L’articolo di Repubblica: Bielsa, Messina e l’età dei leader fragili

Alessandro Maggi 8
Bielsa Messina

Angelo Carotenuto, su Repubblica, ha firmato nei giorni scorsi un articolo dal titolo: «Bielsa, Messina e l’età dei leader fragili».

Leggiamo: «Marcelo Bielsa si è preso 105 minuti per dirlo, in quella che è stata definita la conferenza stampa più drammatica negli ultimi anni di calcio. Ettore Messina l’ha messo invece per iscritto con 373 parole: due uomini che improvvisamente si sono guardati allo specchio e non si sono piaciuti più».

«Uno aveva perso 5-1 con la nazionale dell’Uruguay contro gli Usa, e senza cercare alibi, senza discutere di tattica, senza provare a salvarsi, ha detto: «Sono tossico». Tossico come presenza, come energia, un uomo che porta tensione anziché scioglierla, che sente di peggiorare le giornate di chi gli sta accanto, teme il contatto umano, vive nel terrore del caos. L’altro aveva perso la terza partita di fila con Milano a Trieste, scoprendosi fuori dalle prime-cinque in campionato, fuori dalle prime-dieci in Eurolega e soprattutto una persona “da tempo divisiva”. Una presenza che incrina».

«Due cedimenti che spiazzano in due uomini sicuri di sé e dalla leadership superba, una crepa comune che forse racconta qualcosa del nostro tempo, la fragilità inattesa di certi coach, l’improvvisa percezione di essere parte del problema».

8 thoughts on “L’articolo di Repubblica: Bielsa, Messina e l’età dei leader fragili

  1. Onore al merito nella buona come nella cattiva sorte Ettore Messina ha avuto il coraggio di riconoscersi inadeguato ed ha agito di conseguenza.
    Ci sono migliaia di personaggi nella vita pubblica che questo coraggio non c’è l’hanno e campano solo scuse per la propria inadeguatezza.
    Ancora una volta Messina ha dimostrato di essere della categoria dei galantuomini

    Grazie Ettore per quello che sei riuscito a costruire in questi anni e in bocca al lupo 🐺 qualunque cosa deciderai di fare

    1. Si vero ci vuole coraggio a dimettersi da uno dei due ruoli a pochi mesi dalla scadenza tenendosi bem stretto l’altro. Lui era inadeguato già da 4 anni e aspettato che mancassero pochi mesi alla scadenza per lasciare un ruolo e tenersi l’altro.

    2. Onore al merito a chi lo ha detto per anni, ma è sempre stato trattato da componente della Famiglia Addams o analfabeta funzionale.
      Avevamo visto giusto, ma ora che lo dice, anzi lo scrive, lui diventa fattore di elogio.
      I galantuomini sono altri, non quelli che umiliano un capitano come Cinciarini, o i vari Bortolani, Caruso, Alviti, Baldasso, Moretti, ecc.

  2. Si, la sua una presa d’atto che è giunta inaspettata, non credo che 3 anni fa le condizioni fossero molto diverse da quelle odierne, in termini di logoramento e scarso feeling col gruppo squadra, non so se l’avrebbe messa in atto se “sprovvista” della poltrona presidenziale aggiuntiva……congetture comunque

    Io non ho mai visto armonia durante la gestione Messina (momenti di felicità si, momenti di sconforto si, armonia mai)…….si è sempre respirata un aria piena di tensione

  3. A posteriori credo che una chiave di lettura possibile, possa essere stata la perdita di giocatori che nello spogliatoio, ciascuno x motivi diversi , aveva un ruolo importante a dir poco.
    Delaney, Rodriguez, Micov, Hines, Datome, Melli e forse anche Hall.

    Questi giocatori con un carisma molto accentuato e alcuni dotati di leadership indiscussa e riconosciuta , hanno aiutato mascherato mitigato questo stato di cose non solo nello spogliatoio ma a volte anche in campo.

    E’ ovviamente un mio parere da esterno
    Forza Olimpia

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