
Umberto Zapelloni, su il Foglio, pubblica un editoriale dal titolo: «L’addio sbagliato a Melli». Vi riportiamo alcuni passaggi.
«“Non rientri più nei nostri piani a queste condizioni”. Con una frase molto simile a questa, Ettore Messina ha deciso di chiudere la storia di Nicolò Melli all’Olimpia. Il presidente-coach ha una dote particolare: sa come farsi odiare dai tifosi, anche se resta il più vincente degli allenatori italiani e ha messo la sua firma sugli ultimi tre scudetti milanesi.
All’inizio c’era stata anche una battaglia per i soldi, ma poi Melli aveva accettato di fare un passo indietro. Troppo tardi per il coach. Se ci fosse stato un presidente con cui confrontarsi al posto dello specchio di casa, forse sarebbe finita diversamente. Così hanno perso tutti. Milano, Melli e i tifosi che vedono un altro giocatore simbolo andarsene e dovranno innamorarsi dell’ennesimo mercenario di passaggio.
Melli andava difeso e protetto, era il volto di quest’Olimpia anche se per tutto l’anno ha bisticciato con Mirotic fino a trovare un’intesa perfetta nelle partite decisive per lo scudetto. Messina si è voltato dall’altra parte forte del suo doppio ruolo, della fiducia incondizionata della proprietà, dei tre scudetti di fila. In questi anni milanesi ha sbagliato tantissimo, ma obiettivamente ha vinto sempre lui in Italia».

Esatto
Bastava avere un POBO che facesse il suo mestiere
Melli sarebbe ancora a Milano
Vedremo cosa succederà, sicuramente è stata buttata via una occasione per costruire una squadra vera ma visto quanto fatto in questi anni sembra non interessi. Vincere conta, creare una identità di più perché poi le vittorie arrivano di conseguenza.
Le ricostruzioni personali delle “grandi firme”, è la volta di Zappelloni; non mi torna del tutto come veritiera, con un no per una sorta di ripicca, perché il benestare di Melli sarebbe arrivato con colpevole ritardo; se cosi fosse, sarebbe un vero smacco per Melli: come? Io mi piego, dopo aver tanto resistito alle vostre avance, disposto a firmare un contratto al ribasso, e tu, Messina il ribaldo, che fai? Mi cacci?(liberamente tratto dalla storica querelle Berlusconi-Fini)……..no, non ci giurerei sia andata così, ma, tanto, non ce lo diranno mai
Che forse l’abbia scritta sotto dettatura? Dirlo va di moda…….
Io non so se sia vera o meno questa notizia (anche se Il Foglio…), detto ciò il sig. Zappelloni o ha fonti certe oppure che si prepari ad affrontare una querela
Querela da parte di chi? Ma per favore..
Tutte puttanate,boiate in serie per riempire lo spazio di un articolo su un giornale da usare giusto in caso di mancanza improvvisa di carta igienica in casa.
Melli e’ il passato,stop.
Di questo signore se ne e’ parlato quasi piu’ in questi due giorni che in 3 anni di contratto,evidentemente tutte queste grandi cose in campo non le ha fatte a differenza di quello che pensano tutte queste vedove in gramaglie su ROM.
Si pensa al futuro.
Stai parlando più tu di Melli, negandone l’importanza e sminuendone il valore, attaccandoti a tutti gli articoli dedicati alla notizia, continuando a ripetere il medesimo concetto: Melli passa, l’Olimpia rimane….. ok dlb, abbiamo capito come la pensi tu e altri illustri frequentatori del blog, altro che vedove……mo hai cacato u cazz!
Articolo e analisi condivisibili.
Perché Melli se ne è andato:
Perché la proposta economica era insufficiente.
Perché c’era un problema di ruolo.
Perché non sopportava più Messina.
Perché dopo un anno logorante voleva cambiare aria.
Perché nella vita alle volte si vogliono provare nuove sfide e questa era l’ultima occasione.
Perché alla famiglia piace andare all’estero (Istanbul?)
I motivi si ipotizzano ma nessuno li sa. Forse è una somma di motivi e la dietrologia non aiuta a capire.
Personalmente mi spiace molto
Non sopportava più Messina. I dubbi sono pochi e ciò che ha detto è chiarissimo.
In questa storia ci hanno perso tutti, almeno Melli si consolerà con un generoso contratto in una squadra importante, noi cercheremo per chissà quanto tempo un leader, materia prima rarissima e che ci è costata molte stagioni di delusioni. Messina non è in grado di svolgere il doppio ruolo, lo hanno capito tutti tranne Dall’Orco purtroppo.