L’ultimo “Canto del Gallo” non sarà in biancorosso. Danilo Gallinari, poteva andare diversamente

Alessandro Maggi 21

L’ultimo canto del “Gallo” non sarà in biancorosso, ma in azzurro. E’ una notizia che mette la parola fine ad un sogno che viveva dal 2008

Danilo Gallinari

L’ultimo canto del “Gallo” non sarà in biancorosso, ma in azzurro. E’ una notizia che mette la parola fine ad un sogno che, per molti tifosi di Olimpia Milano, viveva dall’estate 2008, quando Danilo Gallinari volò verso la NBA.

78 gare nel biennio 2006-2008, quindi le 8 del 2011. Non ci saranno altre aggiunte per l’uomo che, con 777 partite disputate, rappresenta la più grande eccellenza per il nostro sport in NBA.

Nessuno è stato come lui, non sappiamo se qualcuno lo sarà in futuro. Di certo, con l’Olimpia Milano è una storia che probabilmente non meritava un finale così remoto. Ma sono scelte.

Danilo Gallinari vive con la famiglia a Miami, Portorico è a tre ore di volo al massimo, e Bayamon è ad una quindicina di chilometri dalla capitale San Juan. Dove, coincidenza o semplice curiosità, ha giocato sino ad ora l’ultima gara ufficiale con la Nazionale nel Preolimpico fallimentare di luglio. 

Lo avevamo detto, la famiglia era un vincolo fondamentale, e ci mancherebbe, e il prossimo Eurobasket il probabile scenario per l’ultimo ballo. Anzi, l’ultimo canto. E ora ne abbiamo la certezza. 

Poteva andare diversamente, perché da anni Danilo Gallinari confermava la volontà di chiudere la carriera al Forum. Forte anche del legame con Giorgio Armani. Ma all’avvicinarsi del momento propizio quella certezza ha perso peso.

In estate Danilo Gallinari ha precisato subito che la sua volontà era attendere una chiamata NBA. L’ultima. Lui che per l’azzurro, per l’amore per l’azzurro, si era giocato la grande chance con i Celtics nel 2022.

Fu una disdetta, che confermava però la generosità di un ragazzo spesso, ingiustamente, disegnato con i forti colori dell’altezzosità. Non ha avuto quello che il suo talento meritava Danilo Gallinari.

Soprattutto, non ha avuto vittorie. E anche in quel caso, scegliendo ora Milano, sarebbe potuta andare diversamente. Ma la verità è che, un contatto tra le parti non c’è mai stato. Danilo aveva già palesato il suo desiderio. Che non era più Milano.

Poteva andare diversamente, un ultimo canto in biancorosso sarebbe stato meraviglioso epilogo. Ma per l’Olimpia Milano Danilo Gallinari resta un vanto, e al Forum in futuro sarà celebrato. Come una leggenda.

21 thoughts on “L’ultimo “Canto del Gallo” non sarà in biancorosso. Danilo Gallinari, poteva andare diversamente

  1. Sveglia Maggi sveglia …. Gallinari ha più volte ripetuto.che la sua vita è in America con la sua famiglia e chiunque lo stesse aspettando non lo ha rispettato , non ha rispettato il suo desiderio di stare al di là dell’oceano . Molto più grave che sperassero fosse diversamente i dirigenti di Milano che dormono senza nemmeno ammettere che è finito il budget . Così non fosse sarebbe criminale l’assoluto immobilismo a rischio di buttare tutto a la mierda.

  2. “Mette fine al sogno”…….il sogno di chi? Il sogno di ROM forse…il sogno di Maggi? Bene, buona cavalcata con i vaqueros D. Gallinari

  3. Corretto DOC,per quale assurdo motivo dovrebbe essere considerato un vanto questo signore che ha giocato solo 86 partite in biancorosso senza peraltro farci vincere una mazza?

    Non e’ che per caso il signor Maggi voleva fare riferimento al padre ( Vittorio) e per un errore di battitura e’ venuto fuori il di lui figlio Danilo?

    E poi leggenda di cosa,per aver preso per il culo tutto il popolo biancorosso e per essersi seduto qualche volta al forum accanto al buon G.Armani?

    Signor Maggi lei un giorno ci dovrebbe piuttosto spiegare con calma i motivi di tutta questa incessante campagna pro Gallinari miseramente arenatasi sulle spiagge di Porto Rico.

    I fatti ,perché solo questi contano,hanno dimostrato con estrema chiarezza fino all’ultimo che a questo giovanotto dei nostri colori non e’ mai importato un caz…

    Ce ne faremo una ragione.

    Ed ora speriamo di non essere pure aggiornati sulle sue gesta nell’isoletta caraibica,sarebbe veramente troppo.

  4. Direi che l’abbiamo scampata. Del resto il buon Danilo, che ha saputo monetizzare come nessun altro i suoi pochi minuti sui parquet, ha sempre dichiarato di voler finire di giocare e poi vivere in America. Fatto.

    1. Il Gallo può piacere o meno, ma scrivere assurde e false idiozie come quella che nella sua carriera avrebbe giocato pochi minuti, significa essere in malafede. Oltre a dimostrare la propria ignoranza cestistica. Come nel tuo caso.

  5. Beh signori, un po’ di sana obbiettività: stiamo parlando del più grande talento del basket italiano senza dubbio alcuno. La sua carriera in NBA, dove ha giocato molto di più dei pochi minuti che qualcuno paventa, lo dimostra inequivocabilmente. Delle scelte di vita delle persone, poi, forse non è il caso di giudicare. Ultimamente ha subito diversi infortuni che sicuramente a 36 anni, ne hanno limitato le possibilità: consoliamoci pensando che in questo momento, forse, non sarebbe più stato così utile alla causa. Ma sulle capacità ed il talento del giocatore a mio parere non si discute. Certo non ha vinto l’anello, come d’altronde è capitato a moltissimi campioni anche più grandi di lui. Ma non credo che qualcuno sano di mente baratterebbe un’esperienza simile a quella fatta da Gallinari in NBA con uno scudettino in LBA. E non soltanto per motivi economici (che pure hanno, giustamente, il loro peso).

  6. In effetti sorprende questa retorica, il parlare di leggenda, per un giocatore che per Milano ha contato relativamente poco.
    Anche in NBA é stato uno dei tanti.
    Per fortuna ha deciso di chiudere la sua carriera altrove, risparmiandoci l’ingaggio di un altro ferro vecchio, con rispetto parlando.
    Buona fortuna a lui e Forza Olimpia!

    1. Mancherebbe solo questo .. concordo .. già abbiamo visto giocatori del recente passato essere inseriti nella HoF con meriti infinitamente inferiori a molti altri .. sono sincero non me lo aspettavo un comportamento del genere .. sarò ingenuo o vecchio stile, ma un certo qual attaccamento alla maglia o quel minimo di riconoscenza che credevo fossero ancora esistenti proprio non gli appartengono.
      Pur riconoscendogli capacità e libertà di decidere del proprio futuro credo che la sua scelta sia stata dettata dalla speranza di entrare nella NBA ancora una volta e il contratto con quella squadra probabilmente conterrà una clausola di way out che l’Olimpia non poteva accettare.

      Piuttosto vediamo se si riesca a prendere qualcuno

      Un saluto Luca e forza Olimpia

  7. che poi di censurabile e’ solo il provinciale ed astuto comportamento della società, far finta di perder tempo non comprando poi nessuno di valore, ricordo che il buon Danilo ha segnato oltre 12000 punti in nba, non certo pochi minuti, e che comunque fa bene a rimanere vicino alla famiglia.

  8. Penso che il Gallo vanti il record mondiale dei soldi guadagnati (tanti) rispetto ai titoli vinti (zero). Lo sportivo italiano che probabilmente ha guadagnato più soldi assieme a Valentino Rossi, ed entrambi verranno superati da Sinner. Ma Vale 46 ha vinto tantissimo, Jannik sta rimpinguando il palmares una settimana dopo l’altra, mentre sul podio dei più ricchi Gallo 8 è un perdente seriale.

    Dunque non vedevo come un sogno il suo ritorno a casa, ma come una minaccia, per cui sono contento che non sia venuto a concludere la carriera in Olimpia perchè Danilo passa troppi mesi l’anno in injury list, in cambio e avrebbe occupato tanto budget perchè non sarebbe certo venuto a gratis.

    Auguri per il finale della sua sterile quanto assai proficua carriera, ovunque sia.

  9. Penso che sia legittimo da parte sua fare le scelte (professionali e famigliari) che ritiene più opportune.
    Penso che in questo momento vista la mancanza di 4/5 di valore sul mercato poteva essere una opzione. Rischiosa ? Molto, ma se ci fossero state le condizioni (costi bassi, contratto per 6 mesi, verifica medica) io avrei tentato.
    Questa del suo ritorno di cui si parla da anni credo che sia solo una costruzione giornalistica, a domanda fatta più volte lui ha solo risposto evasivamente : sarebbe bello.
    Non credo che la società sia stata ferma aspettando una risposta, ma semplicemente sul mercato non c’è nulla di veramente utile (Bentil dai siamo seri)
    Infine non capisco l’astio nei suoi confronti. Che vi ha fatto?

  10. Gallinari perdente seriale fa ridere e non poco, credo che chiunque di noi pagherebbe per avere 1/100 del suo talento e della sua carriera…
    Ma si sa, da dietro un telefono siamo tutti leoni, anzi Lupi…

    1. Per non essere un perdente seriale devi aver vinto qualcosa. Dati alla mano, il miglior giocatore italiano di ogni epoca è Belinelli, l’unico che può vantare un titolo NBA. Beli mi sta sulle scatole per le sue scorrettezze sul parquet e il suo tiro da tre a gamba levata, però ha vinto negli States e poi ha vinto con la Virtus Bo.

      Gallinari grande talento ma cos’ha vinto? Citami un titolo a caso. Si è fatto ottimamente pagare il suo talento e poi?

      Danilo è un bravo ragazzo, ha messo a posto economicamente la sua famiglia per generazioni, malgrado abbia passato più tempo in injury list che sul parquet. Ha trascorso gran parte della sua carriera in NBA ma non ha vinto una beata mazza.

      I fatti sono questi. Se Armani lo vuole come modello lo prenda alla casa di moda, ma strapagarlo per fare il panda in injury list in casa Olpimpia portando via una fetta di budget importante destinata a giocatori sani anche no grazie.

      1. Quindi secondo il tuo ragionamento Drexler, Barkley, Stockton, Malone, Yao ma anche Lillard, Booker, Mitchell, Young ecc. sono tutti perdenti perché non hanno mai vinto un anello, mentre Belinelli che faceva il comprimario a Parker, Duncan e Ginobili lui si che è un vincente!!!
        Ma dai che non ci credi neanche tu a quello che scrivi…

        Un bambino fin dal minibasket sogna un giorno di giocare in NBA, lui ci è riuscito e l’ha fatto per anni, si è guadagnato una reputazione e si è fatto una famiglia là, chi non l’avrebbe fatto al posto suo? È un problema avere scelto la famiglia piuttosto che vincere una coppa Italia o uno scudetto che non avrebbe certo dato più gloria alla sua carriera? I falliti sono altri…

      2. No so, per me vincente è ben differente da migliore. E gallinari sul campo da basket era senza dubbio migliore.

  11. Vincere è difficile per tutti. A volte ci vogliono congiunzioni astrali favorevoli. Quello però che mi colpisce è che lui non ha mai nemmeno avuto la possibilità di competere per una vittoria, sempre (o quasi) relegato in squadre che non potevano lottare per vincere. Questo secondo me è il segno che non è mai stato considerato un vincente. Poi che sia talentuoso e, nelle ultime stagioni , parecchio informato, è un dato di fatto. Buona fortuna, Danilo!

    1. Diciamo che l’occasione l’avrebbe avuta a Boston se non si fosse infortunato, però al di là di questo un conto è discutere se sia un vincente, altra roba è definirlo perdente seriale

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