Olimpia Milano post Baskonia | Tragedia? No. Emergenza? Sì. Ora serve l’elmetto

Olimpia Milano post Baskonia colmo di domande in una serata che ha certificato una difficoltà. Ma andiamo con ordine

Olimpia Milano post Baskonia colmo di domande in una serata che ha certificato una difficoltà. Ma andiamo con ordine.

La Visione del Guazz

La partita

Ettore Messina, nell’intervallo, aveva sottolineato: «Il primo ad entrare in ritmo in attacco, avrà una chance». Il secondo tempo si è avviato con i 10 punti di Pierria Henry, e lì il Baskonia ha chiuso la partita.

La squadra biancorossa ha incassato due parziali già nel primo tempo, quando il Baskonia ha tirato 1/12 da 3. Nella ripresa il dato è salito a 8/17, unito ad un 24/37 da 2. Sono i numeri di un dominio, con i padroni di casa a chiudere totalmente il pitturato, dicendo 42-30 a rimbalzo e concedendo 17/39 da 2. E andando in lunetta nel doppio delle occasioni.

La cronaca della partita

Durezza fisica superiore, certamente, più energia, ma tornare a parlare di centimetri è balla colossale. Il Baskonia ha dominato senza Jekiri, concedendo 5’ a Diop e 12’ a Fall, ma mantenendo in campo Polonara per 39’.

Dusko Ivanovic, per necessità, è andato con quintetti piccoli, sapendo di avere molta più energia e esplosività del suo avversario. Vantaggi figli del momento, non di una superiorità generale. L’Olimpia Milano soffre squadre con il Baskonia? Sì, ma questo non significa crollare due volte contro un avversario con limitate risorse tecniche.

La prestazione

Olimpia Milano che non ha mai saputo “far circolare” la palla, che ha forzato tiri a giochi rotti, che non ha avuto l’esplosività solita nelle gambe di Shields e Punter per dominare nel mid range.

La squadra di Ettore Messina ha costruito, sino ad oggi, le sue certezze in questa terra di nessuno, costringendo l’avversario a forzare in attacco per non perdere contatto, e dunque mordendo definitivamente in transizione.

Le parole di Ettore Messina

Kyle Hines, palla in mano, è opportunità quando il campo e le squadre si allungano. A difesa schierata tutto cambia, ma il basket ti permette, ad alti livelli, di mettere insieme in autonomia le proprie opportunità.

Milano avrebbe dovuto farlo in difesa, ma come nella gara di andata, inizialmente ha retto l’uno contro uno, concedendo facili giocate in verticale per i tagli. Perse le misure sull’uomo nella ripresa, la gara è finita. E quando il Baskonia ha potuto anche correre, titoli di coda.

Il momento

Al 27 marzo, con due trofei in tasca (dominati) e un quarto posto in EuroLeague, si deve parlare di momento e non di tendenza.

La sconfitta con il Baskonia è dura e pesante, perché al Barcellona magari non si può concedere un Delaney (ma l’imbattibilità dei blaugrana in questa stagione, scusateci, è leggenda e alibi per la pessima prestazione del Forum di settimana scorsa), ma ai baschi sì.

Non si devono ricercare giustificazioni nelle assenze, ma non si può neanche gettare il secchio dell’acqua sporca con il poppante dentro. Negli scorsi anni abbiamo assistito a squadre senza capacità di “crescita” nel corso della stagione venire meno al momento del dunque, in Europa.

Le pagelle di ROM

Sino ad oggi abbiamo visto un gruppo che ha saputo lavorare, migliorare, mostrare segni di imbattibilità, capitalizzare le esperienze e raccogliere più del preventivabile da alcuni attori. Vincente nei momenti importanti, ora arrivato col fiato corto all’ultima volèe.

Un “momento”, appunto, da non rendere preventiva tragedia, ma da analizzare con serietà e senso di emergenza. Mancano gambe, non caratteristiche, anche se lo sfacelo-Tarczewski è sotto gli occhi di tutti. E se prendi un giocatore fermo da un anno, lo stiramento è dietro l’angolo.

In certi momenti, inevitabili in una stagione come quella attuale, serve capitalizzare valori ed esperienze. Il calendario offre due squadre morte e sepolte, senza valori tecnici sensibili. Serve un successo: con l’elmetto, questa Olimpia Milano può centrarlo a Belgrado.

12 thoughts on “Olimpia Milano post Baskonia | Tragedia? No. Emergenza? Sì. Ora serve l’elmetto

      1. Orlando, per favore, ci manca solo, che qualche giocatore, imprescindibile per l ‘ eurolega, si faccia male, nella ” fondamentale ” partita di Venezia.

  1. Cavolo no! Ma perdere non piace e deprime. Agli infortuni quest’anno abbiamo già dato e abbondantemente. Capisco che la EL è la priorità lasciare punti a Venezia proprio no.

    1. Incrociamo le dita, ma in Eurolega, è fondamentale conquistare il 4 °o 5 ° posto, così da evitare ai playoff, le tre corazzate.

      1. cosi a naso c bekkeremo il fener spero in casa ma vabbe fener o cska cambia poco di sicuro eviterei efes e barca certo ke senza secondo centro nn si va da nessuna parte

  2. Vado controcorrente. Ma mi pare che oggettivamente gli infortuni ci abbiano toccato il giusto. Cioè come mediamente ci si puo attendere. Cska o Madrid che dovrebbero dire?

  3. Delle tre squadre appaiate a 38 punti, Milano, Bayern e Fenerbahce, quella che senza dubbio, ha il calendario più difficile è il Fenerbahce. Martedì prossimo avrà un autentico spareggio a Monaco di Baviera poi, nelle ultime due giornate, dovrà affrontare il Barcellona e, nell ‘ ultimo turno il Real Madrid, altro autentico spareggio.

  4. La partita di domani non è così inutile, si rischia di perdere il primo posto di Regular Season che conterà magari poco, ma dopo una stagione del genere sarebbe una beffa e una botta morale non da poco.

  5. Concordo; contera’ poco,
    Meglio secondi in LBA che fuori da EL fra due settimane.

    1. L’una cosa non esclude l’altra, non azzarderei teorie che potrebbero essere smentite dai fatti

  6. Preoccupazione: le squadre hanno capito come si ferma l’attacco di Milano? Se no, questo è solo un passaggio a vuoto. Se sì, ouch

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