Olimpia Milano post Trento | La partita, le rotazioni, le difficoltà di alcuni elementi

Olimpia Milano post Trento, che passa per un’analisi che va oltre la partita, che peraltro ha aizzato qualche nervosismo social di troppo

Olimpia Milano post Trento, che passa per un’analisi che va oltre la partita. Chi scrive, peraltro, registra un eccessivo nervosismo social a poche ore dal cruciale successo di Kaunas.

La partita

E’ stata una battaglia, godibile, con una squadra stanca, poco lucida in attacco, capace di stare in gioco fino alla fine in un’autentica corrida.

Aspetto positivo? Gruppo con valori, che non si è fatto travolgere ma che ha anzi alzato le mani a sua volta, viste le regole permissive del metro arbitrale. Gruppo che è rimasto in campo con serietà, giocandosi il successo fino alla fine, perchè fa parte della sua natura.

La cronaca della partita di ieri

Aspetto negativo? Trento è team terrorizzato in LBA, come chi solitamente si ritrova dove non pensava di essere. La prestazione di Olimpia Milano, poco lucida in attacco, ricalca in linee generali quanto visto con Fenerbahce e Zalgiris Kaunas.

E’ un momento di flessione, dovuta anche ad assenze cruciali. Non tanto per Malcolm Delaney, quanto soprattutto per Zach LeDay.

Le rotazioni

Ormai, lo abbiamo detto, Milano è la «città dei materassai», ma al PalaTrento, probabilmente, qualche brandina avrebbe fatto comodo.

Andiamo un po’ a vedere, nel modo più oggettivo possibile, quello che è accaduto. Ieri mancavano Malcolm Delaney e Zach LeDay, un play e un’ala forte, per infortunio, più Kyle Hines per scelta tecnica (nel contesto del turnover), un centro.

Le parole di Ettore Messina

Nei 12, ritroviamo due elementi, Vlado Micov e Jeff Brooks, in cerca di minuti per trovare la forma, ma nel contempo non ancora in grado di reggere i ritmi pre-infortunio. Per Micov 10’, con alcuni momenti di grande difficoltà, per Jeff Brooks 4’, meno delle attese, ma certamente arrancante al terzo o quarto possesso consecutivo nel percorrere il campo.

Trattasi di un “3”, il serbo, che può anche giocare da “4” in questo contesto, e di un’ala forte pura, l’italoamericano. Precisiamo i ruoli per contestualizzare le conseguenze, che sono settoriali, non globali. In questi due casi quali sono state le ripercussioni? I 31’ di Shavon Shields sicuramente, i 25’ di Gigi Datome.

Per chiudere questo primo passaggio, le valutazioni di Messina possono essere state dunque fisiche. Poi abbiamo il resto. In primo luogo Kuba Wojciechowski. 0’, in un ruolo dove Kaleb Tarczewski e Paul Biligha valgono assolutamente, per ragioni di opportunità, i 40’ raccolti.

La notizia è la presenza nei 12 dell’ex Biella in vece di Davide Moretti, ma in un ruolo naturalmente modulato dalla gestione dei falli, l’emergenza nel settore lunghi poteva necessitare di un’alternativa in più. Scelte, non certo a caldo, visto che sia Hines che Moretti ieri erano con la squadra a Trento.

E arriviamo ai 29’ di Kevin Punter e ai 26’ di Sergio Rodriguez, dove certamente impattano, più che i 17’ di Riccardo Moraschini o i 16’ di Michael Roll, i 2’ di Andrea Cinciarini e la non convocazione di Davide Moretti.

Qui ci sarebbe da aprire un discorso a parte sull’importanza del momento, sull’importanza dei momenti che arriveranno. Oggi l’Olimpia Milano si gioca i playoff, domani magari si giocherà l’accesso alle Final Four, quindi si ritroverà catapultata nella post-season scudetto. Non è comunque questo il momento per farlo. Torniamo sulla gara di ieri.

E la gara di ieri racconta di una coperta corta, mancando Malcolm Delaney, e un aumento dei minuti di Andrea Cinciarini, legittimi o meno (chi scrive pensa legittimi, ma conta il giusto, cioè nulla), avrebbe impattato sensibilmente solo su Punter, o Sergio Rodriguez, non entrambi.

Certamente, con il play USA a disposizione, l’alternanza con lo spagnolo in Italia sarebbe un’opzione. Questo è quanto, da una prima analisi il più oggettiva possibile.

Non si gioca a perdere, mai

Giocare a perdere? Non pare nella natura di questa squadra, basti guardare l’assalto difensivo, in certi frangenti, di Kevin Punter. Giusto? Sbagliato? E’ la natura di Ettore Messina, o quanto meno quel che Messina ritiene fondamentale per questa squadra.

(La domanda sarebbe al massimo perché questi segnali arrivino da chi gioca sempre, e non da chi gioca poco). Nessun calo di tensione, mai. Anche a costo di riporre quel “cuscinetto in LBA” rivendicato dopo il successo in Coppa Italia.

Le Pagelle di ROM

Se partiamo da quest’ultima ottica, il roster biancorosso, a 17 uomini, pare aver registrato nei mesi delle scremature, e dei momenti di difficoltà, ancora presenti.

Kaleb Tarczewski non riesce ad essere performante, in questo sistema, e ha perso certezze anche in quello che sapeva fare. Davide Moretti non viene giudicato “pronto”, a questo livello, dallo staff tecnico. La gara di ieri non è rivelazione, ma conferma al massimo. 

Riccardo Moraschini vive un momento di sfiducia e frustrazione, e rincorrere una squadra di tale qualità non è semplice. In passato, si è rialzato. Andrea Cinciarini, infine, non ha mai giocato da play, perché Ettore Messina pare prediligere elementi pericolosi al tiro palla in mano. 

Il capitano in questi anni ha vissuto scalando, sempre, e sorprendendo. Chi “denigra” il suo status dimentica la sua centralità in campo anche nell’ultimo anno di Simone Pianigiani, quando ha giocato l’ennesimo playoff rimontando gerarchie e indicando, quando possibile, la via.

Questo il suo valore, la sua eredità, ma il sistema è quello di Ettore Messina. Che non ha scelto Andrea Cinciarini, pur stimandone le qualità di leadership. Anche qui, scelte.

Di tutto questo ne parleremo questa sera su Radio RealOlimpia, in diretta dalle ore 18 dalle frequenze di Radio Basket 108.

23 thoughts on “Olimpia Milano post Trento | La partita, le rotazioni, le difficoltà di alcuni elementi

  1. Concordo in pieno…

    A mio avviso non é un problema la sconfitta in sé, ma come é arrivata…

    In campionato, in questo mese pesantissimo, sfrutterei molto di più gli italiani che non vedono il parquet in Eurolega e chi deve mettere minuti nelle gambe, col rischio di perdere un paio di partite, ce lo possiamo permettere, in modo da far rifiatare chi sta tirando la carretta in coppa.

  2. Anche se qualcuno indica negli Italiani e chi gioca poco, i responsabili di questa sconfitta, NON dimentichiamoci il ritmo in cui la squadra sta’ giocando da Settembre ad ora.

    Il vero tassello mancante e’ Kaleb, seguito da Micov e dal duo in regia Cinciarini/Moraschini (l’ uomo non ha la leadership richiesta), questi giocatori sommati ai 2 infortunati hanno decretato questa sconfitta.

    Ma non facciamo drammi la stagione, gestita su 2 fronti, e’ veramente impegnativa, il minutaggio di ieri non e’ in linea con la solita gestione-Messina, ma non si puo’ sempre dominare in LBA e vincere in Eurolega…

    1. Come fai ad addossare la colpa della sconfitta di ieri al Cincia che ha giocato solo 2 minuti? 😨

  3. Le polemiche e la denigrazione continua con alti e bassi da inizio stagione, la sconfitta subita a Trento ha solo acuito il focus su alcuni elementi, vedi sopra.

  4. Si, il focus di s.antonio, sempre a commentare gli altri post, ma parla del thread, se hai un pensiero da esprimere! Orsù!

  5. Datome: 0/2 da 2, 1/3 da 3; Shields: 1/6 da 3; Punter: 25% da 2; la squadra in generale: 33% da 2 e 30% da 3, 16 palle perse e solo 10 assist.
    Vi sembrano numeri da Olimpia?

    Non credo: e allora la risposta è tutta lì, non occorre cercare altrove: nessuno dei nostri aveva voglia di giocare questa partita, a cominciare dall’allenatore.

    Hanno parlato tutti di mancanza di energie, a cominciare da Messina, ma il concetto che si cercava per spiegare la sconfitta è stato tradotto col termine sbagliato: sarebbe stato più giusto dire mancanza di motivazioni – ma ovviamente non si può dire, per rispetto all’avversario, al gioco, e a se stessi.
    Dunque è stato usato il termine “energie”, invece che quello di “motivazioni”.

    Le cifre che ho sottolineato in apertura, però, confermano che nessuno dei nostri aveva voglia di giocare questa partita.
    E Trento ha dato l’anima, bravi loro.

    Non ne farei un dramma, non andrei a cercare spiegazioni astruse, non mi metterei alla ricerca di un colpevole.
    A chi non è mai capitato di non volere proprio esserci dove invece si è trovato a essere?
    Ieri è capitato a Olimpia Milano. Morta lì.

  6. A cosa serve un roster di 17 quando con l’ultima in classifica giocano sempre i 10 che hanno giocato meno di 48 ore prima? Bhiliga merita di stare di più in campo e Moraschini se viene costantemente ignorato fatichera a riprendersi. Moretti in precampionato sembrava molto interessante. Forse bisognerebbe avere più coraggio nel provare questi ragazzi.

  7. Sembra facile dire dopo una sconfitta “ma persa per persa non sarebbe stato meglio far giocare le riserve?”. Ma poi analizzi la panchina e scopri che: Roll tornava dopo una doppia prestazione in EL e in un ruolo non suo, quindi molto affaticato, Moraschini dopo il Covid non ha ancora fornito prestazioni di rilievo, Micov e Brooks rientrano da infortuni importanti e non hanno ancora minuti nelle gambe, Cinciarini ha evidenti limiti e la sua grinta non può bastare in un match di LBA, Moretti non è giudicato ancora pronto e Woiciechowski è una pezza per qualche minuto a gara. Ti restano da ruotare i sei che hanno poi giocato e perso….. E torniamo al punto di partenza, le scelte erano obbligate e non frutto di masochismo, si è perso contro una squadra che ha lottato alla morte e noi evidentemente non avevamo la testa per affrontare questa gara. Se poi credete davvero che il nostro coach sia uomo da accettare di perdere random delle partite per non affaticare i giocatori vuol dire che non conoscete l’uomo che ci ha portato a diventare una realtà importante dell’EL.

  8. Premesso che 48 ore dopo una battaglia come Kaunas + viaggi e stress collegati , non è uno scandalo arrivare a Trento stanchi e perdere di 1, non capisco però il discorso dei cambi non all’altezza. Se Moretti non è convocato (!) e Kuba fa 0 minuti in una partita in cui gli altri sono stanchi o reduci da infortuni, mi chiedo il senso di averli in roster. Solo per arrivare a 12 a referto ? E non è questione di aver perso, che pure non piace a nessuno, ma a cosa servono se non giocano nemmeno quando ci sarebbe spazio e la partita conta relativamente poco?

    1. Premetto che sono sicuro che Messina sappia esattamente cosa fare e che la mia sia solo una opinione da tifoso che non sa niente della situazione squadra, sono a metà fra l’opinione di @Hollywood e @biancorossodasempre. Credo che diversi giocatori abbiano in questo momento problemi di condizione che ne hanno limitato l’impiego domenica però penso anche che 5/10 minuti in più a qualcuno potevano essere dati. Poi non credo che ciò influirà sulla partita di Mosca (spesso le tossine non nascono dallo sforzo fisico in sè ma dalla pressione della partita che si affronta e certo la partita di domenica non può avere stressato mentalmente nessuno) e non ha niente a che fare con la sconfitta in sè che non ha nessun peso.

    2. La partita conta così poco che sono stati scritti più commenti su questa che su certe recenti bellissime vittoria in EL. A parole sono tutti bravi a dire “massì, perdile pure, tanto a chi importa?”, ma poi quando l’Olimpia perde il rumore sale

      1. Il rumore sale quando l’Olimpia Milano perde partite senza alcun valore come quella con Trento giocando in prevalenza con i titolari, se avessimo perso con le riserve non credo ci sarebbe stato da dire alcunché..

  9. Il tuo ragionamento non fa una piega…pero’ per Messina la frase “conta relativamente poco” non rientra nella sua filosofia e neanche nel suo dizionario. Ha ragione, ha torto?
    Non lo so ma non credo sia una domanda pertinente.
    Il sistema, l’approccio, le regole sono queste e i giocatori lo sanno.
    Prendere o lasciare? Questa è la domanda. Io prendo

  10. Si proprio così funzionano le squadre di basket. Non c’è democrazia che va bene in altri luoghi.
    Ci può essere confronto, forse discussione ma alla fine…credere obbedire, combattere che ti piaccia o no

  11. Iellini non te la prendere, scherzo eh potremmo definire questo tuo pensiero “catto-fascio-comunista”

      1. che se la prendano i fascisti a me importa punto, Il contesto nel quale è utilizzata la frase è invece condivisibile. Le responsabilità dell’andamento della partita sono dell’allenatore per cui è corretto che le decisioni non discutibili le prenda lui.

    1. Abbiamo solo un grande rispetto per la squadra, lo staff e gli sforzi della proprietà per ridare lustro e onore ad una società storica.

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