
«Olimpia di ferro» titola la Gazzetta dello Sport oggi in edicola a pagina 58. «LeDay e Brooks. Rimonta finale. Milano più forte delle assenze. Trento lotta e a 4 minuti dalla fine è davanti poi cede. Poeta: “Mercato? Siamo vigili…”».
Leggiamo Andrea Buongiovanni: «Milano, a un passo dal baratro, rialza la testa. E lo fa con orgoglio. Superando in volata una Trento mai doma.
La squadra ora guidata da Peppe Poeta (anzi, da “coach P”, come lo chiama un decisivo Zach LeDay), in ritardo di 4 punti a 4’00” dal termine, è più forte degli infortuni e della stanchezza.
A referto vanno solo nove uomini (più tre under 19) e giocano in otto, con Toté rimasto in fondo alla panchina e Dunston escluso per turnover. Sono gli stessi visti 46 ore prima a Vitoria, in Eurolega: meno Brown, che in Spagna, al rientro, s’è fatto male alla spalla destra. Insomma: in molti, in casa biancorossa, soprattutto tra gli esterni, sono costretti agli straordinari».

