11 thoughts on “Con l’Efes una nuova occasione. E, dopo Totè, diciamo “ADESSO BASTA””
Ti preeego Maggi, Queen Ellis si pronuncia quin non qin…..season-high si pronuncia sison-hai non sison-haig, mi stupisce che qualche tuo amico …..; ……è proprio brutto da sentire
Caricamento...
Il titolo mi aveva fatto credere e sperare che il “basta!” fosse rivolto agli acquisti insensati, come Totè o Sestina, ma anche Dunston – mi dispiace dirlo perché so che qui molti lo apprezzano – ma mettendo insieme i soldi di quelli che non giocano mai, neanche quando ci sarebbe bisogno e opportunità, si aggiungerebbe alla squadra un tassello di valore – di cui peraltro ci sarebbe bisogno, sia per proteggersi dal logorio di chi gioca troppo, sia per dare quella solidità di prestazioni che al momento manca.
Non si capisce, per esempio, come mai avendo in casa un Suigo, vai a prendere un Totè – che pure a me piace: ma per non farlo giocare per non farlo giocare, almeno il giovanissimo impara allenandosi coi grandi, e cresce. In casa.
Brown ha fatto un’ottima partita, ha del potenziale, ma anche tante fragilità, dovute all’età e al chilometraggio in carriera, e qualche difetto.
Ma soprattutto non si gettano le fondamenta di una squadra di successo, prendendo solo giocatori rodati o anziani.
Ellis è stato certamente una trovata, anche buona, ma senza l’infortunio e il disappunto di Brown, non sembrava avesse lo spazio e la pazienza per rivelarsi come poi invece per fortuna ha fatto.
Non è stata finora una squadra per giovani,ma invece l’Olimpia dovrebbe tornare a essere una squadra da rivelazioni, visto che sebbene spenda tanto, francamente non può competere per il titolo contro i paperoni che se lo contendono.
Ma una permanenza solida nel secondo round di EL, con qualche puntata sporadica nell’F4, con una bella squadra di giovani insieme agli affermati che ci possiamo permettere, non sarebbe male.
Qualcosa come lo Zalgiris o il Baskonia, ma col lusso aggiuntivo di avere i Guduric, Shields e Nebo…
Lo dico perché è ormai ovvio che Poeta, senza essere al momento niente più che un candidato alla panchina sotto scrutinio, ha certamente liberato delle energie che la squadra possiede, che erano soffocate, che stanno portando risultati. Quindi la qualità c’è, ma c’è anche la difficoltà, sotto forma di vuoti di concentrazione, che mostra che insieme ai soldi che quella qualità hanno comprato, c’è stata anche l’incapacità di creare un nucleo solido attorno ai campioni, un misto di giovani alla Ellis e di trentenni affidabili e maturi, che reggano il campo.
Imbottirsi invece di giocatori inutili, con tutto il rispetto per la persona giocatore, anche basta!
Pensavo si parlasse di questo…
Caricamento...
@palmasco. Ma tu sei sicuro che Suigo sarebbe rimasto a Milano per giocare poco o niente? Non puoi pensare che magari sia stata una sua scelta quella di andare a giocare in un campionato diverso per poi approdare l’anno prossimo in USA? Spesso critichiamo le scelte di mercato senza porci il dubbio che alcune di queste siano forzate. Punter andò via per scelta o perchè andò a prendere più soldi a Belgrado? Lo stesso Leday fece la stessa scelta perchè lo mandarono via o per monetizzare? E se andasse via Brooks sarebbe colpa dell’Olimpia? Per firmare un contratto bisogna essere in due. Brooks ha 28 anni e se a fine anno qualche squadra gli offrisse due/tre anni di super-contratto, magari in una delle contender con possibilità anche di vincere la EL cosa dovrebbe fare lui e cosa potrebbe fare Milano? Hall lo scorso anno? Oppure TJ Shorts al Pana? I giocatori sono professionisti. Cercano di guadagnare più possibile e se riescono anche di vincere. E le società devono stare a questo “gioco”.
Caricamento...
Leday fu mandato via per scelta di Messina che prese Mitoglou al suo posto. Fosse dipeso dal giocatore sarebbe rimasto. Non cambiare la realtà per portare il discorso a tuo favore.
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Ciao Paolo, Punter era free agent e, Messina, decise di non pareggiare l’offerta del Partizan…mentre, riguardo a LeDay, ( che era sotto contratto con Milano, avendo firmato un 1 + 1 ) Messina decise di esercitare la clausola di uscita, ingaggiando fin da subito Mitoglou e poi, successivamente, Melli.
Caricamento...
Sull’ingaggio di Brooks bisogna ricordarsi la storia che ci permette di avere un quadro di riferimento.
L’Italia negli ultimi anni , nel calcio ma sopratutto nel basket conta poco sia come risultati, sia come organizzazione, sia come aspetti fiscali, sia come immagine. I tempi di Rubini, Bognocelli, Peterson ect sono finiti da un pezzo. Ci rimane solo un grande sponsor a Milano con una piccola piazza ed una grande piazza a Bologna con un piccolo sponsor.
I giocatori lo sanno e se vogliono vincere vanno via e se vogliono guadagnare lo stesso. Poi ci sono eccezioni che durano lo spazio di una estate ma poi non siamo in grado di reggere economicamente un progetto su più anni. Non è colpa di nessuno , è un sistema fatto male a partire dalla Gazzetta che relega tutti gli sport minori alle pagine finali.
A partire da Langford poi Jerrells e via via finendo con Mirotic non siamo riusciti a tenerne uno. Poi troviamo pure un colpevole e Messina ci serve ancora come capro espiatorio ma anche Banchi/Proli non sono riusciti nell’impresa.
Certo poi possiamo illuderci che Suigo e company sarebbe stata una soluzione ma qui mi cadono le braccia.
Ho ragione, ho torto? Non so ma quando vedo il Palalido mezzo vuoto propendo per la prima soluzione.
Vogliamo prezzi bassi, ingaggi forti ed un paperone che copre i buchi.
Sul mercato: se sei un dirigente fai la spesa da Eataly , altrimenti vai al Despar e li non trovi i biscotti di marca, magari un offerta 2 per 3.
Caricamento...
@Paolo
Mi sembra evidente che nei confronti di Totè ci sia l’indifferenza più totale, sul suo apporto, sulla sua carriera, che però interesserebbe anche la nazionale.
Ben diversa ovviamente sarebbe stata la situazione di Suigo, per il quale l’interesse di una crescita sarebbe stato forte.
I centri maturano più tardi degli altri giocatori, anche perché giocano meno palloni, quindi un apprendistato di allenamenti in squadra con Nebo e altri campioni, sarebbe stato molto proficuo per lui e per noi, avendolo in casa.
Senza contare il fatto che dato l’interesse forte per la sua crescita, magari sarebbero riusciti a offrirgli spazi di gioco reale.
Insomma mi sembra che a volerlo tenere, ci sarebbero state le condizioni per invogliarlo.
Certo, è più facile far credere che la volontà di andare sia sua, com’è stato fatto per altri, salvo poi subire smentite alla Gallinari, ma ormai tutto un gioco di parola contro parola, in cui si crede soltanto a chi si vuol credere, quindi vale poco.
Punter è sfuggito per qualche centinaio di migliaia di dollari, come in un film di Leone, da un club che allora spendeva 30M a stagione: è stata una scelta difendibile?
Hall sta al centro di un errore che i fatti seguenti hanno dimostrato macroscopico, insieme all’altra colonna Melli.
Loro via a vincere l’EL, noi privati del centro focale dell’impostazione notoriamente difensiva di Messina, a perdere in casa due partite decisive contro Bologna, nell’ultima finale scudetto.
Come se l’allenatore non fosse riuscito a far capire al dirigente l’importanza di due difensori veri nel suo sistema…
Anche se purtroppo erano la stessa persona.
TJ in questo discorso non c’entra niente.
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Mi sembra che come sempre si affrontano le discussioni su qualsiasi argomento tendendo a trovare sempre un unico colpevole ossia la società, meglio ancora se nelle vesti di Messina.
Mi piacerebbe capire dove sarebbero tutte queste squadre di EL che valorizzano i giovani che provengono dal proprio settore giovanile, o, più in generale, dove sarebbero tutte queste squadre di EL che si pretende giochino come minimo i playin ma che dovrebbero giocare stabilmente i playoff che sono caratterizzate dalla presenza a roster di giovani a cui concedono abbondante spazio. Detto che già Milano per questa stagione ha fatto la scommessa Ellis nel ruolo di play, anni 22 alla prima esperienza in EL.
Suigo vuole andare in NBA, aspetta solo la chiamata di là dall’oceano e quindi l’Olimpia non ha attualmente alcun interesse a far crescere un prospetto per vederlo andar via tra un anno. Suigo ha scelto di seguire un ben preciso percorso, l’Olimpia non può far altro che accettarne la decisione.
A Brooks la società proporrà sicuramente il rinnovo di contratto, come l’ha proposto a Langford, a Jerrels, a Punter, a Melli, ad Hall, a Mirotic, al Chacho, a chiunque avesse performato in maglia biancorossa. Però non è come quando si va al supermercato e si compra ciò che si vuole, le trattative qui sono caratterizzate da due parti dove ciascuna vuol fare i propri interessi, quindi se il giocatore per qualsiasi motivo vuole andare altrove la società poco può farci. Stessa cosa accaduta con Guduric, dove il Fener ha pareggiato l’offerta di Milano ma il giocatore ha risposto “no grazie, voglio andar via dalla Turchia”.
La società fa una propria valutazione del valore di un giocatore, se Milano valuta Brooks 1 e arriva qualcuno che lo strapaga e gli offre 2 non si capisce perchè Milano debba obbligatoriamente pareggiare l’offerta ed arrivare anch’essa a 2, come successo un paio di anni fa con Thompson che pareva già preso da Milano salvo poi esser arrivata l’offerta fuori mercato dell’Efes e quindi tutto salta.
A giugno scadono Shields, Nebo, Brooks, Leday (magari altri ancora?) non penso di certo che Milano prolungherà tutti al rialzo…
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Povero Cap.
Squadre che valorizzano i propri giovani?
Zalgiris. Baskonia. Real Madrid. Barcellona.
Bastano? Sono abbastanza importanti?
O parli solo perché hai davanti una tastiera e qualche dito libero?
Sul resto non rispondo neanche.
Ciao.
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Non rispondere, non ho alcun interesse della tua risposta.
Anche perchè l’unica che hai dato era meglio non l’avessi scritta, buttata lì così, senza contestualizzare, con la tua solita supponenza di quello che ne sa più di tutti e capisci solo tu di basket e di come si deve gestire una società professionistica, un gruppo squadra e via dicendo.
Ciao.
Caricamento...
Succede così: Olimpia Milano individua i giocatori da cui ripartire la prossima stagione, qualcuno ha già il contratto, altri sono da rifirmare, chi accetta bene, se no, se ne fa a meno……ogni anno è così, il mercato lo subiamo, non lo dettiamo; certo, se queste sono le condizioni, è difficile costruire “solide realtà”, parafrasando Roberto Carlino (cit. spot Immobildream)
Ti preeego Maggi, Queen Ellis si pronuncia quin non qin…..season-high si pronuncia sison-hai non sison-haig, mi stupisce che qualche tuo amico …..; ……è proprio brutto da sentire
Il titolo mi aveva fatto credere e sperare che il “basta!” fosse rivolto agli acquisti insensati, come Totè o Sestina, ma anche Dunston – mi dispiace dirlo perché so che qui molti lo apprezzano – ma mettendo insieme i soldi di quelli che non giocano mai, neanche quando ci sarebbe bisogno e opportunità, si aggiungerebbe alla squadra un tassello di valore – di cui peraltro ci sarebbe bisogno, sia per proteggersi dal logorio di chi gioca troppo, sia per dare quella solidità di prestazioni che al momento manca.
Non si capisce, per esempio, come mai avendo in casa un Suigo, vai a prendere un Totè – che pure a me piace: ma per non farlo giocare per non farlo giocare, almeno il giovanissimo impara allenandosi coi grandi, e cresce. In casa.
Brown ha fatto un’ottima partita, ha del potenziale, ma anche tante fragilità, dovute all’età e al chilometraggio in carriera, e qualche difetto.
Ma soprattutto non si gettano le fondamenta di una squadra di successo, prendendo solo giocatori rodati o anziani.
Ellis è stato certamente una trovata, anche buona, ma senza l’infortunio e il disappunto di Brown, non sembrava avesse lo spazio e la pazienza per rivelarsi come poi invece per fortuna ha fatto.
Non è stata finora una squadra per giovani,ma invece l’Olimpia dovrebbe tornare a essere una squadra da rivelazioni, visto che sebbene spenda tanto, francamente non può competere per il titolo contro i paperoni che se lo contendono.
Ma una permanenza solida nel secondo round di EL, con qualche puntata sporadica nell’F4, con una bella squadra di giovani insieme agli affermati che ci possiamo permettere, non sarebbe male.
Qualcosa come lo Zalgiris o il Baskonia, ma col lusso aggiuntivo di avere i Guduric, Shields e Nebo…
Lo dico perché è ormai ovvio che Poeta, senza essere al momento niente più che un candidato alla panchina sotto scrutinio, ha certamente liberato delle energie che la squadra possiede, che erano soffocate, che stanno portando risultati. Quindi la qualità c’è, ma c’è anche la difficoltà, sotto forma di vuoti di concentrazione, che mostra che insieme ai soldi che quella qualità hanno comprato, c’è stata anche l’incapacità di creare un nucleo solido attorno ai campioni, un misto di giovani alla Ellis e di trentenni affidabili e maturi, che reggano il campo.
Imbottirsi invece di giocatori inutili, con tutto il rispetto per la persona giocatore, anche basta!
Pensavo si parlasse di questo…
@palmasco. Ma tu sei sicuro che Suigo sarebbe rimasto a Milano per giocare poco o niente? Non puoi pensare che magari sia stata una sua scelta quella di andare a giocare in un campionato diverso per poi approdare l’anno prossimo in USA? Spesso critichiamo le scelte di mercato senza porci il dubbio che alcune di queste siano forzate. Punter andò via per scelta o perchè andò a prendere più soldi a Belgrado? Lo stesso Leday fece la stessa scelta perchè lo mandarono via o per monetizzare? E se andasse via Brooks sarebbe colpa dell’Olimpia? Per firmare un contratto bisogna essere in due. Brooks ha 28 anni e se a fine anno qualche squadra gli offrisse due/tre anni di super-contratto, magari in una delle contender con possibilità anche di vincere la EL cosa dovrebbe fare lui e cosa potrebbe fare Milano? Hall lo scorso anno? Oppure TJ Shorts al Pana? I giocatori sono professionisti. Cercano di guadagnare più possibile e se riescono anche di vincere. E le società devono stare a questo “gioco”.
Leday fu mandato via per scelta di Messina che prese Mitoglou al suo posto. Fosse dipeso dal giocatore sarebbe rimasto. Non cambiare la realtà per portare il discorso a tuo favore.
Ciao Paolo, Punter era free agent e, Messina, decise di non pareggiare l’offerta del Partizan…mentre, riguardo a LeDay, ( che era sotto contratto con Milano, avendo firmato un 1 + 1 ) Messina decise di esercitare la clausola di uscita, ingaggiando fin da subito Mitoglou e poi, successivamente, Melli.
Sull’ingaggio di Brooks bisogna ricordarsi la storia che ci permette di avere un quadro di riferimento.
L’Italia negli ultimi anni , nel calcio ma sopratutto nel basket conta poco sia come risultati, sia come organizzazione, sia come aspetti fiscali, sia come immagine. I tempi di Rubini, Bognocelli, Peterson ect sono finiti da un pezzo. Ci rimane solo un grande sponsor a Milano con una piccola piazza ed una grande piazza a Bologna con un piccolo sponsor.
I giocatori lo sanno e se vogliono vincere vanno via e se vogliono guadagnare lo stesso. Poi ci sono eccezioni che durano lo spazio di una estate ma poi non siamo in grado di reggere economicamente un progetto su più anni. Non è colpa di nessuno , è un sistema fatto male a partire dalla Gazzetta che relega tutti gli sport minori alle pagine finali.
A partire da Langford poi Jerrells e via via finendo con Mirotic non siamo riusciti a tenerne uno. Poi troviamo pure un colpevole e Messina ci serve ancora come capro espiatorio ma anche Banchi/Proli non sono riusciti nell’impresa.
Certo poi possiamo illuderci che Suigo e company sarebbe stata una soluzione ma qui mi cadono le braccia.
Ho ragione, ho torto? Non so ma quando vedo il Palalido mezzo vuoto propendo per la prima soluzione.
Vogliamo prezzi bassi, ingaggi forti ed un paperone che copre i buchi.
Sul mercato: se sei un dirigente fai la spesa da Eataly , altrimenti vai al Despar e li non trovi i biscotti di marca, magari un offerta 2 per 3.
@Paolo
Mi sembra evidente che nei confronti di Totè ci sia l’indifferenza più totale, sul suo apporto, sulla sua carriera, che però interesserebbe anche la nazionale.
Ben diversa ovviamente sarebbe stata la situazione di Suigo, per il quale l’interesse di una crescita sarebbe stato forte.
I centri maturano più tardi degli altri giocatori, anche perché giocano meno palloni, quindi un apprendistato di allenamenti in squadra con Nebo e altri campioni, sarebbe stato molto proficuo per lui e per noi, avendolo in casa.
Senza contare il fatto che dato l’interesse forte per la sua crescita, magari sarebbero riusciti a offrirgli spazi di gioco reale.
Insomma mi sembra che a volerlo tenere, ci sarebbero state le condizioni per invogliarlo.
Certo, è più facile far credere che la volontà di andare sia sua, com’è stato fatto per altri, salvo poi subire smentite alla Gallinari, ma ormai tutto un gioco di parola contro parola, in cui si crede soltanto a chi si vuol credere, quindi vale poco.
Punter è sfuggito per qualche centinaio di migliaia di dollari, come in un film di Leone, da un club che allora spendeva 30M a stagione: è stata una scelta difendibile?
Hall sta al centro di un errore che i fatti seguenti hanno dimostrato macroscopico, insieme all’altra colonna Melli.
Loro via a vincere l’EL, noi privati del centro focale dell’impostazione notoriamente difensiva di Messina, a perdere in casa due partite decisive contro Bologna, nell’ultima finale scudetto.
Come se l’allenatore non fosse riuscito a far capire al dirigente l’importanza di due difensori veri nel suo sistema…
Anche se purtroppo erano la stessa persona.
TJ in questo discorso non c’entra niente.
Mi sembra che come sempre si affrontano le discussioni su qualsiasi argomento tendendo a trovare sempre un unico colpevole ossia la società, meglio ancora se nelle vesti di Messina.
Mi piacerebbe capire dove sarebbero tutte queste squadre di EL che valorizzano i giovani che provengono dal proprio settore giovanile, o, più in generale, dove sarebbero tutte queste squadre di EL che si pretende giochino come minimo i playin ma che dovrebbero giocare stabilmente i playoff che sono caratterizzate dalla presenza a roster di giovani a cui concedono abbondante spazio. Detto che già Milano per questa stagione ha fatto la scommessa Ellis nel ruolo di play, anni 22 alla prima esperienza in EL.
Suigo vuole andare in NBA, aspetta solo la chiamata di là dall’oceano e quindi l’Olimpia non ha attualmente alcun interesse a far crescere un prospetto per vederlo andar via tra un anno. Suigo ha scelto di seguire un ben preciso percorso, l’Olimpia non può far altro che accettarne la decisione.
A Brooks la società proporrà sicuramente il rinnovo di contratto, come l’ha proposto a Langford, a Jerrels, a Punter, a Melli, ad Hall, a Mirotic, al Chacho, a chiunque avesse performato in maglia biancorossa. Però non è come quando si va al supermercato e si compra ciò che si vuole, le trattative qui sono caratterizzate da due parti dove ciascuna vuol fare i propri interessi, quindi se il giocatore per qualsiasi motivo vuole andare altrove la società poco può farci. Stessa cosa accaduta con Guduric, dove il Fener ha pareggiato l’offerta di Milano ma il giocatore ha risposto “no grazie, voglio andar via dalla Turchia”.
La società fa una propria valutazione del valore di un giocatore, se Milano valuta Brooks 1 e arriva qualcuno che lo strapaga e gli offre 2 non si capisce perchè Milano debba obbligatoriamente pareggiare l’offerta ed arrivare anch’essa a 2, come successo un paio di anni fa con Thompson che pareva già preso da Milano salvo poi esser arrivata l’offerta fuori mercato dell’Efes e quindi tutto salta.
A giugno scadono Shields, Nebo, Brooks, Leday (magari altri ancora?) non penso di certo che Milano prolungherà tutti al rialzo…
Povero Cap.
Squadre che valorizzano i propri giovani?
Zalgiris. Baskonia. Real Madrid. Barcellona.
Bastano? Sono abbastanza importanti?
O parli solo perché hai davanti una tastiera e qualche dito libero?
Sul resto non rispondo neanche.
Ciao.
Non rispondere, non ho alcun interesse della tua risposta.
Anche perchè l’unica che hai dato era meglio non l’avessi scritta, buttata lì così, senza contestualizzare, con la tua solita supponenza di quello che ne sa più di tutti e capisci solo tu di basket e di come si deve gestire una società professionistica, un gruppo squadra e via dicendo.
Ciao.
Succede così: Olimpia Milano individua i giocatori da cui ripartire la prossima stagione, qualcuno ha già il contratto, altri sono da rifirmare, chi accetta bene, se no, se ne fa a meno……ogni anno è così, il mercato lo subiamo, non lo dettiamo; certo, se queste sono le condizioni, è difficile costruire “solide realtà”, parafrasando Roberto Carlino (cit. spot Immobildream)