Olimpia Milano post Alba amaro. In un percorso esistono salite e discese. La salita di Milano prosegue, e dopo quattro ko in fila non si vede ancora la sommità.
Interrogativi? Sì, inevitabili, partendo da quel che è stato il match. Ettore Messina aveva parlato alla vigilia di una squadra, l’Alba, brava a giocare con e senza palla. I tedeschi hanno costruito le loro fortune, ieri sera, su tagli e letture. Quando il focus di un coach diventa punto debole, a tratti voragine, non è mai un bel segnale.
Quel che emerge dal campo, è una squadra che fatica a reggere gli uno contro uno. Il copione pare essere stato compreso dai tempi della sfida con il Bayern Monaco di Trinchieri. Anche la sofferenza sul perimetro nasce da questo, perchè gli attacchi, che come le difese crescono con il passare delle settimane, riescono a conservare il vantaggio conquistato sull’avvio del possesso.
Con la palla in mano Milano pare poi avere lo stesso problema dai tempi dell’arrivo di Messina: l’incapacità di avviare il gioco quando il portatore di palla viene pressato. I compagni senza palla si fermano, i lunghi vengono totalmente tagliati fuori dal gioco.
Poi ci sono gli uomini, le armi a disposizione. Senza Kaleb Tarczewski e Dinos Mitoglou una sofferenza a rimbalzo può essere inevitabile, non nella misura di ieri sera. Con Malcolm Delaney a mezzo servizio e Riccardo Moraschini congelato da un sistema criminale (perchè i tempi decisioni sono criminali, fuori logica), Jerian Grant e Troy Daniels raccolgono 5’ in tutto (peraltro tutti del primo).
Non si possono richiedere “trasfusioni di fiducia gratuita” ad un coach che vede i suoi giocatori nel lavoro quotidiano, ma oggi a Milano manca solo Dinos Mitoglou? La risposta è no, e in un mercato chiuso, dicembre e gennaio devono essere il tempo delle risposte e delle soluzioni. Con il passare dei mesi le alternative devono crescere, perché cresce il sistema. Non il contrario.


Tutto giusto . Mi piacerebbe che qualcuno facesse la domanda diretta a Messina in conferenza stampa: perché solo 5’ ai due americani ? Come lo si giustifica? Perché qualche spiegazione bisogna pur darla. Che Grant fosse un giocatore da livello Eurocup massimo e che non la mette neanche in una vasca da bagno, questo è chiaro e evidente e di certe non l’hanno scoperto all’arrivo. Che Daniels fosse un tiratore di striscia, che può mettere punti pesanti a referto ma poca difesa e lotta dietro, anche questo era chiaro e evidente molto tempo prima del suo arrivo e di certo non lo si scopre ora. La mia domanda: Grant e Daniels, li ha scelti Messina? Si, no? Cosa si aspetta da loro? Nessuna critica, ma vorrei solo capire.
Anche qualora la domanda fosse fatta, Messina si guarda sempre bene dall’entrare nel merito delle spiegazioni delle sue scelte tecniche
Fare crescere le alternative e disporre gli aiuti al portatore di palla anche quando risponde al nome di Rodriguez. Credere e provare un gioco interno alternativo e creare uno schema per Daniels tiratore in uscita dai blocchi. Provare ad affidare la squadra a Pzzecco per una o più partite LBA.
Caro Orlando, se per alternative intendi un inserimento di Grant con un minimo di utilità la vedo durissima. Daniels non si puo’ giudicare essendo fuori squadra. Cresce la perplessità per la cessione di Punter e Zainetto, una volta tanto che il coach imbrocca dei giocatori… ho visto un attacco statico, involuto, palla a Shields perché non si sa che fare. Ripeto quel che scrissi mesi fa, pagherei per sapere con quali criteri Messina assembla la squadra e quali giochi offensivi ha in mente. Concordo con te sul fatto di provare il Pozz in lba ma dubito si avveri, HC non credo sia disposto. Certo che per avere giocatori alla Grant/ Mack, si poteva pensare a Bortolami, Procida ecc. Un saluto perplesso e mesto a tutti
@Stefano in 3 anni Messina ha vinto solo due scommesse (Leday e Punter) e cosa fa? Li lascia andare via senza problemi…
Leday è stato sostituito da Melli. È un fatto incontrovertibile. Piantiamola di rimpiangere uno forte simpatico ma che quando c’era da mettere i gomiti, spariva. Scelta tecnica, per prendere uno forte, italiano, che potesse dare qualche minuto da cinque.
Un filo mi preoccupa vedere che la squadra ha sempre le stesse difficoltà quando vi il pressing: che ci sta a fare lo staff? Possibile non riuscire a disegnare un paio di schemi per superare il pressing? Possibile che non ci sia qualche idea utile? Così come non comprendo il perché non vi siano mai schemi che liberino i nostri tiratori in uscita dai blocchi? A volte mi sembra vi sia un po’ di limite, in panchina.
Questo però non credo che giustifichi il lasciare la squadra al Poz: dove si è mai vista una cosa del genere? Non scherziamo, dai.
Io credo che il nostro coach non cambierà le proprie idee, non darà altre occasioni a Daniels e darà sempre pochi minuti a Grant. Ciò significa che siamo già ad una stretta, ad un punto importante della stagione, in cui le gerarchie sono già fissate e coinvolgono i soliti pochi giocatori. Ciò mi fa pensare che l”epilogo della stagione sarà lo stesso, se non peggio….
@Di.Me questa volta ti devo correggere: Melli (italiano) ha preso il posto di Brooks (italiano) Mitoglou (straniero) ha preso il posto di Leday (straniero). Quindi cerca di non essere perentorio nelle tue risposte perché rischi di essere smentito..
Non c’è scritto da nessuna parte che Melli e Leday non potevano giocare nella stessa squadra…
@Di.Me, leggo con attenzione i tuoi commenti, mi trovo spesso d’accordo. Certo, lasciare la squadra al Pozz e’ una provocazione e non avverrà se non in casi di emergenza. Credo che tu abbia colto il senso delle mie parole, ho l’impressione che in tanti covi la speranza di un avvicendamento (non e’ il mio pensiero).
@Daniele, che devo dirti, la penso come te, ma soprattutto insisto che non riesco a capire certe dinamiche di mercato. E’ un mio limite. Un saluto