Olimpia Milano post Paris | C’è cuore, ma non si può vivere di solo Shields. E la difesa…

Alessandro Maggi 12

Olimpia Milano post Paris: ci si prende il successo, la ritrovata verve di Shavon Shields, e poco altro. Fotografia perfetta di Ettore Messina nel postgara

Ettore Messina

Olimpia Milano post Paris: ci si prende il successo, la ritrovata verve di Shavon Shields, e poco altro. Fotografia perfetta di Ettore Messina nel postgara: «è molto meglio imparare dopo una vittoria che una sconfitta».

Una gara che i biancorossi parevano poter controllare nel secondo quarto, e che invece è diventata una folle rincorsa affidandosi al solo Shavon Shields. Neno Dimitrijevic (secondo Sky non al meglio) nel secondo tempo non ha mai guidato un possesso offensivo, Brooks e Tonut (per scelta o per condizione) non hanno dato un reale supporto, a parte che i rimbalzi degli americani.

C’è oggi poco, troppo poco sugli esterni, e una difesa ballerina che nel secondo tempo per tantissimi minuti non legge un taglio da sinistra di guardie a ali del Paris. Si fatica in attacco per poi concedere tanti canestri da 2 in pochi secondi di possesso.

Parliamo di un 18/29 nell’area milanese, numeri che da anni erano sconosciuti a queste latitudini. E grazie, ci stavano Melli e Hines… Parere personale: la prestazione di Zach LeDay è deludente a livello difensivo, straordinaria a livello offensivo e di leadership, quella di Fabien Causeur inadatta al livello EuroLeague. Ma, a quanto pare, per colleghi e Messina, il francese è un “equalizzatore”…

Qui d’altronde c’è anche chi rimpiange Johannes Voigtmann ma critica Nikola Mirotic… che deve però dare di più, molto di più. I 10 punti nel primo quarto sono un bel biglietto da visita, le due difese nel finale su TJ Shorts una chiusura da leader, ma in mezzo c’è ancora troppo poco. Tanto da far venire dubbi sulla sua tenuta in una stagione intera.

Insomma, non ci siamo, al netto delle assenze di Bolmaro e Nebo. Con Devon Hall il buon Neno avrebbe avuto altro supporto, anche in regia, ma il macedone non può sparire in questo modo e subire Shorts su ogni possesso, per quanto l’americano sia uno straordinario attaccante. 

E non si può tornare ad affidarsi per lunghi minuti al solo uno contro uno di Shavon Shields. Può bastare in una serata di grazia con il Paris, non certo settimana prossima. Da conservare il cuore, la compattezza di squadra, le ultime difese collettive, la supremazia a rimbalzo. Ci sono delle basi, manca certamente un giocatore. Lo ribadiamo.

12 thoughts on “Olimpia Milano post Paris | C’è cuore, ma non si può vivere di solo Shields. E la difesa…

  1. Sintetizzando: giochiamo da cani anche in questa stagione e non siamo – questo da anni- capaci di sfruttare al meglio i giocatori che fuori da noi stranamente tornano ad essere ottimi. Io, e molti altri, crediamo di aver capito quale sia il problema, risolvibile peraltro in poco tempo

  2. Applausi per l’analisi, tutto corretto.

    Nulla da aggiungere, manca un giocatore ed è veramente palese.

    Trovassimo un play alla Shorts, che batte il suo uomo regolarmente e spazza assist, la stagione potrebbe essere davvero interessante.

    Ora come ora, non siamo competitivi in Europa. Parere personale.

    1. Maggi ha avviato le pratiche per il riconoscimento familiare, tempo poche settimane e sarà un Addams a tutti gli effetti, sarebbe stato trovato un bisnonno imparentato con Mano.

      1. poche settimane e avrai vinto solo con il paris…….sai che risate………..

      2. Tranquillo caro Luca non appena avrà capito che l’EL non è pane per i denti di Messina si attaccherà allo scudetto perché a lui piace vincere facile.

  3. Una menzione la merita Pippo. Ieri è stato lui il vero “equalizzatore”. Miglior partita in assoluto da quando gioca da 3. Probabilmente dall’altra parte non c’era un 3 che potesse metterlo davvero in difficoltà, ma il +/- dice molto del suo impatto sulla gara. Speriamo continui così.

  4. Cantiere aperto, ok siamo ad ottobre ed anche le altre formazioni non sono ancora al top (alcune anche alle prese con infortuni seri), però rispetto alle stagioni passate c’è decisamente meno attenzione difensiva, che era l’unica certezza delle stagioni precedenti. Chiaro che non sia facile sostituire Melli, Hines e Hall, però a volte concediamo canestri troppo facili su situazioni “semplici” da leggere e gestire.

    Come suggerisce Maggi il roster è incompleto e manca un esterno capace di difendere e prendersi responsabilità in attacco ed in alcune situazioni di portare palla.
    A breve ci saranno i tagli in NBA ed allora capiremo qualcosa in più, ma qualcuno arriverà

  5. Mirotic nel primo tempo, Shields nel secondo.
    Non c’è niente altro da salvare della partita contro la più serie predendente all’ultimo posto.
    Il livello di gioco è forse peggio dello scorso anno.
    1 palla dentro, la prima della partita (sfondamento) poi mai più.
    Si è sperimentato di tutto, senza mai trovare la quadra. Ad un certo punto in campo con 3 guardie e 2 ali forti.
    In un altro, in una rarissima azione in cui la palla è girata, c’è stato un bello scarico in angolo … a Diop.
    Ousmane che ci facevi lì ?
    Perla finale: la sostituzione di Ricci con Causeur in un’azione difensiva, a meno di 2 dalla fine in una partita punto a punto.
    Non c’è lucidità.
    Si vince solo con il talento individuale, ma così questa rischia di essere una delle pochissime partite che potremo vincere.

  6. Non ho visto solo Shields ieri ma anche Mirotic, non a caso sono le 2 “punte” da cui ci si aspettano i punti. Comunque il problema non sono i singoli, magari anche quello, ma oltre al blocco sul portatore di palla (se lo chiami pick n roll sei figo e lo fai sembrare scienza) non c’è nulla o quasi. Con Sassari almeno abbiamo visto corsa in transizione, ma temo che dipenda dal livello dell’avversario e comunque senza Bolmaro funziona meno anche quella.

    1. Ti rispondo qui senza voler essere offensivo o infastidente, ma perche’ l’uso di termini inglesi e l’uso/abuso/misues del fatidico PNR sono oggetto di acerrime discussioni e spesso poco capiti.

      Viene chiamato “pick and roll” e non “blocco” (come piu’ genericamente hai fatto sopra) per due motivi: in competizioni internazionali in cui hai giocatori che provengono da tutto il mondo, lo staff tecnico (e a seguito chi commenta) usa termini inglesi per farsi capire da tutti (e non necessariamente per essere “figo”).

      In secondo luogo, il termine “blocco” e’ un termine generico che non qualifica la giocata specifica in considerazione.

      Nel basket hai circa 20 diverse tipologie di “blocco”, tutte con nomenclature inglesi in larga parte (per motivi sopra citati): spazi dagli screen and rolls (fa parte del gruppo dei “ball screens”, ossia blocchi sul palleggiatore), pin downs (blocchi non sulla palla, ma a favorire lo shooter, si chiamano in modi diversi a seconda dell’angolo in cui vengono stabiliti), twists (quando crei una treccia in rescreen), flex (lungo la vaseline), staggered, ghost e una lunga serie che non sto qui a citare per non diventare noioso (anche a me stesso).

      Il pick and roll e’ uno dei venti tipi e definisce una giocata particolare, che non saprei nemmeno come tradurre in italiano (per problema mio di vocabolario italiano limitato ahime’, forse qualcun altro qui su ROM può’ aiutare), ma e’ specifico (oltre che essere declinato in altre sotto-tipologie)

      Quindi, quando utilizzato propriamente non e’ tanto per essere “fighi” (o quantomeno non dovrebbe esserlo), quanto per identificare un “set up” particolare fra bloccante e ricevente perche’ tutti si capisca di cosa sia stia parlando, cosa non possibile usando termini generici.

      Spero il commento, senza alcuna polemica intesa, possa aiutare qualcuno, sempre per chi sia di interesse.

  7. Partita sconcertante, l’avversario aveva perso la prima in casa con la Stella Rossa (parliamo quindi di un livello medio basso di Euroleague), l’abbiamo strappata con i denti a morsi (bene, per carità), ma da qui a esultare ce ne corre (ad oggi si potrebbe dire: saremo in lotta per i play-in o per non arrivare tra le ultime tre?)

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