
Su Il Foglio, Umberto Zapelloni ha intervistato Nicolò Melli, capitano di Italbasket reduce da una clamorosa stagione con il Fenerbahce.
Questo quanto scritto: «Ecco un assaggio di quel che si diceva all’inizio. Melli guarda avanti. Potrebbe sedersi sulla riva a vedere scorrere i nemici nel fiume,
allargare fieramente le spalle perché lui ha vinto l’Eurolega (e pure lo scudetto e la coppa di Turchia) con il Fener e chi non lo ha più voluto a Milano non ha vinto nulla, invece non affonda il coltello»
L’editoriale de Il Foglio: L’addio sbagliato a Melli
Umberto Zapelloni, su il Foglio, pubblica un editoriale dal titolo: «L’addio sbagliato a Melli». Vi riportiamo alcuni passaggi
Umberto Zapelloni: Perdere Melli rovinerebbe la festa
«Olimpia, dominare in Italia non basta» titola il Foglio in un editoriale firmato da Umberto Zapelloni. Ecco un passaggio
Il Foglio: Se costruisci male le squadre poi i rischi sono questi
Umberto Zapelloni ha lanciato ieri su Il Foglio i playoff di Olimpia Milano, al via oggi con gara-1 contro l’Aquila Trento


Tutte cazzate!
Melli non e’ stato neppure minimamente determinante per le sorti dell’Efes che deve le sue vittorie a ben altri giocatori.
Milano ha perso tutto per una serie di errori ben più gravi della partenza di questo signore.
E Messina ha fatto bene a non farsi prendere per il collo da lui.
Melli effettivamente è stato un comprimario. 4,9 punti a partita.
Beh si, effettivamente non perdi occasione (i tanti articoli che ROM pubblica sull’italico virgulto) per ribadirlo
La tua opinione a tal proposito è abbastanza chiara, ma son sicuro che avrai modo (i tanti articoli che ROM pubblicherà da qui in avanti sull’italico virgulto) per ulteriormente ribadirlo……..ancora!!
aver fatto un megacontratto al mediocre bolmaro questo si un errore, o a dimitrievic, con i soldi due due ahahahah play ti tenevi melli, se una squadra come il fener ha preso melli una ragione ci sarà e poi hanno vinto l’euroleague, melli fa tante piccole cose che molti non vedono, meli unico che poteva limitare shengelia, non lo limiti perdi.
Infatti senza Melli ma con Mirotic non è neanche arrivato lo scudetto salva stagione.
@DLB forse non ha contribuito molto, Melli ma, guarda caso, nelle ultime gare, f4 comprese, il suo minutaggio era aumentato, eccome.
Io a inizio stagione l’avevo detto che separarsi da Melli sarebbe stata una mossa rischiosa…. Non è che abbiamo perso tutto perché non c’era lui, si intende. Ma uno col suo carisma non l’ avrei mai mollato.
Per amore di discussione con voi commentatori di ROM, unica fonte attendibile di ragionamenti sull’Olimpia attuale, dirò che quanto esposto qui sopra, ha il difetto, secondo me, di essere troppo Messinacentrico.
Supponiamo invece che al contrario, sia stato Melli a volere andar via, per vincere o comunque giocare in un club competitivo, che faccia scelte sensate, come fece il Chacho che aveva ancora stamina di vincente, entrambi dimostrando nei fatti di avere avuto ragione…
Come ha fatto anche Mirotic, dopo soli due inutili anni da noi, anche se lui con tutti i suoi favolosi tabellini, meglio del Monaco non ha potuto ottenere, e non lo vedo vincere qualcosa d’importante neanche stavolta, al suo solito.
Come purtroppo non è difficile immaginare che farà anche Guduric appena si renderà conto di dove si trova, perché è vero che la squadra quest’anno è meglio del solito, ma dentro ha ancora troppi nodi perché qualcuno non ne venga al pettine anche quest’anno – e non dica che in spogliatoio di là non l’avevano avvertito…
Chi può seriamente aspirare a vincere, quindi va via appena può, dopo aver sposato un progetto come Milano, che è buono sulla carta, quella della memoria in particolare, ma sul campo non funziona, e probabilmente neanche in spogliatoio, ma nessuno può dirlo.
Insomma, tanto per avanzare un’ipotesi che spieghi l’approdo di Guduric – che è un fatto insolito che necessita spiegazioni – se gli hanno promesso di fare una squadra forte, una squadra forte gli hanno in effetti fatto, ma, ma non completa.
E quando le falle si riveleranno nel corso di una stagione tirata, com’è inevitabile che sia, si renderà conto che in società manca il manovratore per metterci una pezza, e quello che c’è non rendendo conto a nessuno, preferisce avvertire la stampa che la pezza è stata messa, piuttosto che lavorare per trovarla davvero, o farla trovare a chi ne sarebbe capace…
Toccato poi con mano lo spreco di quello che sulla carta era un potenziale potente, come crediamo anche noi tifosi, vanno via, mentre noi restiamo al palo.
Ma il tuo @Palmasco, è pessimismo cosmico; non penso ci sia uno dei commentatori di ROM, che si aspetti di vincere qualcosa che non sia LBA,
Coppa Italia o Supercoppa;
Speriamo di vedere una squadra più competitiva e che riesca a “mettere a terra” un buon basket……questo si!
Prefigurare catastrofi e dipartite di massa sa un po’ di “gufaggio”
Velocemente in aggiunta, siccome ormai il discorso Melli e’ acqua sotto i ponti con poca rilevanza presente…..Alle stats in declino affiancherei qualche commento sugli aspetti meno tangibili del ruolo di Niccolo’, che creano cultura vincente di gruppo. Quello a mio avviso e’ il suo reale plus in questo scorcio finale dio carriera. Ogni team vincente ha quegli aspetti di carattere, in genere accorpati in uno o due “veterani” con forte carisma.
Su Niccolo’ direi si esprimono come scoglio e collante difensivo in rotazione e copertura dell’area (qui usiamo il termine “paint” o “rim” ma non mi viene la traduzione italiana), e come facilitazione del pick and roll in attacco. Questi due aspetti sono da valutare nei momenti “caldi” di giocate importanti quando la palla scotta e i compagni perdono la testa. Niccolo ti da’ quello (guardare la finale scudetto del suo ultimo anno e momenti caldi delle F4).
A quello si aggiunge il ruolo di collante culturale in spogliatoio, cosa che noi non possiamo vedere. E che penso sia stato il vero motivo del suo addio: essere Niccolo’ in spogliatoio voleva dire andare contro le idee di messina e avrebbe causato fratture interne. Il che fu gestibile per qualche mese ma non per un’altra stagione intera.
Per chi segue Messina piu’ da vicino (clinics e altre uscite private), Messina stesso ammette di avere difficoltà’ attualmente nel gestire “giocatori che hanno una voce forte”, sopratutto in casi di dissenso. Quoto Messina stessa nel suo clinic di Bologna a Giugno, lo dice apertamente di non essere bravo a gestire quel tipo di situazioni.
Chiama questi giocatori “maestrine con la penna rossa” (guardatevi il clinic se non ci crede, parole testuali), che lo infastidiscono oltre misura e verso cui lui stesso ammette di rispondere “fai come caxxo di dico e finiscila di ipotizzare “se” e “ma”)….questione di carattere. Le generazioni di giocatori moderni sono molto piu’ vocali nell’espressione delle proprie opinioni e hanno bisogno di un diverso rapporto con il coaching staff, rispetto ai giocatori dei 20 anni fa.
Alcuni coach si adattano focalizzandosi sul “positivo” (e.g. Repesa, che pur ha faticato nella transizione, e pur ha fallito lo stesso a Milano), altri rimangono piu’ statici nel loro comportamento e devono gestire le difficolta’ di comunicazione.
Messina ha chiuso il clinic di Bologna ammettendo che questo potrebbe essere il suo ultimo anno, sottolineando che lui “ha gia’ dato” e che ora “e’ spazio per le generazioni nuove in panchina, essendo il mondo cambiato”.
Utile darci un’occhiata per chi soffre di insonnia come me e non ha nulla da vedere in TV alle 2 del mattino (non me la passo cosi’ male, ma il clinic di Bologna per curiosità’ l’ho guardato non sopportando la TV americana che non ha mai niente da offrire)…lol
Ciao Mauro .. quindi la tendenza è prendere giocatori più stagionati con un mindset cestistico vecchio stampo ? Parlano di meno ? Ma hanno più carattere stile Chacho Hines Micov Melli datome mirotic ecc. .. ma I James i Nunn non gli piacciono e neppure i giovani perché parlano troppo x così dire .. però è un po’ un controsenso .. non so .. non ho visto il clinic ma vedo delle incoerenze nelle sue parole.
Ma posso aver frainteso la lettura del tuo post .. lo rileggo più tardi ..
Un salutone dalla tua Milano
Si, val la pena che gli dai un’occhiata (disponibile su Youtube, e’ il clinic FIP di Bologna di Giugno 2025, lui parla di difesa pick and roll in gran parte)…cosi’ ti fai la tua opinione.
Ci sono sprazzi interessanti nel suo monologo. Concordo non sempre totalmente coerente, ma con una sua logica e persino (quasi) una sua vulnerabilità’ parlando a un ristretto cerchio di colleghi e addetti ai lavori (diverso del suo atteggiamento in sala stampa).
Guardalo e fammi sapere. Non so se esiste una risposta chiara alla tua domanda: penso pero’ che dalle sua parole si possa intuire l’esistenza forte di un tipo di giocatore “ideale” con cui Messina ama lavorare, e l’ammissione di serie diffcolta personali che lui stesso ammette di avere nel gestire altri tipi di carattere.
Esacerbati dagli sviluppi di settore e dall’emergere di nuove generazioni di giocatori che si approcciano alla squadra in modo diverso, con piu’ consapevolezza e meno disponibilità’ a prendere input. O, come Messina dice, giocatori che dissentono sul “come” esigendo che il coach offra soluzioni a ogni scenario ma mettendoci poco del proprio per risolvere gli imprevisti (spesso secondo lui giovani).
Quindi penso nella sua testa ci sia uno spettro che va da Hines (tipo solido, leadership silenziosa, talento, grande sintonia tattica e comunicazione), modello di giocatore “ideale”, a un tipo Mike James (si oppone agli input, segue il suo istinto, polemico e accentratore a forte personalità’).
Non so se e’ un discorso “giovane” vs. “vecchio”, ma Messina stesso ammette che i giocatori di 15-20 anni fa consentivano una gestione molto molto piu’ facile e forte dalla panchina, cosa difficile al giorno d’oggi con molti dei giocatori emergenti.
Se lo guardi ti fai la tua opinione…Un saluto
Il verdetto del campo, è INEQUIVOCABILE: 5 ANNI di playoff scudetto, al forum, contro la Virtus Bologna; con Melli 9W su 9 e 3 scudetti. Senza Melli, 4 perse su 4 e zero scudetti.
Ciao Dario hai perfettamente ragione. Aggiungo solo che Melli non è stato un comprimario o una comparsa ma è stato fondamentale in tutti e 3 gli scudetti, specialmente nell’ultimo dove si è “imposto” su Messina sulla difesa su Shengelia. E questi particolari non entrano in nessuna statistica e che Melli è stato determinante lo sanno quasi tutti i tifosi dell’Olimpia ai quali le statistiche interessano fino ad un certo punto. È più importante vincere che una statistica personale positiva.
Infatti guarda caso senza Melli ma con un Mirotic dai numeri strabilianti non è neanche arrivato né la finale scudetto né lo scudetto stesso.
Melli non è certo (stato) un comprimario, ma Messina per schierarlo ha pensato a una posizione fuori ruolo per Mirotic. In quella stagione entrambi hanno peggiorato nettamente i propri numeri, per cui Messina deve aver pensato di rinunciare a Melli visto il megainvestimento su Mirotic, che in effetti la stagione successiva, ossia l’ultima, ha performato decentemente ritrovando il suo ruolo.
Il fatto che in entrambi i casi l’unico obiettivo che contava, i play off di EL sono stati falliti, indica che l’Armani by Messina aveva (e avrà ancora fino alla permanenza di “Voi sapete chi”) altri problemi in due ruoli extra campo, quello di coach e quello di pobo in capo alla stassa persona, oltretutto un coach in fase calante non più aderente al basket attuale.
Le prove?
Nessuno vuole più venire a Milano se non strapagato.
I giovani prodotti in casa scappano dall’Olimpia.
Tutti i giocatori che arrivano a Milano peggiorano i propri numeri.
Giocatori ex Olimpia che vanno altrove e vincono.
Tre anni di playoff Eurolega toppati.
Rifondazioni annuali.
Licenziamenti di molti nello staff.
Milioni di budget sprecato con roster da 15-20 giocatori di cui vengono utilizzati solo 9-10. Infortuni a gogo.
La squadra non ha un gioco (a parte “palla a Shields” di cui infatti EM non cerca nemmeno un sostituto).
Questi sono i problemi della Olimpia gestione Ettore Messina che è l’unico vero responsabile. L’allontanamento di Melli è solo un piccolo tassello di un problema molto più grande.