Ettore Messina: Sono stra-affezionato a Bologna, al suo pubblico. Milano grande opportunità

Ettore Messina è stato ospite di Sport Club, trasmissione di E’TV Rete 7. Ecco le sue dichiarazioni integrali

Ettore Messina è stato ospite di Sport Club, trasmissione di E’TV Rete 7. Ecco le sue dichiarazioni alle domande di Jack Bonora, Luigi Balduini e Max Cocchi.

SULLA STAGIONE DI OLIMPIA MILANO

«Fino ad adesso abbiamo fatto una bellissima stagione. Adesso è il momento decisivo. Abbiamo i playoff di EuroLeague da raggiungere: siamo in una buona posizione ma mancano nove partite, e può accadere davvero di tutto. E poi, ovviamente, ci saranno i playoff del campionato italiano. Se pensiamo che abbiamo alle spalle sei mesi, e che ne mancano quattro se non di più, sarà alla fine un anno molto lungo e difficile per tutte le squadre».

SUI PARAGONI CON LA STAGIONE SCORSA

«Abbiamo una squadra più forte, senza nulla togliere a quella dell’anno passato. Abbiamo avuto la possibilità di aggiungere giocatori di grande personalità, capaci di giocare le gare importanti. La stragrande parte del merito va a questi ragazzi».

SU MARCO BELINELLI

«Belinelli è ovviamente un giocatore decisivo, che sposta a tutti i livelli. Ha giocato in NBA con un ruolo importante, in squadre importanti. Ha avuto una bella carriera che si è costruito da solo, visto che non ha avuto un inizio in discesa. Ho molto rispetto per quello che ha fatto Marco. Per noi semplicemente non era un’operazione possibile. La Virtus si è lanciata con grande decisione, noi avevamo la squadra al completo e non avevamo neanche spazio nel budget per poterci permettere un’operazione tanto impegnativa. Non c’è stata neanche la possibilità per noi di pensarci. Purtroppo, perchè Marco è un eccellente giocatore».

SULLA VIRTUS BOLOGNA

«La Virtus è una squadra stra-competitiva, lo dimostra il percorso netto in EuroCup, con enormi margini di miglioramento, e sarà una delle pretendenti allo scudetto fino all’ultima partita».

«Non esistono avversarie come le altre. Quando giochi una serie playoff, in quel momento l’avversaria è la più forte del mondo. Non mi sono mai detto, dentro di me, di preferirne una rispetto ad un’altra, perché più facile. Le poche volte che mi ha sfiorato un pensiero del genere non è mai finita bene. Per vincere lo scudetto devi passare per Bologna, Venezia e Sassari. Queste sono le pretendenti che si giocheranno lo scudetto fino alla fine. E anche Brindisi, a completo, è squadra che nessuno può permettersi si sottovalutare».

SUL CONFRONTO SERGIO RODRIGUEZ-MILOS TEODOSIC

«Sono due giocatori da un lato molto simili, e dall’altro molto diversi. Sono giocatori di enorme talento, che possono sempre cambiare una partita o una serie. Quando abbiamo avuto la possibilità di arrivare a Sergio, non ci abbiamo pensanto neanche un secondo. L’ho allenato a Madrid, sono molto affezionato a lui come a molti altri. Non è stata un’operazione facile, ma siamo riusciti a portarlo qui. Una volta preso Sergio ovviamente non puoi pensare di prendere anche Teo. Sono due giocatori che si pesterebbero i piedi uno con l’altro. Hanno bisogno di avere lo spazio che hanno, hanno bisogno di avere tutte le opportunità per utilizzare il loro talento. Due giocatori che danno grande lustro al nostro campionato».

SUL PROSSIMO MATCH CON LA FORTITUDO BOLOGNA

«Abbiamo faticato all’andata, quando erano una squadra diversa. Adesso sono più profondi, fisici atletici, e con Luca Dalmonte hanno trovato un innegabile miglioramento in tanti aspetti del gioco. A volte, purtroppo, le cose vanno in un modo o nell’altro senza neanche rendersene conto. Prima c’era Meo, un allenatore eccellente, il coach della nostra Nazionale, e la squadra anche per il roster che avevano non ha trovato una quadratura. E’ arrivato Luca, ha fatto un grandissimo lavoro, hanno cambiato con grande decisione il roster: ora è più equilibrato, e hanno vinto tantissime partite. Non sarà facile vincere per noi domenica prossima».

SUL RAPPORTO CON LA CITTA’ DI BOLOGNA

«Io sono stra-affezionato a Bologna. Sia la mia famiglia, che mia moglie, che i miei amici più cari sono lì. Sono stra-affezionato alla Virtus, al suo pubblico. Poi se qualcuno è scontento che io sia andato a Milano, rispondo con quella che voglio sia intesa solo come una battuta: nessuno mi ha mai chiesto di tornare alla Virtus. Quindi il problema non si pone». 

«Non è che uno sceglie Milano contro la Virtus. Io ho avuto la grande opportunità di venire ad allenare a Milano, club importantissimo nel panorama italiano e anche europeo, e sono contento per questo. Ma non è una scelta contro il mio passato, che resta tale. Se qualcuno non ha gradito, ripeto, non è che mi interessi più di tanto Gli applausi con cui l’anno scorso la stragrande maggioranza dei tifosi virtussini mi ha accolto quando sono tornare a giocare con Milano a Bologna, è una delle cose che conserverò come uno dei ricordi più belli della ma carriera. Il resto non conta».

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