
«Crisi di risultati: Virtus e Olimpia serve la svolta per lo scudetto» titola la Gazzetta dello Sport oggi in edicola. «Domani in casa contro Venezia e Reggio cercando il cambio di marcia verso i playoff».
Leggiamo Giuseppe Nigro su Olimpia Milano: «Con una partita in meno da giocare rispetto alle concorrenti, più del proibitivo primo posto gli obiettivi di classifica sono salire almeno al terzo per evitare la semifinale con la Virtus (scontro diretto decisivo a Venezia tra tre settimane) o addirittura al secondo per avere due turni col fattore campo. Ma ancora di più ha bisogno di costruire certezze che serviranno da metà maggio in poi. Più che far riposare i giocatori importanti, potrebbe servire farli giocare per consolidare, o forse trovare, equilibri e gerarchie per la corsa scudetto.
Con ruoli chiari per i sei-sette stranieri su cui si punta, provando poi a tener coinvolti tutti nel gruppo italiano. Quel che resta dell’Eurolega è la buccia di banana da cui guardarsi, sospesi nel trovare il difficile equilibrio tra non disperdere inutilmente energie fìsiche e mentali ed evitare tracolli che avrebbero contraccolpi per una squadra oggi ancora così volatile, come racconta il fatto di aver perso cinque delle ultime sette partite giocate».

Basket e Calcio italiano uniti in un destino cinico e baro, schifo su tutti i fronti, c’è qualcosa che non va in Italia nell’approccio ad alto livello di questi sport?