Sale Djordjevic attacca la stampa di Bologna: Non sempre corretta con il mio lavoro

Alessandro Maggi

Un Sale Djordjevic scatenato a Bologna in una conferenza stampa pre-playoff assolutamente caldissima in casa Virtus

Un Sale Djordjevic scatenato a Bologna in una conferenza stampa pre-playoff assolutamente caldissima. Segnaliamo che, a fine conferenza, il coach serbo ha lamentato poco rispetto nei confronti del suo lavoro da parte della stampa. Ecco alcune dichiarazioni.

Dopo la sconfitta con Kazan… «Io devo giocare con Treviso e ancora mi chiedete di Kazan? Potevate chiamarmi prima! Anche prima della Fortitudo ci sono state domande destabilizzanti per favorirli»

In questi playoff molti giocatori si giocano il futuro in Virtus «Ci sono giocatori che avranno la sicurezza del loro futuro con dei pluriennali. Di certo l’ultima partita non aiuta, ma siamo sempre stati capaci di capire i nostri errori, quindi mi aspetto domani grandi risposte e io sono orgoglioso di averli allenati. Non sempre abbiamo fatto belle prestazioni, ma ho fiducia. A volte è mancato qualcosa fisicamente, per giocarci punto a punto le partite contro le squadre forti, e ci siamo tirati indietro».

Hai una squadra con un campione NBA e uno di Eurolega. «Il passato non conta. Quanto fatto ieri non esiste. Giocassero tutti bene, come ho detto ai miei dopo Lubiana, potremmo battercela con i Celtics. Non conta quanto fatto prima da Teodosic o Belinelli, conta quanto si può fare adesso per la Virtus».

Avete subito molti punti, è un vostro problema attuale? «Sì, in questo momento la difesa è il punto debole della squadra. Io ho sempre puntato molto sul difendere, perchè sapevo poteva essere un problema: l’attacco vince le partite, ma la difesa vince i titoli. Io mi aspetto di più da un po’ tutti: Markovic, Pajola, o Adams che ha avuto tante difficoltà non sempre dipendenti da lui. Io da lui non sono deluso: io sono analitico, ho letto le vostre analisi ma so quali possono essere le difficoltà nel corso della stagione. Adams è un ragazzo emotivo, fa vedere cose straordinarie in attacco, e penso che avrebbe potuto avere meno urli da me e più applausi dagli osservatori. E’ stato firmato per una certa idea che non è stata portata a realizzarsi».

Per questo gruppo potrebbe essere l’ultima occasione per vincere qualcosa. «Ultima dove? Io sono arrivato qua da decimi, undicesimi, senza playoff. Abbiamo portato una coppa, lo scorso anno eravamo in testa, abbiamo cambiato le prospettive della società cercando di portarla dove vuole il Dottor Zanetti. Io sono orgogliosissimo di quanto fatto, non è possibile continuare a parlare dell’ambiente dopo Kazan o che questa sia l’ultima occasione. Io sono sempre stato corretto verso tutti, ma non sempre la stampa lo è stata nei miei confronti: nessuno mi ha mai cercato, quando io ho mostrato sempre professionalità. I problemi sono stati creati al di fuori, nessuno ha pensato a come io sia arrivato qui con un orgoglio grandissimo. Ricordate che l’anno scorso avremmo dovuto fare i playoff da primi, da primi, e ora lo saremo da terzi!».

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