“Vi spiego perchè Lorenzo Brown ha fallito al Panathinaikos”. Il giornalista greco racconta

Alessandro Maggi

George Zakkas, massimo esperto di Panathinaikos e firma di SDNA, ha parlato in esclusiva a ROM di Lorenzo Brown

George Zakkas, massimo esperto di Panathinaikos e firma di SDNA, ha parlato in esclusiva a ROM di Lorenzo Brown, del suo mancato inserimento nel team greco e del suo futuro in Olimpia Milano.

1 – Come ti spieghi le difficoltà di Lorenzo Brown in questa stagione? Ha fallito lui l’occasione o il club aveva bisogno di un giocatore diverso?

«Lorenzo Brown ha vissuto una stagione indubbiamente deludente con il Panathinaikos. Sia Ergin Ataman, sia lo stesso giocatore, sia il club avevano aspettative diverse quando, nell’estate del 2024, uno dei migliori playmaker dell’Eurolega ha firmato con i campioni in carica.

Da un lato, Ataman non ha utilizzato Brown in un modo che valorizzasse le sue caratteristiche. Un playmaker esperto come lui non può entrare in ritmo giocando solo 7–8 minuti a partita, gestendo pochissimi palloni.

Dall’altro lato, ci sono stati momenti in cui l’americano non sembrava mentalmente pronto ad abbracciare fino in fondo il suo ruolo.

Considerando il roster del Panathinaikos e il fatto che la maggior parte della gestione del gioco spettava a Sloukas e Nunn, Brown avrebbe potuto aspettarsi un ruolo secondario. Tuttavia, forse si sarebbe potuto trovargli una collocazione diversa, che lo facesse sentire più coinvolto e centrale nella struttura offensiva».

2 – Come credi sia stato il suo rapporto con Ergin Ataman?

«Per quanto ne so, non ci sono stati conflitti o tensioni evidenti tra Brown e Ataman.
Tuttavia, come dicevo prima, vista l’esperienza di Brown, in molti si aspettavano da lui un approccio mentale più solido.

È importante chiarire che non ha mai creato problemi nello spogliatoio. Ma era evidente che non fosse del tutto soddisfatto del suo ruolo, né sereno nel viverlo. Il suo linguaggio del corpo, in campo, lasciava spesso intuire che qualcosa lo disturbasse.

La situazione si è complicata ulteriormente in inverno, quando ha avuto problemi alla caviglia che lo hanno condizionato a lungo. È stata una stagione complicata per lui, su più livelli».

3 – A 35 anni pensi possa ancora essere un giocatore importante per una squadra che punta ai playoff?

«Assolutamente sì. Brown è ancora un giocatore d’élite. Solo quindici mesi fa ha quasi trascinato da solo la serie playoff contro il Panathinaikos fino a gara cinque. È ancora oggi uno dei migliori playmaker dell’Eurolega.

Detto questo, ha bisogno di sentirsi importante: vuole la palla in mano, vuole essere al centro delle azioni e degli schemi.

A Milano sarà il principale creatore di gioco, circondato da realizzatori in grado di valorizzarlo. Come playmaker, è sempre stato tra i migliori della lega. E se l’Olimpia riuscirà a costruire un buon spacing, diventerà ancora più pericoloso: capace di attaccare il ferro e colpire con costanza dalla media distanza.
Non ho dubbi: Brown ha tutte le qualità per guidare una squadra ai playoff».

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