per noi, la capacità di affrontare le partite in salita, tranne che a Bologna – ma lì s’era messa troppo in discesa e tutti avevano mollato senza potere poi più recuperare – sono segni di un momento nuovo e sconosciuto, il cui simbolo più potente è lo sbocciare prepotente di Brooks, sempre più padrone dei proprio mezzi, sempre più convinto del potere del suo gioco!
Alleluja Olimpia!
Nel primo tempo sono stati massacrati dal cambio sistematico. Il loro lungo saliva a bloccare, cambio subito e molto poco intenso e poi partiva la rumba che ci ha fatto prendere 50 punti.
Nella ripresa invece si è cambiato il modo di difendere il pick & roll e il loro attacco è andato a rotoli
Non esiste il cambio sistematico, è l’attacco che sul p&r cerca il cambio favorevole per accoppiare lungo-esterno e viceversa, e se c’è un cambio è per bravura dell’attacco e incapacità del difensore di passare “sopra” il blocco. O pensi veramente che la difesa accoppi sistematicamente e volontariamente il lungo con l’handler?!?
Nel secondo tempo si è semplicemente giocato con più grinta e piegando le gambe, la presenza di Bolmaro e Guduric è fondamentale nel contrastare i p&r, e l’Efes che non ha playmaking ne tanto meno giochi se non appunto p&r e isolamenti si è bloccato! E non a caso il record 6-15 parla chiaro…
A proposito di cambio sul bloccante, Nebo e Booker possono provare a stare contro avversari più piccoli e rapidi, Kai Jones fuori dal pitturato è stato letteralmente distrutto, da Brooks ovviamente ma non solo…
Grandissima vittoria! Il terzo quarto che un tempo era il momento della morte si è magicamente trasformato nel marchio di fabbrica della ciurma del Poeta! Ma guarda un po’… difendiamo, pieghiamo le gambe, mettiamo sangue nella rimonta, Bolmaro traccia la via, Brooks scava la fossa. Come ad Atene il 1 tempo sembra giocato con pesantezza, testa piena di dubbi e stomaco chiuso per il troppo cibo. Negli spogliatoi probabilmente si beve grappa e si esce ruttando, felici, leggeri, invincibili. Bellissima serata al Palalido che echeggia ancora del grido “Si Si Simmenthal”, abbiamo cuore e orgoglio per non piegarci a nessuno. Una nuova speranza è sorta all’orizzonte, giovedì 15 ci si vede per dare conferme, forza Olimpia
Oh yeah! ☺️
Guduric,quando porta palla,lascia sempre li’ qualcosa.E’ anche vero che quando serve esserci,è sempre il rpimo a suonare la carica
Quelli come Guduric è sempre meglio averli in squadra che contro
Direi che l’orribile primo tempo non conta perché può succedere a tutte le squadre. Conta invece la reazione nel secondo e la scelta di non affidarsi a Shields per ribaltare la gara ed in questo darei merito anche a Shields che ha capito ( ricordo un tiro da tre scaricato Brooks) cosa serviva in quel momento.
Quando hai quasi a pieno regime Nebo, Guduric, Bolmaro, Leday, Shields e il tornado Brooks si vede una bella squadra. Grazie a chi li ha scelti e a chi li fa giocare bene insieme.
Solo due attenzione per non esaltarsi troppo: l’Efes poca cosa se messo alle strette e le rotazioni corte funzionano bene ma la stagione è ancora lunga e ci starei un po attento. È anche vero che lo stesso Efes ha vinto 2 euroleghe facendo giocare Micic e Larkin sempre più di 30 minuti.
…le Cinque Giornate di Armoni Milano..dal canestro sulla sirena, contro Udine..a Dominatore Assoluto contro Panathinaikos ed Efes ( 55 punti )