Olimpia Milano post Efes#3 | Unico pensiero, domani. Provarci, ancora, con tutte le risorse

Alessandro Maggi 14

Olimpia Milano post Efes#3 che vive nel sereno dolore per una missione rivelatasi possibile (per meriti propri) ma svanita nel finale (per meriti altrui)

Olimpia Milano post Efes#3 che vive nel sereno dolore per una missione rivelatasi possibile (per meriti propri) ma svanita nel finale (per meriti altrui). Oltre le emergenze, una sola certezza: la squadra di Ettore Messina è potenzialmente a 40’ dalla fine della sua corsa in EuroLeague.

Dunque, spalle al muro, con una sola cosa in testa, la palla a due di domani. Il tempo del rammarico, delle invettive alla mala sorte, arriverà in caso di sconfitta. Ma non busserà prima alle porte delle menti dei giocatori biancorossi. Non oggi, non domani.

Focus chiaro, ripartendo da quel che è stato. L’Olimpia non ha retto a rimbalzo, ha dominato. L’Olimpia non è solo rimasta in scia, ha anche messo il naso avanti nel quarto quarto. L’Efes si è affidata ai suoi due leader. Che questa volta hanno risposto presente.

Il copione preparato, l’unico possibile, che si rivela perdente. E che per questo fa malissimo. Non ci sono colpe, responsabilità individuali, se non due aspetti che evidenziamo.

L’assenza di un gioco. Che passa certamente per le assenze, e per la scarsa condizione del Chacho, ma che è realtà acclarata da inizio stagione. E dopo mesi, lo zero totale desta qualche inevitabile perplessità.

La rotazione, che esclude totalmente Troy Daniels dopo 30’’ che non hanno sortito indicazione alcuna, se non un fallo antisportivo istintivo su errore di Rodriguez. A Istanbul, con assenti e acciaccati, non si rinuncia a nessuno. Neanche all’unico tiratore che, da solo, può muovere il peggior attacco di EuroLeague. O quasi.

14 thoughts on “Olimpia Milano post Efes#3 | Unico pensiero, domani. Provarci, ancora, con tutte le risorse

  1. Una delle perplessità che ho è che, secondo me, sulle guardie cambiamo troppo presto, anche quando non ce ne sarebbe bisogno, esponendosi così più del dovuto con un lungo contro i piccoli avversari. Poi è anche vero che la maggior parte delle conclusioni (soprattutto negli ultimi quarti) arrivano da 1vs1 di questi due o anche da tiri da tre in step back dopo 10 secondi di palleggio, e se li mettono bravi loro. L’Olimpia ha sbagliato tiri molto meglio costruiti.

  2. Complimenti a Maggi per l’intervento molto equilibrato seppur pregno di argomenti che meriteranno di essere analizzati più a fondo a fine stagione quando tireremo le inevitabili somme su una stagione che tanto prometteva.
    Fede indomabile a parte la ragione mi dice purtroppo che l’ ultimo colpo e’ in mano a loro e, salvo improbabili suicidi ( come il nostro di martedì scorso) ,non sarà così facile rivederci a Milano per la quinta.
    Al netto dei recenti infortuni resta al momento decisiva di questa serie la maledetta prima partita (mal preparata e mal giocata )e questo aumenta il disappunto di una sfida che ci poteva vedere ancora in vantaggio.

  3. Daniels ahimè giocatore inutile per il gioco di Messina, un errore averlo preso, stop (e purtroppo lo puoi scoprire solo dopo averlo allenato). Non difende, non aiuta la squadra e spesso non sa cercarsi lo spazio per un tiro comodo ma attende che siano gli altri a recapitare il pallone nelle sue manine. Poi come tiratore è ottimo ma il percorso per arrivare al tiro è deficitario. Altra pasta Grant che, al di là dei limiti, si sbatte come un dannato in difesa e ieri ha piazzato 3 triple su 3. Se ci saranno le forze per riprovarci dovremo ancora rimanere attaccati difendendo alla morte fino alla fine, sperando di avere maggior precisione nel momento decisivo. Sui nostri cambi difensivi ho notato che spesso sono gli avversari a cercarli con insistenza, lavorando in palleggio sui blocchi fino ad isolare Micic i Larkin contro l’alto milanese di turno, servirà applicazione ed accortezza sui quei blocchi per evitare sistematicamente che questa cosa avvenga.

  4. Le mancanze offensive sono figlie non solo dei giochi che pratica la squadra in campo ma anche del mercato. Piaccia o no, Punter e Leday garantivano una ventina di punti a gara, punti che Daniels (giocatore inadatto all’Europa, secondo me) e, ahinoi, Melli non hanno saputo dare. Vero che la squadra ha vocazione difensiva e che al coach piace vincere con la difesa ma in alcune partite la devi comunque mettere, altrimenti si perde. Esempio ne è gara 1, dove abbiamo difeso ma non abbiamo mai segnato. Per la prossima EL spero si possano prendere un play e una guardia con un po’ di punti nelle mani, altrimenti è difficile vincere.
    Giochiamo con orgoglio, evitando gli infortuni e poi torniamo a casa, curiamo le ferite (fisiche e morali) e concentriamoci sullo scudetto. Chissà che non ne esca qualcosa di buono.
    Forza Olimpia

  5. I problemi Milano è tutto l’anno che ce li ha in attacco .Questo vuol dire ,a questo punto, che manca uno da venti punti a partita, come il Punter dello scorso anno.

    1. Punter in EL l’anno scorso ne faceva 13 di media, non 20. Per capirsi, Hall ne fa 10 quest’anno, con più rimbalzi e assist. Punter ha fatto una prima metà di stagione da “rischio” chiamata in NBA ma su tutta la stagione europea se togli Punter e metti Hall a livello di produzione offensiva cambia praticamente zero. La stagione scorsa è stata da favola ma il ricordo di Punter è spesso un po’ romanzato.

      1. Piccola correzione, perché il sito di EL è osceno per la lettura delle statistiche: sono 14 di media, non 13.

      2. Romanzato come il continuo confrontare Hall e Punter, quando il sostituto di quest’ultimo è Daniels, e non Hall.
        Che poi Hall è in grado di ricoprire il ruolo di play, guardia e ala piccola, è una qualità che insieme al suo rendimento lo fa divenire un acquisto super azzeccato.
        Visto che i numeri di Daniels in EL sono quasi nulli, se aggiungi quelli di Punter la produzione offensiva cambia di molto.

      3. Infatti nelle intenzioni del coach, insieme alla presa di Hall, c’era anche la conferma di Punter che, per sua scelta (non della società), ha preferito i quattrini del Partizan.

      4. Bastava dire “scusa, giusto, effettivamente non ne faceva 20 di media, ricordo male” invece di partire in una tirata che non mi riguarda perché è la prima volta che metto a confronto Hall e Punter. Non solo…

        L’anno scorso le due guardie (quindi tolti proprio i play Rodriguez e Delaney) non italiane erano Roll e Punter, 4 e 14 punti di media l’uno. Quest’anno sono Hall e Daniels, 5 e 10 (non conto Grant perché falserebbe ancora di più il conto dei punti a favore di questa stagione, visto che l’anno scorso il comparto guardie estere aveva un uomo in meno). La differenza delle due guardie nella media è di 3 punti a partita. Se guardiamo i totali, le due guardie l’anno scorso hanno contribuito per 667 punti, 16 a partita in media. Quest’anno 493, per 14 punti a partita in media.

        “Questo vuol dire ,a questo punto, che manca uno da venti punti a partita, come il Punter dello scorso anno” non ha alcun senso in nessun modo.
        1) Punter non segnava 20 punti di media
        2) Il giocatore che ne ha preso il posto di fatto ne mette solo 4 in meno in media
        3) Anche volendo sostenere che il cambio di Punter è Daniels, “manca uno da venti punti a partita” non ha senso. Quell'”uno” che mette punti è Hall e ne mette poco meno di Punter.
        4) Infine, il comparto guardie non-italiane nel suo complesso ne mette solo 2 in meno a partita rispetto all’anno scorso (ripeto, sempre senza contare Grant)

        Ci sono diversi motivi per cui l’Olimpia segna 7 punti in media in meno dell’anno scorso, incluso l’altro giocatore che è andato al Partizan purtroppo, ma Punter da solo non è la spiegazione soprattutto perché il suo apporto non era certo da 20 punti a partita.

      5. Per me il paragone non è tra Hall e Punter, ma tra Daniels e Punter, e Daniels ha statistiche nulle in EL se non in garbage time. Ci sono giocate e momenti, sia in positivo che in negativo, e i giocatori hanno valore diverso in funzione di questo. Se segno spesso con alte percentuali a partita ormai decisa (Daniels), non è uguale a fare giocate in un momento di difficoltà della squadra o in clutch time (Punter). Tant’è che esiste da tempo il termine “garbage time player” e “clutch player”, e tendenzialmente il secondo vince più del primo, oltre a prendere parecchi più soldi e infatti Punter ha monetizzato quanto buono ha fatto l’anno scorso. E resta il fatto che ci manca un giocatore alla “Punter”.

  6. Infatti il confronto l’avevo proposti con Daniels che, in origine, doveva essere il nostro marcatore principe. Ma poco cambia, in fondo.

    1. Sono andati via due giocatori, ne sono arrivate due per riampiazzarli, la produzione è simile. Certo che servirebbe uno da 20 punti ma quello non era Punter (perché non ne metteva 20) e sopratutto non è solo quello il problema dell’Olimpia in fase di attacco.

      1. Se avevi Hall e Punter insieme era tanta roba (ed era anche l’idea iniziale di Ettore), altro che quella attuale Hall-Daniels.
        Daniels a parte sparacchiare (infatti ho perso il conto di quante volte Messina lo ha panchinato) non è in grado di fare nulla e difendere non sa neanche cosa significa, e visto che lo hai messo a confronto con Roll perderebbe nettamente anche questo ipotetico confronto. La coppia Punter-Roll era nettamente superiore a quella attuale e la loro superiorità non deriva solo sai meri numeri ma da tanti altri aspetti tecnici.

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